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Quando L' Economia Diventa Virtuale


10 aprile 2012 ore 19:09   di edodero  
Categoria Affari Finanza e Fisco  -  Letto da 366 persone  -  Visualizzazioni: 673

Giornata nerissima per le principali borse europee. Più di ogni altra, in negativo, spicca Piazza Affari, che ha chiuso con un pesantissimo ribasso pari al 4,98%. Parimente negativa è il rinvigorirsi dello "spread" dei nostri BTP rispetto agli omologhi Bund tedeschi, attestatosi alle soglie dei 400 punti (in termini spiccioli c'è una differenza di rendimento pari al 4%). Eppure nei giorni scorsi tutte le massime autorità politiche ed economiche europee, e non solo, si erano svenate a tessere gli elogi verso il governo Monti, capace di attuare dolorisissime misure atte a ripristinare un quadro economico rassicurante.

Allora cosa succede? Perché la sbandierata finanziara "lacrime e sangue" consente ancora giornate borsistiche così "nere"? La risposta è nello stesso questito. Oramai i mercati azionari internazionali non sono più rispondenti alle economie reali. Gli andamenti dei vari indici, seguiti come veri e propri oracoli, sono progenie di situazioni che poco hanno a che vedere con le aziende che compongono il reale tessuto economico.


I famosi "rally" di borsa derivano, in buona misura, da manovre speculative attuate dai vari operatori agenti a livello internazionale. Ci si aggiunga come il bello e il cattivo tempo azionario viene spesso delineato sulla scia di andamenti di titoli bancari, figli anch'essi di intrecci sempre meno chiari, scaturenti da politiche di gruppo che rasentano vere proprie manovre di aggiotaggio.

E' giusto ricordare che spostamenti di pochi decimi di percentuale di determinati titoli possono arricchire o ridurre sul lastrico non solo gli operatori del mercato azionario, che accetterebbero comunque il rischio legato alla propria attività, ma anche ignari investitori, i quali, essendo a digiuno di competenze specifiche, si affidano ad "esperti" che dovrebbero avere come unico credo la salvaguardia del capitale affidatogli. Purtroppo questo molto spesso non è accaduto e non pochi sono stati coloro che hanno visto svanire i propri sudati risparmi in un batter d'occhio.

Quando L' Economia Diventa Virtuale

La regolamentazione dei mercati lascia ampi spazi di manovra a operatori che non sempre adottano una condotta "cauta". Sono pochi i "prescelti" capaci di seguire scientemente le dinamiche dei mercati, soprattutto in ragione del numero enorme degli operatori agenti ormai da tutte le latitudini. Una giungla di manovre che, di fatto, staccano gli andamenti dei mercati da quello che dovrebbe costituirne la base assoluta, ovvero l'economia reale.

Si opera in un contesto "virtuale", tanto libero e deregolamentato che non rispiarma dai fallimenti neppure gli stati sovrani (Grecia e prima ancora l'Argentina, ne sono gli esempi più eclatanti), coinvolgendo milioni dipersone divenute assolutamente inifluenti nella gestione del prorpio destino economico.

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