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Guerra All' Evasione, Arriva Lo Spesometro!


31 dicembre 2010 ore 10:38   di Writeman  
Categoria Affari Finanza e Fisco  -  Letto da 887 persone  -  Visualizzazioni: 1460

Dal primo maggio del prossimo anno, i consumatori che faranno acquisti superiori ai 36.000 euro, Iva compresa, dovranno dichiarare il proprio Codice Fiscale all'esercente, il quale provvederà poi à inviarlo all' Agenzia delle entrate. Con la pubblicazione del provvedimento attuativo, da parte della stessa Agenzia entra nel vivo una norma prevista nella manovra estiva e già ribattezzata "Spesometro”.

La novità fa parte del pacchetto anti-evasione inserito in quel provvedimento, che complessivamente dovrebbe permettere al fisco di recuperare risorse per oltre 8 miliardi di euro l'anno. Si tratta di una innovazione che interessa una vasta platea di contribuenti, imprese, professionisti e anche consumatori.


Nell' azione di contrasto ai furbi lo spesometro dovrebbe avere una doppia funzione. Da una parte, tenendo traccia delle operazioni tra operatori commerciali (soggetti con partita Iva) e tra questi e i consumatori finali, ripesca di fatto, almeno in parte, il vecchio «elenco clienti e fornitori» cancellato dal primo governo Berlusconi, poi reintrodotto dal secondo governo Prodi e quindi di nuovo abrogato dall' attuale esecutivo: dunque sarà una forma di controllo sull'attività delle imprese.

Guerra All' Evasione, Arriva Lo Spesometro!

Su un altro versante avrà un ruolo di supporto nell'accertamento sintetico, ossia il confronto tra le dichiarazioni delle persone fisiche e le spese da loro sostenute: un' azione che il fisco intende rafforzare con il nuovo redditometro. Nel mirino del fisco quindi tutte le operazioni tra imprese e tra imprese e professionisti di vario genere oltre il valore di 3.600 euro comprensive di Iva.

Ma anche le operazioni di importo pari o superiore ai 3.000 euro al netto dell'Iva, nei casi di regimi minimi speciali. Ma la partenza dell'obbligo di comunicare partita Iva o codice fiscale, che riguarda sia le cessioni di beni sia le prestazioni di servizi, sarà graduale anche per non appesantire troppo gli oneri a carico degli operatori.

Per le operazioni relative all'anno di imposta 2010 (dunque quelle già fatte e quelle effettuate nella prossima manciata di giorni) la soglia sarà molto più alta, 25.000 euro, e l'obbligo riguarderà solo il business to business, ossia le transazioni tra soggetti lva; per le comunicazioni telematiche alle Entrate ci sarà tempo fino al prossimo 31 ottobre. Viene ampliato anche il termine di obbligo di comunicazione: per imprese e società c'è tempo fino al 31 ottobre 2011 per trasmettere alle Entrate per via telematica.

Guerra All' Evasione, Arriva Lo Spesometro!

Escluse dall'obbligo di comunicazioni, in quanto già tracciate, sono le operazioni di import, export o quelle già oggetto di comunicazione all'Anagrafe tributaria e le operazioni che coinvolgono soggetti che hanno sede o domicilio nei Paesi della cosiddetta black list. Dal primo gennaio il tetto scenderà ai 3.000 euro lva esclusa, ma fino al 30 aprile non saranno coinvolte le operazioni per le quali non c'è l'obbligo di fattura, dunque quelle al dettaglio.

Dopo questa data, la norma entrerà a regime. Gli operatori avranno tempo fino al 30 aprile per le comunicazioni relative al precedente anno di imposta. Dunque chi acquista beni o servizi di questo importo dovrà tenere a portata di mano il codice fiscale. Un po' come avviene già oggi in farmacia: con la differenza che in quel caso il contribuente dichiara il codice fiscale nel proprio interesse, ossia per poter fruire delle detrazioni Irpef sui farmaci.

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