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Frida: La Donna Spiegata Al Mondo


25 ottobre 2011 ore 11:31   di Dott_T  
Categoria Altro  -  Letto da 1031 persone  -  Visualizzazioni: 1839

Non so fino a che punto quest’articolo parlerà d’arte (ammesso e non concesso che quanto da me precedentemente scritto possa essere sufficientemente dignitoso da aver ottenuto tale riconoscimento), non so neanche se ciò che seguirà sarà pretestuosamente antropologico o anche solo vagamente condivisibile, di certo so che da qui in poi le mie parole saranno fatte di qualcosa di molto simile all’amore.

Frida, un nome che suona tanto simile a freedom da avere il sapore della libertà, un nome forte d’animo, forte come gli ideali di colei alla quale questo nome appartiene, di colei che ha saputo prima di tutto vivere davvero, un nome con cui è riuscita a vincere la morte, dopo averle resistito per trent’anni, da quando la stessa tentò di portarsela via per la prima volta.
Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderòn ha vissuto tutta la sua coloratissima vita menomata a causa di un incidente d’autobus che quando aveva solo 17 anni le procurò un numero spaventoso di fratture nonché una ferita da film dell’orrore che le avrebbe impedito di portare a termine qualsiasi gravidanza, nonostante tutto però, il suo istinto di maternità e la sua femminilità non ne furono minimamente intaccate.


Frida infatti era donna fino all’ultima molecola del suo minuto corpo, era appassionata e appassionante, magnetica, sensuale, capace di farti suo con la stessa velocità con cui faceva fuori un bicchiere di tequila, con quegli occhi tanto profondi da dare le vertigini conquistò l’amore di varie prede senza una precisa predilezione per un sesso piuttosto che per l’altro, eccezion fatta per quello che fu l’uomo della sua vita, Diego Rivera. La sua storia con lui, stimato pittore murale messicano, fu un alternarsi di momenti di estasi e momenti di devastazione, Rivera infatti al suo terzo matrimonio era un riconosciuto donnaiolo, Frida lo sposò ugualmente, senza la pretesa di cambiarlo accettò l’incontenibile inclinazione fedifraga del marito fino a che questi però non ebbe una storia anche con la sorella di Frida il che mise comprensibilmente ma solo temporaneamente fine alla loro storia.

Frida: La Donna Spiegata Al Mondo
Rivera, rimasto impressionato dalla maestria pittorica della moglie ne tesseva le lodi pubblicamente dichiarando che fosse addirittura più brava di lui, e non fu il solo a dirlo visto che di li a poco anche Picasso avrebbe dichiarato che ne lui ne Rivera erano in grado di dipingere un volto come Frida. Durante il matrimonio Frida rimase in cinta di Rivera, ma come pronosticatole da tutti i suoi medici curanti, abortì spontaneamente a causa dell’inadeguatezza del suo fisico a sopportare la gestazione, fu trovata dal marito distesa sul letto in una pozza di sangue, esperienza terrificante che la spingerà a dipingere una delle tele più crude e vagamente surrealiste della sua carriera, “Il letto volante”.
Frida: La Donna Spiegata Al Mondo

Lo stile della pittrice messicana di Coyoacàn, che si divideva tra il naif esagerato e lo stile di certi quadretti ex voto, prediligeva piccoli formati e per lo più autoritratti, aveva comunque il fine di affermare con prepotenza le sue origini e la storia del popolo messicano. Tuttavia quello che caratterizza lo stile di Frida è essenzialmente la violenza del colore, la durezza dei contorni dei volti dei personaggi, che in fondo non fanno altro che proteggere un retrostante messaggio di tenerezza e di sofferenza provata sulla propria pelle. Per tornare a Rivera, i due si risposeranno un anno dopo la separazione, Diego infatti non aveva mai dimenticato l’ultima moglie, che nel frattempo aveva avuto una storia con il rivoluzionario russo Lev Trotsky, ospitato come rifugiato politico proprio nella “casa azul” di Frida, ma ciò non impedì ai due di vivere insieme il poco tempo che rimaneva alla pittrice.

Di li a poco le avrebbero amputato le dita del piede, poi la gamba ormai in cancrena, allo stesso tempo però finalmente il sogno della sua vita si realizzava, Frida dopo essere divenuta famosa prima in europa che in patria ottenne la sua personale in messico. Va da sé che le sue condizioni di salute le impedivano di prendere parte alla mostra, il medico le aveva vietato categoricamente di alzarsi dal letto, così lei si fece trasportare al museo con tutto il letto, bevve il suo ultimo bicchiere di tequila, cantò un’ultima canzone, si guardò nello specchio montato sul baldacchino del suo letto, e pensò VIVA LA VIDA.

Il finale ad effetto sarebbe la naturale e più opportuna conclusione di questo pezzo, ma in realtà ho ancora voglia di dirvi qualcosina su di lei, forse perché Frida era solita assentire di essere nata nel 1910, invece che nel 1907, si sentiva figlia della rivoluzione messicana di quell’anno, diceva, oppure più semplicemente perché un paio di anni in meno fanno comodo a tutte; voglio continuare a scrivere forse perché la vera bellezza non sta nelle sopraciglia perfette, forse perché più di qualunque operazione o terapia fu l’arte a mantenerla viva, forse perché tra le pareti blu del patio della sua casa le scimmiette e i pappagalli che accudiva come figli, i fiori morti nelle fioriere della madre, le angurie rosso sangue, la visione di un corpo puramente, ostinatamente femminile, assoluto, non sfocato dallo sguardo maschile in un tramonto messicano dai colori di un ginocchio sbucciato Frida è stata semplicemente l’essenza della donna.

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