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Caffè: Storia, Lavorazione, Proprietà E.. Modi Di Gustarlo!


11 gennaio 2010 ore 22:58   di olivia  
Categoria Altro  -  Letto da 698 persone  -  Visualizzazioni: 1202

Bere una tazza di caffè è un piacevole gesto comune….per svegliarci, per prenderci una pausa, per stare in compagnia, per mantenere viva l’attenzione….o semplicemente per assaporare qualcosa di buono.
Conosciamolo meglio e impariamo a preparare qualche caffè speciale.

Storia
La storia del caffè inizia ben 2400 anni fa in Etiopia. E’ dagli altipiani del Kaffa, infatti, che arriva la pianta del caffè, mentre la prima bevanda viene preparata nello Yemen intorno al Mille.
Tradizioni popolari e leggende si intrecciano con la realtà narrando storie piu’ o meno vere intorno alle origini e alla diffusione di questa bevanda.
Una di queste storielle racconta che un pastore dello Yemen confidò ai monaci del Monastero Chehodet che aveva notato come i suoi cammelli e le sue pecore restavano eccitati per tutto il giorno e per parte della notte , se si avvicinavano e brucavano certe particolari bacche. I monaci, incuriositi, cercarono di capire i motivi del fenomeno ed iniziarono ad usare quelle bacche per restare svegli più a lungo per pregare.
Il caffè si è diffuso al seguito dell’Islam e in particolare dell’Impero Ottomano ed è stato poi esportato negli altri continenti dagli inglesi, francesi, spagnoli, portoghesi e olandesi.
Il termine caffè sembra derivi dal turco Kahve.
La diffusione nel mondo islamico fu favorita anche dal divieto del Corano di bere vino.
Il caffè (vino dell’islam), stimolando intelligenza e creatività, era visto positivamente dalla religione islamica che lo contrapponeva al vino dalle proprietà negative in quanto responsabile di sonnolenza e distrazione.
In Italia è stato introdotto dai commercianti veneziani nel 1615. Proprio a Venezia, nel 1683, ha aperto la prima “Bottega del Caffè”, la piu’ antica d’Europa, il Caffè Florian, tutt’oggi sotto i portici di Piazza San Marco, un tipo di locale che si è poi diffuso anche nelle altre città europee.
La larga diffusione di tale bevanda nel mondo islamico creò però qualche problema legato alla religione. Alcuni sacerdoti si mostrarono contrari alla sua diffusione ritenendola “bevanda del diavolo”. Chiesero all’allora Papa Clemente VIII di metterla al bando, ma quest’ultimo, dopo averla assaggiata, ne rimase favorevolmente colpito.
Si diffuse anche come dono da offrire in segno di amicizia e d’amore, tant’è che i corteggiatori inviavano alle innamorate vassoi con cioccolata e caffè.
L’Italia è anche la patria dell’espresso, inventato a Napoli e perfezionato, a livello industriale, a metà ‘800.
La prima delle macchine che vediamo nei bar fu però inventata nel 1946 da Achille Gaggia.


Lavorazione -
La pianta del caffè produce piccole bacche verdi che, maturando, diventano delle dimensioni di una ciliegia e di colore rosso o giallo intenso.
E’ una pianta tropicale di cui esistono piu’ di 80 specie.
Le piu’ diffuse sono: la Coffea Arabica da cui si ottiene un caffè piu’ delicato e profumato e la Coffea Canephora (detta Robusta) da cui si ottiene invece un caffè piu’ amaro e corposo.
La maggior parte dei caffè in commercio sono ottenuti miscelando queste varietà, provenienti anche da paesi diversi e per questo hanno diverse sfumature, diversi aromi.
Il ciclo di produzione inizia con la raccolta dei frutti e l’estrazione dei chicchi, che vengono lavati con acqua corrente, asciugati al sole o artificialmente e poi selezionati per migliorarne l’aspetto ed eliminarne eventuali impurità.
Si procede poi con la tostatura. Con il calore i chicchi cambiano colore , diminuiscono di peso ma aumentano di volume acquistando ricchezza aromatica.
Assieme alle varietà e al grado di miscelazione, la tostatura è molto importante per la qualità finale del caffè.
Quella piu’ scura consente di ottenere una bevanda piu’ amara, mentre quella piu’ chiara una bevanda piu’ acidula.

