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Redditometro E Controllo Dei Conti Correnti: Cosa è Necessario Sapere


12 ottobre 2011 ore 17:44   di Ciuffo79  
Categoria Affari Finanza e Fisco  -  Letto da 684 persone  -  Visualizzazioni: 1298

Dal 2012 il redditometro, ossia lo strumento utilizzato dal fisco per l’accertamento del reddito, prenderà in analisi anche i movimenti dei conti correnti dei contribuenti per verificare eventuali divergenze tra il reddito dichiarato, le spese sostenute ed il risparmio accumulato.

Laddove si presentino delle anomalie, l’Agenzia delle Entrate invierà degli avvisi di accertamento al soggetto posto sotto controllo che dovrà così dimostrare che il finanziamento delle spese sostenute sia avvenuto con l’utilizzo di redditi non imponibili o comunque diversi da quelli riconducibili al periodo d’imposta cui si riferisce il controllo medesimo.


La finalità del redditometro è quella di analizzare approfonditamente il cosiddetto “atteggiamento fiscale” del contribuente, attraverso il ricorso a strumenti di osservazione della movimentazione finanziaria nel suo complesso.
In sintesi, verrà esaminata la capacità di spesa mediante alcuni coefficienti in grado di associare, ad esempio, ai beni posseduti un determinato reddito che risulterà più o meno “congruo” rispetto a quanto dichiarato.

Naturalmente il redditometro tiene in considerazione alcuni parametri che consentono di attribuire a ciascun contribuente una classe di appartenenza, ossia l’età, la composizione del nucleo familiare e l’area geografica di provenienza, elementi in grado di incidere sul “peso” del reddito pro capite.

L’Agenzia delle Entrate emetterà l’avviso di accertamento (ossia una intimazione a pagare quanto dovuto al fisco) quando un’eventuale incongruità rilevata superi del 20% il valore del reddito dichiarato dal contribuente. Tale divergenza tra il reddito accertato e quello dichiarato è quindi valutato come frutto di introiti in nero.

Qualora il soggetto posto sotto controllo tributario non esegua il pagamento dell’importo richiesto scatterà la riscossione coattiva ed, eventualmente, l’espropriazione forzata.

Ma quali sono le spese che sono soggetto a controllo?

La proprietà di un immobile, l’affitto o la presenza di un mutuo da pagare, i consumi e le bollette, il possesso di mezzi di trasporto in generale, le spese sostenute nel tempo libero (come centri di benessere o viaggi), le assicurazioni stipulate, i contributi di tipo assistenziale e contributivo o l’iscrizione a scuole private.

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