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I Lavoratori Protestano? Condannati


24 marzo 2011 ore 21:12   di Dylan  
Categoria Affari Finanza e Fisco  -  Letto da 427 persone  -  Visualizzazioni: 711

Nel novembre del 2009 nella sede dell'azienda "Agila-Eutelia", a Roma, 12 lavoratori avevano protestato perchè ormai era troppo. Troppo tempo che non ricevevano il loro salario, e loro ne erano stufi. Ora il Tribunale ordinario di Roma gli risponde; finalmente, qualcuno direbbe. Ma la risposta, forse, è quella sbagliata. Tre mesi di carcere e 7600 euro di multa per aver occupato. Questo ha del pazzesco.

Incredibile, ma vero. La colpa dei 12 lavoratori romani è stata quella di protestare perchè lavoravano gratis, perchè magari a casa le loro famiglie non riuscivano più a tirare avanti e perchè loro ne avevano abbastanza di tutto questo. Tante volte abbiamo sentito parlare di occupazione di fabbriche, di proteste da parte degli operai, ma fino a questo punto, sinceramente, non ricordo si sia mai arrivati. Almeno non ancora. Il pensiero va allora a chi dovrebbe difenderli, questi "lavoratori" (un lavoro non pagato non si chiama schiavitù?). Si chiamano "sindacati". Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale della FIOM, annuncia che il sindacato si opporrà alle sentenze di condanna.


Ci mancherebbe. Ma queste sono solo parole, forse lo resteranno per sempre. Tre mesi in fondo cosa vuoi che siano, passano in fretta. E poi sono tre mesi per dodici persone, mica per una importante che vale dodici volte un lavoratore. Niente da fare, per ora rimane la condanna. A volte, di fronte a certe situazioni, non si trovano parole. Non solo perchè l'occupazione rimane ormai l'unico vero strumento di protesta, ma soprattutto perchè il comportamento di questi dodici Uomini, con la U maiuscola, è stato da lodare. Il presidio dell'azienda c'è stato, è vero, ma durante tutto il perdurare del presidio stesso i lavoratori hanno continuato a lavorare, a produrre, dimostrando oltretutto di essere persone dignitose, e questo non è poco.

La protesta si estendeva non solo al mancato pagamento degli stipendi, bensì anche alla scapestrata gestione che stava portando alla bancarotta l'azienda e che quindi faceva traballare un mucchio di posti di lavoro. " Contro questa decisione ricorreremo in appello, certi dell'innocenza e dell'assoluta correttezza delle azioni compiute dai lavoratori stessi" continua Potetti. Mi viene in mente un frase così banale per definire tutto questo, quasi quasi ridicola. A rimetterci sono sempre i più deboli.

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Dylan, autore dell'articolo I Lavoratori Protestano? Condannati
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Commenti

 
  • luca
    #1 luca

bravi giudici finalmente la vera giustizia non politicizzata. Avanti cosi'

Inserito 24 marzo 2011 ore 21:56
 

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