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Risparmiatori E Consulenza Finanziaria, Lavori In Corso!


20 maggio 2010 ore 18:00   di rodido  
Categoria Affari Finanza e Fisco  -  Letto da 347 persone  -  Visualizzazioni: 1085

Che al mondo della finanza debba essere data una nuova regolamentazione è scritto nella storia dei disastri finanziari dell’ultimo decennio. Purtroppo la ciclopica asimmetria informativa esistente tra soggetti professionali e investitori ha spesso condotto a pratiche che dire scorrette è un eufemismo.

Guardando in casa nostra e solo in questi ultimi anni, ricordiamo i casi dei Bond Cirio e Parmalat con i risparmiatori incentivati da Banche e Promotori Finanziari ad acquistare titoli apparentemente con alte remunerazioni e basso rischio. Il povero risparmiatore è rimasto esposto al rischio a volte senza neanche accorgersene, perché infilato in fondi pensione o in quote di proprietà di fondi comuni. Ed anche soggetti notoriamente prudenti si sono trovati ad investire su titoli del debito pubblico di Argentina, Grecia o di quale altra nazione remota.


Per non parlare degli cosiddetti titoli “tossici” legati alla bolla immobiliare che ha spinto il popolo del risparmio a prestare denaro in favore di mutuatari sovraesposti o finanziati troppo allegramente dalle Banche magari proprio in previsione dello smobilizzo di questi crediti di dubbia esigibilità.

Risparmiatori E Consulenza Finanziaria, Lavori In Corso!

Il problema appunto è la posizione sbilanciata tra il privato che investe e l’Istituto finanziario, che porta inevitabilmente la parte forte a sfruttare a proprio vantaggio la posizione dominante.
Facciamo un esempio, se la Banca acquisisce titoli con soldi propri (si chiamano operazioni di tesoreria) e ad un certo punto scopre che tali titoli rischiano di trasformarsi in carta straccia, cosa può fare? Semplice, scaricare il rischio su cliente ignaro sia sfruttando la cosiddetta consulenza allo sportello che subdolamente nascondendolo all’interno di un prodotto dal nome fuorviante: fondo, derivato o altro prodotto di ingegneria finanziaria.

Alla luce dei recenti scandali il presidente USA Obama ha cercato di dettare regole per limitare questo liberismo selvaggio imponendo controlli e istituendo un sistema di contrappesi. Certo se i soggetti finanziari potessero applicare commissioni solo sui guadagni sarebbero molto più attenti a proporre prodotti finanziari in cui davvero credono. Per questo valgono sempre le vecchie regole di mercato e se un venditore (Banca o Promotore) promuove con troppo zelo uno strumento finanziario il consiglio è quello di starne alla larga.

Un ultimo consiglio, la nuova normativa denominata Mifid impone a chi colloca di far compilare un questionario ai propri clienti con domande di questo tipo: lei è disposto a perdere una quota del capitale? Se il profilo risultante è avverso al rischio non sarà possibile procedere con acquisto di prodotti rischiosi. E proprio per questo il questionario viene spesso viene compilato direttamente dall’intermediario. Chiedetene una copia o assicuratevi di aver risposto in modo coerente con vostro profilo di rischio!

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