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Federalismo Fiscale E Tassa Di Soggiorno


15 agosto 2011 ore 18:02   di inspired  
Categoria Affari Finanza e Fisco  -  Letto da 600 persone  -  Visualizzazioni: 1201

La tassa di soggiorno è una delle più subdole che siano mai state applicate perché della sua esistenza ci accorgiamo solo quando andiamo a saldare il conto dell’albergo. Si tratta di una concessione che il governo ha fatto ai comuni, città d’arte, capoluoghi di provincia, località turistiche, per compensare i tagli effettuati sui loro bilanci.

L’imposta è ovviamente a carico dei turisti che alloggiano nelle strutture alberghiere, nei camping, negli agriturismo, negli ostelli ed è pari ad un importo che può variare da 1 a 5 euro procapite a notte, a seconda delle stelle della struttura ricettiva. Un ulteriore regalo che i comuni hanno ricevuto dal governo, è stata l’autorizzazione all’approvazione del bilancio 2011 in via straordinaria entro il 30 giugno per dare la possibilità ai comuni stessi di applicare la tassa già dal 1° luglio.


Conti alla mano, è una tassa che peserà sulle famiglie. Considerando una famiglia media composta da quattro persone, che ha prenotato una vacanza di dieci giorni in una struttura di medio livello, la spesa complessiva lieviterà di circa 100 euro. L’ulteriore beffa consiste nel fatto che questa spesa maggiorata non poteva essere prevista poiché al momento della prenotazione non esisteva ancora.

Naturalmente anche in questo caso tra il nord e il sud c’è diversità di comportamento. Mentre la stragrande maggioranza dei comuni settentrionali si è schierata contro l’imposta di soggiorno, al sud invece i comuni hanno aderito in massa. La differenza sta nel fatto che se l’intento dell’imposta è quello di finanziare interventi in ambito turistico, con la situazione disastrosa di molte strutture ricettive del sud, i fondi recuperati con questa tassa serviranno solamente a far quadrare i bilanci e non a migliorare la qualità dei servizi.

L’imposta di soggiorno è una delle tante promesse mancate di questo governo che in campagna elettorale si impegnava a realizzare il federalismo fiscale a costo zero per i cittadini i quali, invece, sono soggetti ad ulteriori salassi e senza neanche rendersene conto. Un buon federalismo fiscale, al contrario, dovrebbe prevedere meno tasse ma soprattutto una stretta vigilanza da parte dei cittadini affinchè i propri soldi vengano spesi con criterio.

Federalismo Fiscale E Tassa Di Soggiorno

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