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Il Fanatismo Religioso


10 luglio 2014 ore 17:52   di mariobarbato  
Categoria Altro  -  Letto da 617 persone  -  Visualizzazioni: 867

La letteratura cristiana vuole che anche Gesù Cristo mise in guardia contro il fanatismo religioso, quando disse ai suoi discepoli: Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi con un manto da pecora, ma dentro sono lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. E quali sono stati i frutti prodotti dal fanatismo religioso? Le divisioni sociali, la frantumazione della fede in una miriade di gruppi e di sette che minano la pace e la comunione tra gli uomini.

Il fanatismo religioso è nemico del bene comune. E' una piaga che accompagna l'uomo da secoli e che mette a repentaglio non solo la convivenza civile, la l'esistenza stessa del genere umano. Dietro il fanatismo religioso, si nascondono movimenti faziosi che hanno chiamato Dio in causa, rendendolo complice delle loro menzogne e dei loro crimini. Anestetizzando le coscienze di milioni di fedeli, vittime inconsapevoli di una grande babele che va sotto il nome di chiese, templi, moschee.


Non esiste più la vera religione, quella che metteva in comunione personale l'uomo con Dio, ma opportunisti della fede che hanno prodotto i peggiori frutti della storia. Quelli che si manifestano con l'intolleranza religiosa, i conflitti bellici, lo sfruttamento delle masse, l'avversione per i gruppi che non condividono la stessa fede, le guerre interreligiose. Il Cristianesimo, una volta solido e compatto, è diventato una bolgia di chiese e confessioni. Tutte fondate da capi carismatici che si sono autoproclamati eletti del Signore e investiti della missione divina di divulgare la verità alle masse.

Quale verità, poi? La loro. Quella che serve per fare numero e acquisire potere e ricchezze materiali. E per fare questo hanno tirato in ballo ispirazioni divine sopraggiunte improvvisamente e mai provate veramente. E hanno trascinato folle di seguaci obbligati a credere ai loro insegnamenti per non finire nella lista nera degli eretici da biasimare o dei nemici da condannare.

Siamo davanti a gruppi pseudoreligiosi che, anche se legalmente riconosciuti dallo Stato, hanno acquisito le sembianze delle sette. I proseliti sono incoraggiati, anzi obbligati a chiudersi nelle celle dottrinali, a separarsi dagli increduli, a isolarsi da un mondo peccaminoso che non merita la loro purezza. E non importa se poi al riparo della loro vita privata si comportano peggio dei miscredenti. Se scendono a compromessi illegali, se evadono le tasse, se avversano lo Stato con prediche ai limiti della sedizione ma poi sono sempre pronti a incassarne le agevolazioni finanziarie. Dio capirà e li perdonerà, perché sono gli eletti. Come erano eletti i giudei, sterminati dalle armate romane a causa dei loro peccati mondani.

Sono treni che procedono su un binario unico verso un paradiso trascendentale da cui sono esclusi tutti coloro che hanno avuto la colpa di non essersi associati alle loro chiese fondamentaliste, integraliste e totalitarie.

Quelle stesse chiese che, nel corso dei secoli, hanno scatenato conflitti interreligiosi e diatribe sociali. Macchiandosi del sangue di persone innocenti e a cui non è sfuggita nemmeno la Chiesa Cattolica. Basti pensare alle Crociate contro gli infedeli o alle Inquisizioni contro gli eretici. I fanatici uccidono credendo di fare un favore a Dio. Ed ecco le guerre sante, i bagni di sangue delle pulizie etniche, i suicidi di massa, gli attentati con il gas nervino, le azioni dinamitarde dei terroristi islamici, il sacrificio mortale di kamikaze impazziti.

Non tutti uccidono, ma aspettano che sia un intervento divino a farlo. Come i protestanti che predicano la fine del mondo, stabilendo a priore date inverosimili che poi si rivelano false ed esaltandosi all'idea di un olocausto mondiale che purifichi il mondo dai peccatori e conceda loro di ereditare la terra e il regno dei cieli.

Ma non sono soli in questo. Sono seguiti da una moltitudine di uomini che cadono preda di una vera e propria manipolazione delle coscienze. Un plagio mentale basato su un insegnamento martellante, soffocante, che atrofizza il senso critico e spinge a credere all'irrazionale, facendo leva sulla disperazione della gente.

Del resto, chi non vorrebbe vedere la fine delle sofferenze del mondo? Che Dio abbia un progetto per l'umanità è un dogma insegnato anche dai Vangeli. Ma portare questa convinzione all'estremo, stabilendo date di realizzazione e tabelle di marcia, sembra un peccato di presunzione più grave della bestemmia di un ateo. E il tutto è favorito da un condizionamento mentale che certo la legge non riconosce, ma che si riflette poi sulla società civile. Una società che non potrà mai trovare pace e unità fino a quando il fanatismo religioso non sparirà definitivamente dalla faccia della terra.

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