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Genitori E Figli - Vuoto Di Potere In Famiglia


12 gennaio 2011 ore 13:12   di gabucha  
Categoria Altro  -  Letto da 759 persone  -  Visualizzazioni: 1127

Che la società stia vivendo rapidissimi e profondissimi cambiamenti è evidente a chiunque. Tra i più importanti c’è il passaggio, tutt’ora incompiuto, dalla famiglia autoritaria e prescrittiva alla famiglia “democratica” e, quando va bene, “propositiva”. Da una famiglia, cioè, in cui il ruolo genitoriale era essenzialmente educativo, a una famiglia in cui è diventato amicale.

Sia pure senza alcuna voglia di difendere o rimpiangere la vecchia impostazione familiare, è impossibile non ravvisare, nella nuova, pericolose lacune. Genitori preoccupati essenzialmente di essere “amati” dai loro figli – come sostiene lo psicologo Costantino Gilardi – rinunciano sempre più spesso al loro ruolo di guida e indirizzo, “accettando, di fatto, le condizioni imposte dai loro figli”. Si viene così a creare un vuoto di potere ben testimoniato da quanto emerge dall’indagine annuale su “Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani” che la Società italiana di pediatria (SIP), in collaborazione con la Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza, svolge annualmente ormai da 13 anni su un campione nazionale di ragazzi e ragazze tra i 12 e i 14 anni.


Da parecchi anni agli adolescenti arruolati nel campione dell’indagine viene chiesto in quali ambiti (modo di vestire, sport da praticare, amicizie da frequentare, scuola superiore alla quale iscriversi…) i loro genitori intervengono facendo pesare il proprio parere (non certo imponendo la scelta). E poi viene chiesto, indipendentemente da ciò che accade all’interno della famiglia, in quali ambiti (e viene riproposto lo stesso elenco) sarebbe secondo loro ragionevole intervenisse per dire la sua.

Genitori E Figli - Vuoto Di Potere In Famiglia

La sorpresa è osservare che, a quanto dicono gli adolescenti, i loro genitori intervengono meno di quanto loro stessi reputerebbero ragionevole che un genitore facesse, con una forbice che si allarga con il passare degli anni. A questo si aggiunge che solo il 19,4% degli adolescenti sostiene che le regole imposte dai genitori siano troppe, mentre per il 70% vanno bene così e per l’11% sono addirittura poche. E, con il passare degli anni, anche questa tendenza si sta radicalizzando in questa direzione. In pratica, tutti d’amore e d’accordo.

Trovare, in un’età considerata tradizionalmente di “ribellione” come l’adolescenza, la grande maggioranza dei ragazzi e delle ragazze che considera eque le regole imposte dai genitori e oltre il 10% che le considera addirittura poche la dice lunga sul ruolo di indirizzo che la famiglia riesce a svolgere. E nei focus group con gli adolescenti, sempre realizzati dalla SIP, la frase che ripetono i ragazzi quando si parla di famiglia è: “I genitori dovrebbero dare più regole”. Non fraintendiamo: non è desiderio d’ubbidienza, ma voglia di confronto e di mettere in discussione quelle regole, per il piacere – del quale un adolescente non può (e forse non deve) fare a meno – della trasgressione. Ma è anche voglia di capire “cosa è giusto” e “cosa è sbagliato”.

Genitori E Figli - Vuoto Di Potere In Famiglia

Senza punti di riferimento la difficile transizione dall’adolescenza all’età adulta è una sorta di cammino nel deserto. L’adolescenza è, per sociologia e biologia, una guerra in cui gli adolescenti devono andare a cercarsi il fronte giorno per giorno, perché ogni giorno il loro corpo e la loro mente subiscono una trasformazione, piccola o grande, che fa cambiare tutti i punti di riferimento e getta nell’incertezza. Per fare una guerra – e magari vincerla – c’è però bisogno di un “nemico” che, almeno ogni tanto, sbarri la strada; che tracci dei confini, che erga dei “no” insormontabili.

La famiglia ha, tradizionalmente, sempre assicurato quel “nemico” all’adolescenza: un nemico speciale che combatte non per distruggere, ma per far crescere l’avversario. Il genitore-amico, il cui obiettivo principale è farsi amare dai propri figli, non sa e non può assolvere questo ruolo strategico. L’adolescenza è, da sempre, anche l’età del desiderio di sentirsi adulti e di imitarne i comportamenti (fumo, bere, atteggiamenti sessualizzati…). Ciò che è cambiato, in modo estremamente significativo proprio in questa generazione, è che mentre in passato gli adolescenti avevano nei genitori un modello di adulto “vero” oggi - forse per la prima volta nella millenaria storia della famiglia - hanno dei genitori che, a loro volta, cercano di imitare gli adolescenti: nel modo di vestire, nel modo di parlare, negli atteggiamenti, in una attenzione esasperata verso il proprio aspetto fisico.

Se un tempo era la figlia a desiderare di indossare i vestiti della mamma, oggi sono le mamme a cercare di entrare a tutti i costi nei jeans o nelle T-shirt delle figlie. In quante case il secondo computer è entrato perché genitori e figli si contendevano il primo per chattare la sera? «lo chatto una sera si e una no - dice in un focus group Cristina (nome inventato, adolescente vera) di 13 anni - perché le altre sere chatta mia madre. Però adesso compriamo il router così possiamo chattare tutte e due contemporaneamente». E gli esempi potrebbero essere tantissimi. Se i figli si attardano nell'adolescenza, spesso fin oltre i 30 anni, i genitori cercano disperatamente di rientrarci.

Genitori E Figli - Vuoto Di Potere In Famiglia

Ma questo "affollamento" non giova a nessuno. Non giova agli adulti che restano sempre più figli che genitori (complice l'allungarsi della vita per cui è sempre più probabile che a cinquant' anni si abbiano ancora in vita i propri genitori) e, soprattutto, non giova agli adolescenti "veri" che non sanno più dove andare a cercare dei modelli di riferimento dell' età adulta. Anzi, purtroppo lo sanno benissimo: il loro inquietante serbatoio è sempre di più la TV "cattiva maestra". Non è un caso se - come emerge dalle indagini della SIP - maggiore è il tempo che gli adolescenti passano davanti alla TV più aumentano i comportamenti a rischio».

Genitori poco genitori, quindi, o anche genitori poco presenti? «I miei genitori? Si, ogni tanto a casa ci incontriamo», dice Alberto (13 anni) in un focus group, esprimendo un vissuto che purtroppo appartiene a molti suoi coetanei. Ma "presenza" non significa solo presenza fisica. Silvano Bertelloni, presidente della Società italiana di Medicina dell' adolescenza, osserva: «È indicativo delle abitudini familiari che il momento di maggior consumo televisivo da parte degli adolescenti non è il pomeriggio, ma durante i pasti, verosimilmente quando ci sono anche i genitori».

Oggi molti genitori-adolescenti più che “esserci", "danno" e gli effetti sono una generazione di adolescenti "full-optional", accessoriata di ogni genere di tecnologia e di griffe, che ascoltando ciò che raccontano i ragazzi nei focus group - ha perso anche il piacere del desiderio, spesso esaudito prima che compaia (come nel caso, frequente, del telefonino regalato prima che venisse chiesto) o la sfida per il premio (regali per la promozione riscossi a febbraio ... sulla fiducia). Risarcire in lettori musicali, IPhone e scarpe Nike il tempo che non si riesce a dedicar loro crea però, inevitabilmente, una brutta frattura tra mondo degli adulti e mondo degli adolescenti. E questa frattura dovremmo assolutamente cercare di sanarla.

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