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Banche: Sono Illegittimi Gli Arrotondamenti Dei Tassi


4 maggio 2015 ore 09:33   di KungFuGirl  
Categoria Affari Finanza e Fisco  -  Letto da 793 persone  -  Visualizzazioni: 1171

La sentenza, per certi versi storica, emessa dall'Arbitro Bancario Finanziario del collegio di Napoli, da ragione ad un correntista: le banche non possono ritoccare, con degli arrotondamenti, i tassi d'interesse applicati sui mutui, a meno che tale ritocco non sia preventivamente concordato tra le parti. Il correntista si era accorto che la banca aveva "sbagliato" gli arrotondamenti sul calcolo del tasso d'interesse variabile e, dopo aver chiesto spiegazioni agli operatori della banca senza aver ricevuto alcuna risposta, ha fatto ricorso all'Arbitro competente.

Tutto è nato quando l'uomo, originario di Otranto, si è accorto che il proprio contratto di mutuo a tasso variabile, stipulato nel 2011, presentava delle anomalie: in particolare aveva notato che la banca, nel corso degli anni, aveva applicato un aggiornamento erroneo su base trimestrale rispetto a quanto pattuito. L'istituto di credito, infatti, aveva provveduto ad arrotondare, a proprio esclusivo vantaggio, il parametro di riferimento contrattuale, l'Euribor-365 a tre mesi, prendendo in considerazione anche i millesimi di euro, nonostante in sede contrattuale le parti avessero concordato "l'arrotondamento al centesimo e cioè lo 0,05 superiore".


Ad una prima occhiata può sembrare faccenda di poco conto, ma così non è se si considera che l'aumento ingiustificato aveva portato il tasso di interesse dall'1,80% del mese di aprile all'1,85% per i mesi di maggio, giugno e luglio, "nonostante l'Euribor nei due giorni lavorativi al 1 maggio (29.04.2014) risulta essere pari a 0,35% quindi sommando lo spread (unico profitto per la banca) di 1,45% la somma totale è di 1,80%". Da questa prima ricognizione, il correntista ha deciso di approfondire la questione ed ha così notato che l'arrotondamento era prassi costante della banca.

Dopo aver chiesto spiegazioni direttamente al proprio istituto di credito senza aver ottenuto risposte soddisfacenti, il correntista ha deciso di fare ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario il quale, dopo aver analizzato la documentazione prodotta, nonostante le resistenze dell'istituto di credito, ha infine dato completamente ragione al consumatore, con decisione N. 0003262/15, disponendo il diritto del ricorrente alla rideterminazione del tasso d'interesse e condannando la banca a corrispondere alla Banca d'Italia la somma di 200 euro quale contributo alle spese di procedura.

Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", ha salutato con gioia la decisione assunta dall'ABF ed invita i consumatori a verificare con attenzione i propri documenti bancari: "Si tratta di un'importantissima decision da parte dell'Arbitro Bancario Finanziario che la nostra associazione segnala in anteprima e che potrà avere potenziali riflessi su migliaia di contratti di mutuo analoghi, dal momento che la prassi denunciata da questo attento consumatore potrebbe riguardare la generalità dei contratti di questo tipo".

Banche: Sono Illegittimi Gli Arrotondamenti Dei Tassi

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