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Istat: Nuovi Dati Sulla Disoccupazione Giovanile


8 giugno 2011 ore 10:30   di ConteMascetti  
Categoria Affari Finanza e Fisco  -  Letto da 703 persone  -  Visualizzazioni: 1290

In un audizione alla Camera sul mercato del lavoro, l'istat, attraverso il suo presidente, Enrico Giovannini diffonde gli ultimi dati sull'occupazione, in particolare quella giovanile. I dati dimostrano che l'occupazione giovanile (in misura percentuale) è aumentata negli ultimi 10 anni, collocandosi in torno al 55%, ma è un dato fortemente influenzato da caratteri demografici: infatti i "giovani" sono diminuti di 1.5 milioni nel periodo preso in considerazione.

Quindi si può sostanzialmente affermare che l'occupazione giovanile non è particolarmente aumentata, dato di per sè agghiacciante. Lo è ancor di piu, se si considera, altro dato Istat, che il 90% della disoccupazione (causata dalla crisi finanziaria del 2009) ha colpito le fasce tra i 18 e i 29 anni.


ma cosa significano questi dati, e quali conseguenze portano nel sistema economico? In primo luogo occorre fare delle distinzioni; i consumatori non sono tutti diversi, ed è possibile distinguerli (anche se un pò rozzamente) tra giovani, adulti e anziani. Questi tre gruppi, compiono scelte d'acquisto diverse, basate su esigenze di vita diverse. In particolare, il giovane, è uno dei segmenti della domanda di mercato piu interessanti per le aziende, per via delle caratteristiche implicite nel suo modo di consumare, e (motivo non trascurabile) per il fatto che è piu giovane: in un contesto in cui le imprese cercano di "fidelizzare il consumatore", tanto piu gli resta da vivere, tanto piu potrebbe essergli fedele, tanti piu guadagni "quasi certi" l'impresa potrebbe avere.

Dunque, se già la disoccupazione è di per sè un problema, quando essa colpisce nella quasi totalità una fascia di popolazione, è un problema ancor piu grave. Ma quali sono le conseguenze della disoccupazione? Secondo la legge di Okun (legge empirica che lega la produzione, gli occupati, la produttività ed il livello generale dei prezzi: per ulteriori informazioni si veda: it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Okun) ferme restando le altre variabili, ad una diminuzione dell'occupazione, corrisponde una diminuzione della produzione (cioè del pil). Meno pil, significa meno reddito per ogni cittadino, che quindi acquisterà meno, quindi sarà necessario produrre meno, quindi saranno necessari meno lavoratori: ulteriore disoccupazione.

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