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Essere Donna In Iran. Sotto Il Regime Di Khomeini


24 dicembre 2010 ore 05:54   di kekere  
Categoria Altro  -  Letto da 1386 persone  -  Visualizzazioni: 2326

Morte all'America! Morte all'Iraq! Morte ai guerrieri mujahedeen ! Morte ! Morte ! Morte !, la bambina indossava l'hedjab, l'abito islamico divenuto ormai l'uniforme obligatoria per le donne dopo la rivoluzione: capelli e viso erano nascosti da uno scialle avvolto strettamente.

Come tutti i bambini di tutto il mondo, si muoveva piena di vivacità, ma non c'era gioia in lei: a sette anni, l'avevano trasformata in una specie di piccolo robot che ripeteva ossessivamente gli slogan inventati dagli anziani fanatici religiosi che oggi governano l'Iran.


Nella primavera del 1982, io e mia figlia Parmis eravamo sole nel nostro appartamento di Teheran, mio marito Fereydoon, pilota civile della compagnia di bandiera Iran Air, era in volo internazionale, e da mesi insisteva perchè lasciassimo tutti e tre il paese, ma solo in quel momento vedevo con spaventosa chiarezza quanto avesse ragione.

Essere Donna In Iran. Sotto Il Regime Di Khomeini

Sotto il regime dell'Ayatollah Khomeini ogni aspetto della vita veniva dettato fin nei minimi particolari secondo l'interpretazione distorta che i mullah davano al Corano e dell'islamismo, una religione che in realtà predica la pace, l'amore, ed il perdono.
Non soddisfatti del potere assoluto, i mullah stavano lavando il cervello anche ai bambini, mettendoli contro i genitori e mandandoli a morire in guerra.
Vedendo che anche Parmis stava cambiando sotto i miei occhi, capii che tutte le speranze che io ed i miei compatrioti avevamo riposto nel regime rivoluzionario dell'ayatollah erano morte e sepolte.
Laureata in urbanistica poco prima che la rivoluzione chiudesse l'Università di Teheran ero andata a lavorare come esperta di economia alla televisione.
Il lavoro andò bene finchè i mullah non nominarono caposervizio un giovane professionalmente non qualificato, ma molto religioso.
Una delle sue prime iniziative fu di licenziare tutte le donne che comparivano sul video perchè quel lavoro non si addiceva al sesso feminile.
Poi impose a tutte di portare il tradizionale costume islamico.
L'hedjab
, una lunga tunica portata sopra i pantaloni con uno scialle sulla testa che doveva servire a ripristinare la moralità pubblica.

Essere Donna In Iran. Sotto Il Regime Di KhomeiniIl nostro caposervizio pretendeva che ci coprissimo la testa partendo dalla fronte e che poi ci avolgessimo lo scialle intorno al collo fino a coprire il mento.
Impose la segregazione dei sessi alle porte, sulle scale e nei locali di lavoro; le donne entravano dalla parte posteriore dell'edificio per salire ai loro uffici a piedi, mentre gli uomini entravano dall'ingresso principale e si servivano degli ascensori.
Le donne che lavoravano venivano sistematicamente terrorizzate, umiliate e mortificate, tanto che la maggior parte alla fine si arrendeva e tornava a casa; ed era questo che il regime Khomeinista voleva.
Resistetti meno di un anno alla televisione, quando le vessazioni e le umiliazioni divennero insoportabili, mi trasferii alla radio sperando di trovarvi condizioni migliori.
Alla radio l'ortodossia islamica era ancora peggiore: le segretarie dovevano portare guanti neri quando scrivevano a macchina, perchè le mani nude erano considerate troppo provocanti.
Sui muri di Teheran slogan come - Un uomo la cui moglie non porta l'hedjab è disonorato -, oppure - Asini e mucche non portano l'hedjab: sono forse progressisti? -.
I mullah hanno spie dappertutto in Iran.
A causa dello sfascio economico le donne devono mettersi in coda davanti ai negozi di generi alimentari fin dalle 5 del mattino e le guardie rivoluzionarie vigilano ed ascoltano.
Se una si lamenta, la portano subito al komiteh con l'accusa di essere un'agitatrice.
Un giorno agenti delle pattuglie motorizzate sorpresero nella strada una donna con il rossetto: le tagliarono le labbra con un coltello per dare una lezione a noi tutte.
In Iran una donna non è sicura nemmeno se cammina accanto al marito, le guardie islamiche fermano la coppia per controllare il certificato di matrimonio.

Essere Donna In Iran. Sotto Il Regime Di Khomeini

E' capitato che una coppia era senza certificato, le guardie hanno trattenuto la donna ed il marito è andato a casa per prenderlo.
Di ritorno il marito ha avuto un incidente automoblistico ed uscito dall'ospedale, alcuni giorni dopo, scoprì che nel frattempo sua moglie era stata giustiziata come prostituta.
Nell'Iran di Khomeini le donne sono ridotte ad animali.
Giornali, radio e televisione non fanno che ripetere lo stesso agghiscciante ritornello: è dovere dei figli denunciare i propri genitori se parlano contro il regime, ed i genitori devono deferire al komiteh i figli che mostrino sentimenti antirivoluzionari.
Per i mullah le impiccagioni pubbliche sono un passatempo per famiglie, ed invitano gli adulti a portarci i figli.
Le donne iraniane hanno incominciato a ribellarsi, ma quando si può essere frustate a morte solo per aver passeggiato con un uomo, o subire una mutilazione alla bocca per aver usato il rossetto, o vedere i propri figli di dieci anni costretti ad andare in guerra, che si può fare?.
Un giorno, in una casa vicino , le guardie islamiche avevano intrappolato due mujahedeen, i guerriglieri antikhomeinisti.
Le guardie chiamarono rinforzi, circondarono l'edificio e spararono per sei ore.
Quando finita la sparatoria i mujahedeen furono portati fuori, fummo sorpresi di scoprire che erano solo due ragazze.
Una era morta; l'altra ancora viva, ma aveva già inghiottito la capsula di cianuro che spesso i guerriglieri portano con sè.
Le giovani guerrigliere di solito si uccidono quando vengono prese perchè sanno quello che le aspetta; torture e stupro.
Molte guerrigliere catturate sono ancora vergini e secondo la tradizione religiosa le vergini, essendo innocenti, vanno automaticamente in paradiso.
Lo stupro, nella concezone delle guardie, impedirebbe questa grazia.

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