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Birra Menabrea: La Rivincita Delle Bionde


26 novembre 2009 ore 21:10   di PaidToWrite  
Categoria Altro  -  Letto da 546 persone  -  Visualizzazioni: 1198

Nella regione più a denominazione controllata d'Italia il culto dei buon bere passa anche per le bollicine bionde della birra. Una birra che è frutto di una lunga storia e di ingredienti di altissima qualità. Nata nel cuore di Biella, dove si trova lo stabilimento della Menabrea, un edificio dell'Ottocento i cui mattoni rossi parlano di rivoluzione industriale e di impegno familiare, ma anche di ricerca e sviluppo costante, sempre con lo scopo di produrre una birra che racconti le sue origini. Malto, mais e luppolo da soli non basterebbero a garantirne la qualità; l'elemento segreto che ha reso famosa la Coca-Cola in questo caso sarebbe comunque inimitabile. È infatti l'acqua che scorre dalle vicine sorgenti delle Alpi biellesi a rendere la Menabrea una delle birre più apprezzate e premiate nelle varie copetizioni internazionali dedicate alle "bionde".

Estimatori reali
Nel 1846 l'Italia era ancora lontana dall'essere Paese unito e a Biella regnavano i Savoia, ma due caffettieri della città avevano già intuito le potezialità di questo tipo di bevanda quando decisero produrla. Non erano i Menabrea, ma il signor Welf, originario di Gressoney, e i fratelli Gian Battista e Antonio Caraccio. Alla famiglia che dà il nome alla birra lo stabilimento passò in proprietà solo nel 1872 quando la Menabrea e figli divenne una realtà imprenditoriale apprezzata anche dal ministro delle finanze, nonché fondatore del Club alpino italiano Quintino Sella e dal re Umberto I, che nominò Carlo Menabrea Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia.


Tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento la birra biellese ottiene i primi riconoscimenti internazionali, riconoscimenti che tutt'oggi continua a ricevere e che ne suggellano la qualità e il successo.
Nel corso degli anni il birrificio ha cambiato volto, aggiornando macchinari e tecniche di imbottigliamento. Ma basta guardare in alto per capire che il soffitto è sempre lo stesso, un pó come i robusti portoni d'ingresso, testimonianze di un passato rispettato e rinchiuso ancora tra le pareti della fabbrica e del museo presente all'interno. Museo decisamente insolito. Innanzi tutto per la collocazione, ma anche perché racchiude i ferri del mestiere degli artigiani della birra italiana per eccellenza, numerosi cimeli, vecchie immagini e i libri mastri degli inizi del secolo scorso, da sfogliare per capire quale fosse il mercato della Menabrea prima dell'invenzione delle lattine (per visitarlo, prenotare al numero 015.2522320).

Schiuma premiata
In realtà la lavorazione non è cambiata poi davvero tanto: le prime fasi prevedono la macinazione del mais e del malto a cui viene poi aggiunta l'acqua mescolata in una grande caldaia, e infine il luppolo, ultimo ingrediente. Dopo la cottura la birra viene lasciata fermentare per due settimane, trascorse le quali viene separata dal lievito e poi fatta riposare.
Ogni passaggio viene realizzato con estrema meticolosità, tanto che bevendola si avverte la differenza rispetto alle classiche birre prodotte su scala molto più ampia. Per assaggiarla non filtrata, l'unica opportunità è offerta dal ristorante annesso allo stabilimento, un locale caratteristico dove ogni sera si possono gustare piatti tipici della tradizione piemontese e accompagnati, ovviamente, da una pinta di Menabrea (tel.015.2522435).
Agli inizi degli anni Novanta il birrificio è entrato a far parte del gruppo Forst, senza però perdere quel sapore artigianale che rende la Menabrea una delle migliori birre italiane e del mondo. Buona parte della produzione biellese viene inoltre venduta con successo all'estero, dove i tanti estimatori possono assaggiarla nei migliori ristoranti di Parigi, Londra, New York e perfino di Dubai.

Riconoscimenti importanti per questa realtà imprenditoriale, che recentemente ha festeggiato i 150 anni di attività con due birre, una bionda e una ambrata, derivate dalle ricette delle prime prodotte a Biella. E sono sempre storia recente le medaglie d'oro ricevute nel 1997,1998 e 2000 come miglior birra lager in occasione del World beer championship di Chicago.
In alto i calici quindi e, soprattutto, largo alla schiuma. Spessa e chiara, ovviamente.

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Commenti

 
  • Mario The BeerMa..
    #1 Mario The BeerMa..

ciao, sono un estimatore delle birre di tutto il mondo e devo ammettere che la birra Menabrea è semplicemente favolosa!!!

Inserito 26 novembre 2009 ore 21:14
 

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