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Cattedrale Di Monreale, Fra Leggenda E Storia


21 giugno 2010 ore 22:14   di CoccoBill  
Categoria Altro  -  Letto da 602 persone  -  Visualizzazioni: 1011

Lungo la strada che collega Palermo a Partinico, ad una mezza dozzina di chilometri dal capoluogo siciliano, s’incontra la cittadina di Monreale.
Sulle pendici del monte Caputo, a 315 metri sul livello del mare, Monreale offre un ampio panorama di Palermo e della Conca d’oro.

Monreale è celebre per il suo duomo costruito in epoca normanna, uno dei monumenti italiani più conosciuti nel mondo. La cattedrale è un intreccio di stili architettonici differenti, l’architettura dell’Europa settentrionale si mescola all’arte araba, ai mosaici bizantini, alle colonne di ex templi pagani.


Il Duomo di Monreale, dedicato a Santa Maria Nuova, fu costruito per volontà della famiglia Altavilla regnante in Sicilia intorno al secolo XI.
Fu Guglielmo II, detto il Buono, che a quattordici anni aveva ereditato il trono dal padre Guglielmo I, detto il Malo, morto a quarantasei anni, come spesso accadeva nel casato degli Altavilla, a far costruire la Cattedrale.
Guglielmo II amava andare a caccia di cinghiali e caprioli sui monti attorno a Palermo ricoperti da chilometri di fitti boschi, senza strade o case.

Durante una di queste battute di caccia, mentre si riposava in una radura, gli apparve in sogno la Madonna che gli disse: “Scava sotto questa pianta e troverai un tesoro, usalo per costruire un tempio in mio onore”.
A pochi metri di profondità vi era un cofano colmo d’oro, argento e pietre preziose e Guglielmo deliberò di erigere una chiesa lì, sul Monte Regale, il preferito dai re normanni per trascorrere i week-end.

Spesso in quegli anni i re ed i vescovi che volevano costruire o ristrutturare una chiesa, oltre che stanziare la somma necessaria, creavano il prodigio, il miracolo che gli faceva trovare il denaro in un luogo segreto.
La verità è che dopo l’anno Mille, con il rifiorire del commercio, delle industrie, la Chiesa scongelò i capitali accumulati in precedenza e la notevole disponibilità di liquido fu usata per costruire le bellissime cattedrali in Italia ed in tutta Europa.
La cattedrale di Monreale, iniziata nel 1172, fu costruita in una dozzina d’anni un tempo record, come commentò un terremotato del Belice “… l’ultima cosa fatta con rapidità qui da noi….”.

La costruzione di uno degli edifici più belli della cristianità fu affidata a muratori che non bestemmiavano mai in quanto di fede mussulmana, Allah ha aiutato la Vergine Maria.
Le maestranze islamiche erano le più evolute dell’isola, in uno Stato eterogeneo governato da regnanti molto tolleranti.
Nel regno di Sicilia vivevano Normanni, Latini, Longobardi, Greci, Arabi, Ebrei, i rozzi conquistatori venuti dal Nord Europa andavano d’accordo con tutti e rispettavano vescovi, monaci e muezzin sapendo che da loro avevano solo da imparare.
Negli atti pubblici si usavano tre lingue latino, greco e arabo, alle volte anche l’ebraico, i nobili parlavano in francese ma non fu mai imposta come lingua obbligatoria.

Durante il terremoto del 1169 nei saloni della reggia si pregava Gesù, Allah, Geova e lo stesso Guglielmo II ordinò: “… pregate, ciascuno implori l’Ente in cui crede…”.
Il regno normanno era proprio un’isola felice per la convivenza etnica dove la città greca era vicina al villaggio longobardo, la moschea dirimpetto alla chiesa, il quartiere saraceno in prossimità di quello ebraico, i cavalieri vestiti di ferro, gli arabi con il turbante, i greci in tunica bianca.
Le strade di Palermo erano in selciato mentre quelle di Milano e Firenze ancora in terra battuta, gli stranieri che vi soggiornano la definivano la più bella metropoli del mondo.

Oltre che la costruzione della Cattedrale di Monreale i normanni in circa sessant’anni costruirono a Cefalù la Cattedrale, a Palermo la Cattedrale e la Cappella Palatina e pure il chiostro a Monreale.
Guglielmo II fece costruire il Duomo di Monreale e chiamò mosaicisti bizantini a decorarlo per poter gareggiare con Carlo Magno (reggia e chiesa ad Aquisgrana), con i dogi di Venezia (San Marco doveva essere la cappella del palazzo ducale), con la corte di Bisanzio.

I mosaici di Monreale oltre che parlare di Dio mostrano Dio, sia l’Antico sia il Nuovo Testamento, hanno una finalità didattica, insegnano un catechismo visivo molto efficace, una vera e propria Bibbia ad immagini in un’epoca dove analfabeta era gran parte della popolazione.
Guglielmo fece costruire a Monreale anche un monastero benedettino, all’abate diede la carica di arcivescovo, barone e numerosi privilegi ed esenzioni.

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Commenti

 
  • Triskeles
    #1 Triskeles

Il 23 giugno è stata inaugurata la nuova illuminazione degli interni del Duomo di Monreale. È già disponibile una pubblicazione Emanuela Pulvirenti, L'illuminazione dei mosaici di Monreale, Alinea Firenze 2010 http://www.infobuild.it/mecgi/drv? tlHome&mod=modLibriSheet&IDMENU=7&MENU_INDE X=3&LNID=&UID=63256

Inserito 25 giugno 2010 ore 20:47
 

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