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Crisi Economica E Ruolo Della Finanza


15 giugno 2011 ore 19:35   di Marzio  
Categoria Affari Finanza e Fisco  -  Letto da 483 persone  -  Visualizzazioni: 853

La crisi economica globale, iniziata nell’ottobre del 2008, più o meno rattoppata con interventi discussi e discutibili, non sembra realmente risolta nelle sue motivazioni strutturali e ciò che si percepisce nel dibattito è fondamentalmente una carenza di idee, come se mancasse, anche ad esperti e tecnici dell’economia,una visione chiara dei problemi sorti dalla crisi e, conseguentemente, una terapia adeguata. In questo contesto, può essere utile andare a rivedere un libro non recentissimo, edito da Donzelli, e scritto da due studiosi del fenomeno monetario, Massimo Amato e Luca Fantacci.

Si intitola proprio “Fine della finanza” e si configura come un tentativo di andare al di là di una pura descrizione degli avvenimenti, per cercare di cogliere il bandolo della matassa, comprendere la genesi della crisi e proporre delle contromisure per essa, cercando di effettuare una analisi strutturale che guardi in profondità, per cogliere le dinamiche di fondo, che agiscono storicamente come tendenze perpetuantesi nel tempo, influenzando la concatenazione degli avvenimenti.


Questa operazione punta, non ad una previsione di singoli eventi, certamente impossibile, ma alla individuazione delle motivazioni soggiacenti ed alla creazione di indicazioni di massima per il futuro. Per i due autori la crisi è la prova della esistenza di un difetto strutturale della attuale finanza di mercato. E dove si trova questo difetto? Nel rapporto tra capitalismo e debito. Il termine “capitalismo” non coincide con quello di “economia di mercato”. La nascita del “capitalismo” si ha con la comparsa di forme di credito basate su una moneta-merce al tempo stesso anche sostitutiva di essa, forme in cui si crea la pratica di ritardare i pagamenti od i rimborsi e si fa accavallare perpetuamente gli uni sugli altri, tanto che si crea un regime che “morirebbe nel caso di una chiusura simultanea di tutti i conti”.

Questo è il segreto che regge il rapporto tra credito e moneta, e che è tanto più tale quanto più è percepito come una evidenza senza problemi. Un sistema che morirebbe, nel lungo periodo, di una chiusura di tutti i conti, è anche uno che vive, nel breve periodo, del loro costante accavallamento. Se questa analisi è corretta, il capitalismo consisterebbe nel tentativo, incessantemente perpetuato, sui mercati finanziari, di non attenersi alle scadenze reali che sono implicite come economia di mercato. In pratica, il capitalismo non rispetta un punto fondamentale, cioè il pagamento dei debiti, rispondendo alla necessità della verifica simultanea dei conti con la prassi di procrastinare di fatto ogni scadenza, ogni pagamento. Il problema è che questo non può abolirla. Si pone, a questo punto il problema di come riformare il sistema finanziario. Il punto è che se si vuole risanare la finanza, privata e pubblica, occorre sin dall’inizio fare in modo che tutti i debiti siano pagabili a tempo debito e che il pagamento non venga indefinitamente allontanato. Occorre abbandonare la Liquidità come principio architettonico del sistema finanziario. La finanza deve lasciare spazio alla produzione e distribuzione dei beni. Il fine e la fine della finanza si hanno dove la moneta ed il credito a tempo debito scompaiono e danno spazio ai beni, alla loro produzione ed allo scambio.

Crisi Economica E Ruolo Della Finanza

La moneta non deve essere una merce accumulabile, ma un mezzo di scambio e di pagamento all’interno di uno spazio economico e politico predefinito. Posto che il problema di fondo all’origine dell’attuale crisi è l’accumulazione pregressa di debiti impagabili, è necessario che un tale tipo di evento non si verifichi più. Ed è necessario anche muoversi concretamente in questa direzione. Invece, sembra che ci sia un tacito accordo a non considerare la crisi per quello che è. La speranza è che, passata la tempesta, tutto ritorni come prima. Così non sarà. E la cosa più grave sembra proprio il non rendersi conto di questo punto centale.
Marzio Carlotto

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Commenti

 

Ottima recensione di un libro che mette in chiarissima evidenza il vero problema di cui siamo spettatori paganti. Cercherò sicuramente il libro proposto, grazie. Cinque stelle ben meritate.

Inserito 21 giugno 2011 ore 16:39
 

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