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Class Action Contro Microsoft


5 gennaio 2010 ore 16:21   di prometeo  
Categoria Affari Finanza e Fisco  -  Letto da 304 persone  -  Visualizzazioni: 536

La notizia che può rivoluzionare il mondo dell'informatica arriva da Pisa e Firenze, si tratta della prima class action contro l’impero Microsoft per il rimborso del prezzo del sistema operativo Windows preinstallato nei personal computer. La causa collettiva, coordinata dall’Aduc, riguarda esclusivamente gli acquirenti privati che non abbiano fatto l’acquisto tramite partita Iva e che non abbiano accettato la licenza d’uso del software della Microsoft né l’abbiano mai utilizzato.

Quello che il singolo non può o non riesce a fare da solo può, invece, essere realizzato mettendo insieme le forze grazie alla  legge sulla class action che oggi è realtà, seppure con molte riserve.


Ad oggi sono centinaia le segnalazioni di utenti, con i pisani in prima fila, sull’impossibilità di ottenere questo rimborso. E sono diverse le cause individuali già avviate. Spiega l’Aduc: «Quella “ pilota”, promossa da noi presso il giudice di pace di Firenze, è già stata vinta». Ma le cause individuali riguardano un numero limitato di utenti, quelli più tenaci e convinti, disposti anche a sobbarcarsi il peso di una causa giudiziaria.

Per cui, visto l’alto numero di utenti coinvolti, l’Aduc ha deciso di prepararsi per agire con un’azione giudiziaria collettiva contro la Microsoft. Quella class action che - nonostante la normativa in vigore ne abbia limitato pesantemente l’efficacia che ha in altri Paesi - è praticabile teoricamente a partire dal 1º gennaio scorso, e nei fatti quando i tribunali avranno istituito gli appositi uffici per accogliere a protocollare le istanze.

La class action su Windows, come stabilisce la legge, è rivolta esclusivamente ad acquirenti privati (ovvero che non abbiano fatto l’acquisto tramite partita Iva) di computer con sistemi operativi preinstallati, e che non abbiano accettato la licenza d’uso del software né l’abbiano mai utilizzato.

Per partecipare, per ora basta compilare il modulo scaricabile dal sito www.aduc.it e fornire informazioni dettagliate sulla propria vicenda.

La compilazione non comporta alcun impegno: per il momento serve a raccogliere informazioni ed a verificare un effettivo interesse collettivo.

Articolo scritto da prometeo - Vota questo autore su Facebook:
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