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17 Febbraio. Festa Dei Gatti. La Loro Vita Segreta


17 febbraio 2011 ore 12:18   di girl_news  
Categoria Altro  -  Letto da 897 persone  -  Visualizzazioni: 1584

Da oltre quattromila anni vivono con noi, li ospitiamo nelle nostre case, trascorriamo ore intere in loro compagnia. Eppure, a dispetto di questa lunga frequentazione, la maggior parte delle persone continua a considerare i gatti creature insensibili e solitarie che si limitano a tollerare la presenza dell’uomo.

Insomma, è difficile immaginare un’indole più distante da quella del cane: non è certo un caso che i fan del migliore amico dell’uomo raramente sono anche fanatici dell’universo felino. Gelosissimi impermeabili ai rimproveri e grandi sognatori ad occhi aperti, i gatti suggestionano e affascinano come pochi altri animali. Anche per questo scienziati, etologi e addirittura psichiatri hanno esplorato il loro mondo. Il risultato? Bizze, fobie e capricci. Sensi di colpa, mai.


Compiacere l’uomo e ubbidire agli ordini? Roba da cani.
Il micio preferisce esercitare le sue doti mentali inventandosi problemi e risolvendoli. Ma è anche, a sorpresa, appassionatamente legato al padrone. Mai come negli ultimi tempi, infatti, il gatto di casa ha suscitato la curiosità
di etologi, biologi e perfino psicoanalisti che sono partiti alla scoperta delle straordinarie caratteristiche e delle
qualità del “re della foresta” casalinga. Alla sua sofisticata intelligenza sono dedicati i capitoli più interessanti di Il carattere del gatto, del giornalista e divulgatore scientifico Stephen Budiansky (Raffaello Cortina editore).

Attorno al suo complesso carattere ruota La vita emotiva dei gatti (Pratiche editrice), inchiesta sul campo (in casa, giardino e spiaggia: habitat dei suoi cinque mici) di Jeffrey Moussaieff Masson, psicoanalista con un debole per il mondo animale. Mentre Giorgio Celli, etologo, con Il condominio dei gatti (Piemme,) attribuisce il crescente interesse per i piccoli felini, sia fra la gente sia fra gli studiosi, a una parallela crisi del cane. “Le restrizioni nei confronti di razze giudicate pericolose, come il pit bull - scrive - e la convinzione che il gatto sia un animale più facile da tenere perché non richiede la presenza costante del padrone, hanno favorito un ricambio nel parco degli animali domestici”. Anche in Italia, infatti, come già negli Stati Uniti, si è arrivati al sorpasso: 7 milioni e 200 mila gatti contro 6 milioni e 800 mila cani domestici (negli Stati Uniti i gatti sono 80 milioni contro i 60 dei cani).

Tuttavia, proprio una delle ragioni che hanno favorito la crescente popolarità del micio - l'indomito spirito d'indipendenza che gli consentirebbe di vivere per lunghi periodi in solitudine - è fra le prime a essere smentita dagli studi più recenti. «Anche i gatti, come i cani, soffrono per l'assenza del padrone che lo nutre e lo coccola», spiega Celli. Come
tutti, anche il micio ha bisogno d'amore. E soffre se viene abbandonato, perché con l’uomo costruisce una relazione
molto profonda. Per rendersene conto, basta assistere allo strazio dei gatti ospitati nei ricoveri: quando passa una persona allungano le zampe fra le sbarre per attirare l'attenzione. Proprio come i cani.

L’unico comando che il gatto accetta, sempre che in quel momento si trovi in posizione comoda, è il “resta lì
non ti muovere”. Ubbidirà volentieri pensando che siate tipi davvero curiosi. La sottile distinzione tra il “sì” e il
“no” gli sfugge completamente, ragion per cui si comporta come volessero dire la stessa cosa. I cani, sappiamo,
quando combinano qualcosa di sbagliato hanno fretta di manifestare il proprio senso di colpa al padrone.
I gatti neanche per idea. Masson spiega nel suo libro questo comportamento come un percorso evolutivo.

“Quando cani che appartengono a un gruppo commettono un errore - scrive - ne risente tutto il branco. Quando
un predatore solitario come il gatto commette uno sbaglio, a soffrirne è soltanto lui”. E tutte queste arie che si danno i felini? Non sono che dignità. Perché dignitosi lo sono, e moltissimo. Provate a sgridare un gatto. Una volta, due, tre. Non fa un
piega, e dirgli “vieni qua” significa trasformarlo in un blocco di granito.

17 Febbraio. Festa Dei Gatti. La Loro Vita Segreta

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