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Riciclaggio Denaro: Come Le Cosche Hanno Aggirato La Legge?


18 maggio 2017 ore 13:05   di The_Editorial  
Categoria Affari Finanza e Fisco  -  Letto da 599 persone  -  Visualizzazioni: 628

Riciclaggio denaro – La lotta alla criminalità organizzata passa anche e soprattutto attraverso il sequestro di beni immobili illeciti.
Riciclaggio denaro – Per la prima volta, dopo la legge Rognoni – la Torre, entrata in vigore nel 1982, si può fornire la magistratura degli strumenti necessari affinché si scoprano e i beni mafiosi, accumulati direttamente o indirettamente.

Prima di questa data infatti, la malavita organizzata, poteva intestare il patrimonio direttamente non potendo essere sottratto, nel primo periodo di entrata in vigore della legge, le organizzazioni criminali impreparate subiscono un duro colpo grazie alla magistratura che sottopone a sequestro e confisca numerose strutture, favoriti anche dal fatto che gli intestatari dei beni, avevano dichiarato al fisco redditi inferiori o addirittura non avevano presentato dichiarazione di redditi.


In pochi anni però, le organizzazioni mafiose riescono a correre ai ripari. Nasce così il fenomeno dell’intestazione fittizia. In principio, si fa ricorso a dei prestanomi, si creano attività volte al riciclaggio del denaro grazie all’aiuto di esperti del settore e si cerca di collocare i beni fuori regione, in particolare nel nord-Italia. Questo lavoro viaggia in parallelo con altre manovre elusive come il passaggio ad altri insospettabili dei beni lasciati in precedenza a parenti stretti o amici.

Si vendono alcuni beni per monetizzare, si liquidano imprese ormai scoperte e si azzerano tutti i conti correnti facendo sparire letteralmente il contante.

Come abbiamo già detto, i beni intestati erano spostati al nord perché il fenomeno dell’intestazione fittizia è molto diffuso nel territorio calabrese.

Se nel caso dell’intestazione ai familiari il caso risulta per i giudiziari più semplice da risolvere, diventa assai più complicato per l’intestazione fittizia a terzi.

Le categorie di soggetti potenziali prestanome si allarga a dismisura e gli elementi sintomatici sono intricati di cavilli.

Tra i passaggi essenziali svolti per prosieguo delle attività illecite delle cosche c’è il riciclaggio di denaro sporco.

Il riciclaggio è il complesso delle operazioni tendenti a ripulire il denaro sporco facendo scomparire le tracce della sua provenienza illegale.

In termini prettamente economici questo "lavoro sporco" porta nelle casse delle famiglie mafiose diverse migliaia di miliardi solo nel nostro paese.

Il fenomeno del riciclaggio è un vero e proprio danno alle attività commerciali di un paese, perché altera le condizioni di concorrenza (sleale) tra le imprese e infetta il principio della libertà di mercato.

Il riciclaggio si divide essenzialmente in tre fasi:

-Collocamento

-Pulitura

-Integrazione economica

La prima fase rappresenta l’ingresso nel circuito dei pagamenti, di fondi provenienti da attività illecite.

La fase successiva è la pulitura del denaro, ovvero si maschera e si occulta la reale provenienza dei fondi.

L’ultima fase è il reinvestimento del denaro ripulito per creare altro denaro.

Il tutto facilitato anche dalle odierne tecnologie che aiutano il trasferimento (internet) direttamente nei paradisi fiscali, anche in forma anonima.

Ma la forma più utilizzata di riciclaggio è quella che passa attraverso la costituzione di strutture commerciali che confondono le autorità, attraverso il movimento costante di enormi capitali anche all’estero.

Riciclaggio denaro
Il lavoro dei criminali è facilitato anche dalle differenti giurisdizioni mondiali in tema di "segreto bancario".

In altre parole: Più il riciclatore riesce a rendere la vita difficile agli investigatori, più le probabilità di successo di questi ultimi si riducono ai minimi termini.

La tracciabilità è uno dei problemi che le cosche cercano di evitare in tutti i modi, sarà dunque essenziale rendere anonimo il denaro attraverso l’acquisto di prodotti e beni di consumo come gioielli, metalli preziosi e alcuni mezzi di pagamento elettronici e prodotti finanziari come conti correnti personali numerati anonimi o assegni al portatore.

Abbiamo parlato anche di internet che aiuta in un certo senso la malavita perché meno "fisico", non essendoci contatti tra clienti e operatori bancari, quindi totale anonimato, transazioni più veloci e semplicità di utilizzo dei sistemi informatici.

Tra gli esempi di riciclaggio più usati troviamo:

-Finta speculazione

-Falsificazione di contabilità (fatturazioni in parte o del tutto inesistenti)

-Strumenti finanziari

– Inadempienze contrattuali (Fideiussioni)

Finta speculazione: Questa tecnica è molto usata nel campo dell’edilizia.

L’acquirente riciclatore offre al venditore una parte del prezzo in nero, per ragioni fiscali.

Dopo la ristrutturazione dell’immobile, il prezzo sale fino a equiparare il prezzo del nero.

Riciclaggio denaro

Successivamente la vendita dell’immobile al prezzo di mercato giustifica il corrispettivo che legalizza la percentuale di denaro sporco impiegata nell’operazione.

Falsificazione di contabilità: Vendite all’estero fatturate a prezzo maggiorato, che consentono l’ingresso di denaro sporco nel paese in stallo, in attesa di impieghi apparentemente leciti.

Strumenti finanziari: Somme di denaro garantito che un intermediario finanziario mette in sicurezza attraverso passaggi "legali" in banche e società estere.

–Inadempienze contrattuali (fideiussioni): Operazioni simulate mai avvenute o avvenute per quantitativi di denaro diversi da quelli saldati per coprire l’illegalità dell’operazione.

Superati i primi due step (collocamento e pulitura), sarà molto difficile per la legge trovare l’illecito e perseguire il reato.

L’approccio dello stato repressivo ma soprattutto preventivo, delle segnalazioni e delle operazioni sospette per evitare all’origine l’ingresso delle risorse sporche.

Per quanto riguarda l’approccio repressivo, si punta alla elaborazione di strumenti di carattere penale coordinati con l’aiuto della polizia.

L’approccio preventivo chiede l’interesse ed il supporto dei sistemi e degli intermediari finanziari che opereranno attivamente in collaborazione con le autorità.

Tra gli intermediari parliamo anche di avvocati, commercialisti e notai, società di consulenza aziendale e di revisione contabile.

Creazione di un database volto all’identificazione cronologica di tutti i movimenti societari e bancari che dovranno essere segnalati dagli intermediari.

La pena per chi commette il reato di riciclaggio è una reclusione che varia da quattro a dodici anni e una multa che parte da 1.032 euro fino ad arrivare a 15.493 euro.

Riciclaggio denaro.

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