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La Classifica Delle Città Più Care D' Italia Secondo L' Istat. Ma Che Valore Hanno Questi Dati?


14 luglio 2010 ore 12:45   di ChCn3079  
Categoria Affari Finanza e Fisco  -  Letto da 1350 persone  -  Visualizzazioni: 2428

L’ Istat, l’istituto italiano di statistica, assieme ad UnionCamere e all’Istituto Tagliacarne, realizza ogni anno uno studio sul costo della vita nelle città capoluogo di regione (a causa del terremoto, l’Aquila è stata esclusa dall’ ultimo).

Nei giorni scorsi sono stati diffusi i risultati 2009, esposti nei termini di scarto percentuale dalla media nazionale.


Ecco la classifica dalla più cara alla meno cara: la prima cifra riguarda appunto lo scarto dalla media nazionale computato sull’ intero paniere di beni in esame, la seconda è invece lo scarto percentuale per quel che riguarda la sola spesa alimentare:

1. Bolzano +5,6 +8,0
2. Bologna +4,9 +5,0
3. Milano +4,7 +6,8
4. Genova +3,4 +3,3
5. Trieste +3,1 +4,5 6
6. Trento +3,0 -1,0
7. Torino +2,7 +3,2
8. Aosta +2,4 +3,1
9. Venezia +1,8 +4,1
10. Firenze +1,0 -4,2
11. Ancona +0,8 +0,6
12. Roma +0,1 -1,5
13. Perugia -1,1 +1,9
14. Cagliari -2,0 0,0
15. Palermo -2,6 -3,7
16. Bari -3,9 -5,1
17. Reggio Calabria -5,1 -3,9
18. Potenza -5,3 -4,9
19. Campobasso -5,8 -5,0
20. Napoli -6,2 -9,0

Da quello che emerge, la città dove fare la spesa costa di più è Bolzano, che risulta essere la più cara anche per quel che riguarda il dato complessivo, mentre dove costa di meno è Napoli, in fondo alla classifica anche per il dato complessivo; Roma è la più cara nell’ ambito della spese sulla casa (elettricità, tasse, acqua, combustibili: +12.8% sulla media nazionale) e Potenza la più economica (-14.4%).

La Classifica Delle Città Più Care D' Italia Secondo L' Istat. Ma Che Valore Hanno Questi Dati?

E’ però il caso di fare qualche riflessione su queste statistiche, o almeno sui tempi e modi della loro diffusione; per fare un esempio, i più attenti a queste cose notano che l’ inflazione risulta più bassa nei momenti un cui ci sono dei contratti da rinnovare e torna a salire quando si discute di tasse, crisi ecc…

Per rimanere a questa classifica, va detto che è quanto meno incompleta e quindi fuorviante; non sono stati pubblicati i dati relativi ai redditi medi dei cittadini delle varie città, che insieme ai livelli dei prezzi determina il potere di acquisto reale: è risaputo infatti che i prezzi, soprattutto quelli dei generi alimentari, sono maggiori dove i redditi sono più elevati. Inoltre, non sono stati presi in considerazione quali servizi e di che qualità i vari comuni offrono ai residenti (trasporti, sussidi, rifiuti…).Bisogna quindi prestare attenzione a come si leggono tali classifiche, tenuto conto che un anno fa, di questi tempi, un’ altra ricerca determinava Milano come la città meno cara dove fare la spesa…forse perché considerava altri dati. Comunque ritengo si debbano criticare maggiormente i mass media per come informano su queste cose: una classifica come quella di cui sopra fa molto più discutere, a livello popolare, di un insieme di dati più ragionato.

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