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Il Capitalismo Sfrenato? Una Minaccia Per L' Umanità


15 novembre 2014 ore 18:29   di mariobarbato  
Categoria Altro  -  Letto da 427 persone  -  Visualizzazioni: 656

Quasi tutti conoscono le parole di Pier Paolo Pasolini quando accusò il potere capitalistico di essere anarchico, arbitrario, interessato solo a seguire logiche economiche e a manipolare le coscienze pubbliche. Eravamo negli anni Sessanta e le parole del grande intellettuale anticipavano di molto l'eclissi del rispetto dei valori umani che stava avvenendo nel mondo economico. Quegli stessi valori che sono nati insieme all'uomo e che dovrebbero dare un significato alla vita e che invece sono stati cancellati dalla logica del ricavo da raggiungere a tutti i costi. Per Pasolini il capitalismo era riuscito lì dove il fascismo aveva fallito: omologare gli esseri umani intorno a un ideale comune, come quello del consumismo e del materialismo. Una trasformazione voluta dall'alto, dalle industrie e dalle multinazionali che volevano che gli uomini consumassero in tutti i modi, seguendo un modello imposto dai padroni della finanza e dell'economia.

Molti lo criticarono, considerandolo un profeta di sventura, per accorgersi solo in seguito di quanto avesse ragione. Tra questi ci sono gli esperti della finanza che da molto tempo stanno parlando di un capitalismo sottoposto a una devastante mutazione antropologia. Dicono che sia un processo cominciato negli anni Ottanta, quando la rivoluzione liberista di Reagan e Thatcher aprirono le porte alle migliaia di manager allevati nelle business school dove si predicava il primato assoluto del profitto. Erano gli anni in cui Gordon Gekko, spregiudicato finanziere americano, protagonista del film Walt Strett, elogiava l'avidità di denaro a una moltitudine di studenti e i cattivi maestri del capitalismo davano il modello da seguire, partorendo una generazione di imprenditori e finanzieri che si è riversata sul mercato con la voglia insopprimibile di ricchezza; con la volontà di conquistarla a tutti i costi. Anche scendendo a compromessi, praticando il malaffare, stringendo accordi con la malavita, seguendo la strada ampia e spaziosa di quel capitalismo ladro che ha generato solo corruzione e illegalità.


Non sono affaristi, sono lupi rapaci che conoscono a menadito come mercificare i corpi umani. Aveva ragione Pasolini: l'individuo moderno, tramite un lavaggio del cervello durato decenni, non riesce più a discernere tra bene e male, tra lecito e illecito, ma calcola tutto in base alle perdite e ai profitti. E' incredibile il livello di barbaria a cui ci sta conducendo il capitalismo. Una barbaria esemplificata dal dialogo tra due funzionari sanitari, un medico donna e un dirigente in pensione, che si dichiaravano d’accordo nel sostenere che i bambini concepiti per sbaglio all’interno di un nucleo familiare povero, o comunque con mezzi economici inadeguati, andavano soppressi mediante l’aborto o con un’iniezione letale al momento della nascita. Il motivo? I bambini poveri graverebbero sul bilancio del servizio sanitario che valuta gli esseri umani secondo perdite e profitti, secondo flussi di cassa e capitale circolante. Non siamo lontani dalla logica nazista che selezionava gli esseri umani al fine di preservare i forti ed eliminare i deboli.

Il capitalismo ha sovvertito ogni valore, principio e regola e divora le risorse umane con una voracità disarmante. Definire il liberismo un modello di benessere e civiltà è una menzogna. Il capitalismo sfrenato è un mostro che si alimenta sottraendo alla società, all'ambiente e alla terra ogni risorsa, fino al suo azzeramento. Quando il mondo non avrà più nulla da offrire, stramazzerà al suolo morente, accompagnato da un boato sordo, trascinando con sé ogni cosa e ogni vita. La logica del capitalismo è quella di sfruttare fino all'osso anche quegli affari che hanno devastato la società civile. Il petrolio è sfruttato quanto più l'inquinamento ambientale rende l'aria irrespirabile. Il commercio delle armi quanto più le guerre seminano lutti e dolori. L'acqua quanto più la desertificazione divora i territori. L'edilizia quanto più le città sono soffocate dalla cementificazione. Lo smaltimento dei rifiuti quanto più il sottosuolo è avvelenato dalle scorie tossiche. La tecnologia quanto più la generazione delle contestazioni e dei progetti ha lasciato il posto a una generazione che vive di immagini e di suoni.

Diceva Winston Churchill che il capitalismo era un disastro, ma che era sicuramente da preferirsi al nazi-fascismo. La verità, invece, è che il nazismo e il fascismo hanno fatto danni, ma non sono durati così a lungo e, soprattutto, non sono stati così universalmente accettati. Il capitalismo è un mostro mascherato da benefattore che aumenta la produzione per ottenere maggior profitto, prevaricando i limiti umani e naturali e devastando il pianeta in nome del consumismo. Il capitalismo porta donne e bambini nelle fabbriche per svalorizzare la forza lavoro e trasporta le aziende dall'Occidente verso un Terzo Mondo disastrato per abbassare il costo del lavoro e sfruttare i nuovi schiavi pagandoli malamente ed assumendoli in nero. Sommando e confrontando i danni, il capitalismo non è diverso dal nazifascismo. Solo che i regimi sanguinari sono terminati da tempo. Questo, invece, sembra proprio non voler tramontare e minaccia seriamente il genere umano.

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