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Il Fus, Le Tasse Sulla Benzina E L' Election Day


26 marzo 2011 ore 05:42   di petardo  
Categoria Affari Finanza e Fisco  -  Letto da 377 persone  -  Visualizzazioni: 784

Con la cultura non si mangia! Esclamò il ministro dell’Economia Tremonti. La frase faceva presagire robusti tagli alle spese relative ai Beni Culturali e al FUS, Fondo Unico per lo Spettacolo, e può sembrare piuttosto stupefacente in un paese che vanta il “maggiore patrimonio culturale del mondo” (fonte: UNESCO).

Questo patrimonio è una risorsa e non una condanna, come sembra appare in alcuni casi, generando, infatti, un giro d’affari di circa 86 milioni di Euro, inferiore comunque a quello di paesi meno “dotati”. Naturalmente il patrimonio culturale richiede manutenzione, altrimenti crolla, in tutti i sensi. Questa stretta ai cordoni della borsa è già costato il posto al ministro Bondi e ha provocato le dimissioni di Andrea Carandini, a questo punto EX Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali.


Simile copione anche per il FUS. L’Italia è conosciuta nel mondo per il patrimonio culturale che comprende anche la musica, i celeberrimi teatri, i famosi enti lirici. Giusto evitare gli sprechi, ma tagli drastici ed indiscriminati possono portare alla morte di un settore patrimonio di tutti che il mondo ci invidia.

Dopo molte proteste, ecco che si trova la soluzione: il FUS sarà finanziato da un aumento delle accise sulla benzina di 1-2 centesimi al litro.

Le tasse sulla benzina sono spesso nate da esigenze contingenti. Quando il governo non si sa dove andare a prendere i soldi Zac! Scatta questa tassa. Il bello (si fa per dire) è che la tassa rimane anche se la “contingenza” cessa.

Sulla benzina, infatti, gravano tasse che si possono definire “storiche”. Dal sito del governo http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed440/pdfbt31.pdf possiamo leggere l’elenco in ordine temporale:

1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
14 lire per la crisi di Suez del 1956;
10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
205 lire per la missione in Libano del 1983;
22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
0,020 euro per rinnovo contratto autoferrotranviari 2004.

Intristisce poi costatare che il FUS si sarebbe potuto reintegrare abbondantemente semplicemente accorpando le prossime elezioni amministrative con il referendum. 300 milioni di Euro sprecati in nome di un’esclusiva convenienza politica.
Il Fus, Le Tasse Sulla Benzina E L' Election Day

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