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Riforma Fiscale: Effetti Pratici


12 ottobre 2011 ore 08:38   di Feniks  
Categoria Affari Finanza e Fisco  -  Letto da 418 persone  -  Visualizzazioni: 765

Il 22 settembre è stata pubblicata la "nota di aggiornamento" ad Def (Documento economia e finanza) che ha stimato un aumento della pressione fiscale di circa 1 punto dal 2010. Ma probabilmente nemmeno questo basterà per raggiungere il pareggio di bilancio e allora potrebbero esserci nuove stangate in arrivo. Si parla dell'ICI sulla seconda casa, dove potrebbe essere in programma una revisione delle rendite catastali (ferme al 1997) del 135 per cento. E forse si anticiperebbe anche l'IMU (l'Ici prevista dal federalismo) al 2012.

Però la manovra di agosto ha già portato considerevoli aumenti in molti settori. La riforma approvata prevede, sempre il materia di federalismo fiscale che i singoli comuni possano alzare l'aliquota dell'addizionale comunale fino allo 0,8% (aliquota che si applica, salvo altre delibere, sull'intero importo del reddito imponibile). Anche le regioni potranno alzare l'aliquota fino a 1,4% (e anche in questo caso, niente detrazioni), mentre a partire da 2014 potranno stabilire ticket sanitari come forma di compartecipazione dei contribuenti (cioè noi) alla spesa pubblica.


Sempre in materia di aliquote sono state unificate al 20% quelle sulle imposte sostitutive alle rendite finanziarie (prima erano due, al 12,5% e al 27%); da questo aumento sono esclusi i titoli di Stato ed equiparati e i proventi delle polizze vita.

Se possediamo un'auto di potenza superiore a 225 chilowatt prepariamoci a pagare una addizionale al bollo pari a 10 Euro per ogni chilowatt eccedente i 225.
E se abbiamo un deposito titoli, il bollo che costava 34,20 Euro per l'invio annuale delle comunicazioni, ora è di 120 Euro, quello semestrale, che era 17,10 arriva a 60, quello trimestrale da 8,55 passa a 30, mentre da 4,27 si arriva a 10 Euro per l'invio mensile. Un bell'aumento vero?
Ma non è finita perchè nel 2013 si avranno altri aumenti: per le comunicazioni annuali per depositi sotto i 50.000 Euro si arriva a 150 Euro, mentre se il deposito è superiore si dovranno pagare 380 Euro.

Non dimentichiamo l'IVA passata dal 20% al 21%, aumento che non ha riguardato solo i beni di lusso ma anche alcuni alimentari, l'abbigliamento, i beni tecnologici e soprattutto, la benzina che, a cascata, ha portato all'aumento dei prezzi anche di beni non toccati direttamente dal ritocco dell'IVA ma per cui la voce trasporto incide molto sul prezzo finale.

E il famoso contributo di solidarietà? Quello che doveva riguardare i redditi alti? E' stato deliberato un prelievo del 3% sui redditi oltre i 300.000 Euro. La stima è di circa 34.000 interessati. E il contributo si paga solo sulla parte eccedente i 300.000 Euro. Ma il bello è che sarà anche deducibile dalle tasse nella dichiarazione dei redditi successiva.

Però, per la maggiore parte delle famiglie italiane, l'aumento dell'IVA non è deducibile, nè quello della benzina, nè lo è il ticket sanitario.
Rileggendo tutto d'un fiato gli aumenti, si tratta di una riforma o di una ulteriore stangata?

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