Proprietà -
Il caffè “all’origine” contiene tantissime sostanze tra grassi, proteine, minerali, carboidrati, che durante la tostatura si riducono notevolmente, tanto da essere quasi assenti quando lo si beve.
Quelle che rimangono però sono molto utili. Infatti, grazie alla presenza della niacina (una proteina), il caffè aiuta ad assimilare proteine e zuccheri, mentre i composti fenolici, che determinano l’aroma, hanno un’azione antiossidante, cioè combattono i radicali liberi che favoriscono l’invecchiamento dell’organismo.
Questo effetto positivo si deve anche alla caffeina. E’ stato confermato che stimola il sistema nervoso, la mente e i muscoli ed ha benefici effetti anche sulla digestione, la diuresi e la regolarità intestinale.
Alcuni studi hanno anche stabilito che la caffeina non è pericolosa per il cuore, anzi ha funzione “protettiva”.
Chiaramente non bisogna esagerare! Dosi moderate di caffè (fino a 2 tazzine di espresso) producono sensazioni di benessere, ma se si superano le 5 tazzine gli effetti negativi si fanno sentire! Irrequietezza, nervosismo, ansia ed insonnia.

Per riconoscere la qualità del caffe’:
Per i chicchi interi basta buttarne uno per terra: se rimbalza è un buon caffè.
Per il caffè macinato: mettere un cucchiaino in un bicchiere d’acqua, se è di qualità dovrebbe rimanere a galla.

Per preparare un buon caffè:
Con la moka:
- riempire la moka con acqua minerale naturale senza superare il livello della valvola di sicurezza;
- mettere nell’acqua della caffettiera un granello di sale;
- riempire il filtro senza pressare il caffè;
- tenere la fiamma bassa;
- lavare la caffettiera solo con acqua, non usare detersivi.

Con la macchina espresso:
- riempire la caldaietta con acqua fredda;
- per ogni tazzina, misurare un cucchiaino colmo di caffè macinato (7 gr. circa);
- mettere il caffè sul filtro e pressarlo con decisione, distribuendolo in maniera uniforme e compatta;
- prima di mettere il filtro nella macchina, togliere ogni residuo di polvere di caffè;
- estrarre per 25-30 sec. Il “vero” caffè espresso dovrebbe riempire circa metà tazzina e presentare in superficie una crema color nocciola.

Ed ora beviamoci un caffe’ particolare….
Americano: versare in un bricco una tazza d’acqua leggermente salata e unire 2 cucchiaini di zucchero, due di cacao e due di caffè in polvere. Far bollire per 2-3 minuti, quindi aggiungere 2 tazze di latte caldo e una di acqua calda, poi riportare ad ebollizione. Aggiungere 2 cucchiaini di vaniglia in polvere.
Alla russa: ad una tazza di caffè forte, aggiungere un bicchierino di Vodka. Mettete il tutto in un bicchiere, unendo panna liquida a piacere.
Alla parigina: ad una tazza di caffè forte, aggiungere cacao bollente (metà rispetto al caffè) e 2 cucchiai di cognac. Mescolare e servire in un bricco caldo.
Viennese: a una tazza di caffè aggiungere un cucchiaio di panna liquida e uno di panna montata.
Marocchino: spolverare un espresso con cacao, coprire con schiuma di latte e poi ancora una spolverata di cacao.
Creolo: zuccherare una tazza di caffè forte e bollente, aggiungere una spolverata di noce moscata, un chiodo di garofano, un pezzetto di cannella e uno di vaniglia. Filtrare con un colino fitto e bere subito.
Turco: mettere del caffè macinato finemente in un bricco (di solito in ottone) dalla forma allungata, pieno di acqua con lo zucchero e alcune spezie (che cambiano a seconda delle tradizioni e delle località). Portare ad ebollizione finchè si forma una strato di schiuma sulla superficie; togliere dal fuoco e mettere un po’ di schiuma su ogni tazzina. Ripetere la bollitura due volte prima di versarlo. Il caffè avrà una consistenza sciropposa e necessiterà di qualche minuto di decantazione per far depositare il sedimento sul fondo delle tazzine. La famosa lettura dei fondi di caffè…
Moretta fanese: caffè corretto originario della città di Fano e diffuso nelle zone limitrofe. È forte e dolce e solitamente si beve come digestivo. La correzione è una miscela di anice, rum e brandy o cognac (in parti uguali). Scaldare la miscela con lo zucchero e una scorretta di limone o di arancia, aggiungere il caffè ben caldo.
Irish coffee: correggere il caffè caldo e zuccherato con whisky e aggiungere la panna (a volte aggiungono anche noce moscata e cannella).
Mocaccino: al caffè aggiungere cioccolata e schiuma di latte. A volte, al posto della cioccolata, è usato un liquore al cioccolato leggermente alcolico.
Altri caffè aromatizzati: alla vaniglia o al gingseng. Si può anche servire con un pizzico di cardamomo, con latte di mandorle o scorze di arancia.

Articolo scritto da olivia - Vota questo autore su Facebook:
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Commenti

 
  • Marina
    #1 Marina

Che dire... hai scritto davvero un articolo bellissimo e stra interessante, complimenti!

Inserito 11 gennaio 2010 ore 23:55
 

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