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Etna E Le Misteriose Creature Che La Abitano


30 aprile 2011 ore 00:19   di chucara2000  
Categoria Altro  -  Letto da 988 persone  -  Visualizzazioni: 1784

Il vulcano Etna è stato fin dai tempi antichi oggetto di miti e leggende, nel corso della storia se ne sono aggiunte sempre di nuove, ma tralasciamo i classici della mitologia per avvicinarci ai giorni nostri. E partiamo con una storia risalente intorno agli anni settanta con il racconto del rinvenimento di strane e misteriose impronte gigantesche nei pressi del vulcano, zona Mascalucia (se ne parlò ai tempi nella rivista “Stop”).

Per arrivare a cinque anni più tardi con un incontro ravvicinato che sembrerebbe connesso; una famigliola, padre, madre e un bimbo di pochi anni che partono per un picnic dirigendosi verso uno dei tanti boschi di pini presenti nella zona di Mascalucia (?). Giunti sul luogo mentre i genitori si accingevano a sistemare la zona di “bivacco” il bimbo si era allontanato per giocare fra gli alberi, quando a d un certo punto lo sentirono gridare dallo spavento.


Il bimbo aveva visto qualcosa, qualcosa che non poteva spiegare vista la sua tenera età, ma il padre ha rivelato che alzando lo sguardo ha avuto come l’impressione di vedere una non ben identificata creatura gigantesca che sovrastava gli alberi (“Stop” 13-9-75). Certo è strano che non si fa accenno a nessuna descrizione della creatura, ed è anche strano che i due casi che sembrerebbero collegati vengono riportati dalla stessa rivista scandalistica quasi a voler creare un nuovo mito, “Piedone il siciliano", o forse srizzava l'occhio a Polifemo.

Etna E Le Misteriose Creature Che La Abitano

Ma facciamo un salto temporale di oltre 23 anni che in qualche modo ci vede come “cronisti a caldo” e ci spostiamo vero Milo, era un tiepido ottobre del 1997 io ed un mio caro amico Salvo N. ci trovavamo nei pressi di un bosco nella zona sopra Milo in cerca di funghi porcini, era una giornata soleggiata e all’interno di questo bosco misto, con i ciclamini già in fiore, funghi non commestibili di varie forme e colori si vedevano qua e là, ogni tanto qualche fresco porcino che sarebbe servito per la cena della sera con tutti gli amici, sembrava uno di quei boschi descritti nelle favole.

Ad un certo punto decidiamo di cambiare zona, andando qualche chilometro più avanti per cercare di trovare un luogo più propizio, ci incamminiamo verso la strada dove avevamo “abbandonato” l’auto ed incontriamo sul ciglio della strada, accanto alla sua auto, ricordo una Fiat uno verde scuro metallizzato, un vecchietto dall’aria veramente sconvolta che non riesce nemmeno a parlare, ci siamo avvicinati preoccupati per vedere se aveva bisogno di aiuto mentre dalla parte opposta della strada, da un altro boschetto esce il figlio, un quarantenne, che si avvicina immediatamente per capire cosa fosse accaduto. Il padre riesce a dire con un filo di voce di essere stato aggredito da dei piccoli esseri che cercavano di trattenerlo nel bosco, ma lui divincolandosi e correndo via è riuscito a seminarli, li ha descritti come dei vecchietti, nel frattempo si andava tranquillizzando ed il fiatone diminuiva. Il figlio gli fa un cenno come per tagliare corto si congeda, noi salutiamo e dubbiosi continuiamo il nostro percorso.

Etna E Le Misteriose Creature Che La Abitano

Dunque nani o giganti sul nostro vulcano? Bah, forse nessuno dei due, probabilmente le storie di “Stop” sono da prendere come storie per far comprare la rivista. La storia di cui siamo stati “cronisti a caldo” si può spegarein maniera p iù razionale: padre e figlio erano come noi in cerca di funghi, il figlio conosceva qualche varietà mangereccia che cresce sul vulcano, mentre il padre era meno esperto. Ci siamo accorti che aveva raccolto alcuni esemplari di “Amanita muscaria”, fungo non mortale ma tossico con effetti allucinogeni (nell’antichità molto apprezzati i suoi effetti allucinogeni nell’Europa dell’Est), scambiandolo per l’ovulo buono, Amanita Casearia; forse dopo aver toccato con le mani il fungo ha messo le dita in bocca ingerendo quella piccola quantità necessaria di sostanza psicoattiva da fargli avere quell’allucinazione, complice il luogo che, come descritto sopra sembrava “incantato”.

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