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Il Fenomeno Del Bullismo


24 dicembre 2009 ore 18:14   di prometeo  
Categoria Altro  -  Letto da 488 persone  -  Visualizzazioni: 899

Cos’è il bullismo?
Spesso accade che i mass media riportino episodi di cronaca in cui sono coinvolti bambini e ragazzi coinvolti in atti di prevaricazione nei confronti dei coetanei. Frequentando gli ambienti scolastici, non è raro imbattersi in situazioni in cui si verificano con una certa continuità prepotenze all’interno del gruppo dei pari.
Gli atti di prevaricazione possono proseguire all’esterno del contesto scolastico. Per identificare tali situazioni, in molteplici occasioni, viene utilizzato il termine “bullismo”.
I primi studi sul bullismo furono condotti agli inizi degli anni ’70 ad opera di Heinemann e di Olweus in Svezia, dove il verificarsi di alcuni gravi episodi mobilitò l’opinione pubblica.
Negli altri paesi europei e in quelli extraeuropei l’interesse per il bullismo si intensificò tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90: in Italia, così come in Spagna, Regno Unito, Olanda, Irlanda, Canada, Stati Uniti, Australia e Giappone sono state condotte numerose ricerche volte a cogliere la natura e la frequenza del fenomeno e a predisporre efficaci strategie operative per combatterlo.

Definizione
Il termine bullismo è l’italianizzazione dalla parola inglese “bullying”, mentre nelle lingue scandinave il termine utilizzato è “mobbing”, anch’esso entrato ormai a far parte del nostro linguaggio comune per definire le prevaricazioni tra adulti in ambito lavorativo.
Il bullismo viene definito come un’oppressione, psicologica o fisica, ripetuta e continuata nel tempo, perpetuata da una persona - o da un gruppo di persone - più potente nei confronti di un’altra persona percepita come più debole.
“uno studente è oggetto di bullismo, ovvero è prevaricato e vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni” (D. Olweus).
Più specificamente “un comportamento ‘bullo’ è un tipo di azione che mira deliberatamente a far del male o a danneggiare; spesso è persistente, talvolta dura per settimane, mesi, persino anni ed è difficile difendersi per coloro che ne sono vittime.


Caratteristiche distintive del bullismo

Intenzionalità
Gli atti bullistici sono intenzionali: il bullo agisce con l’intenzione e lo scopo preciso di dominare sull’altra persona, di offenderla e di causarle danni o disagi.

Continuità
I comportamenti bullistici sono persistenti nel tempo: sebbene anche un singolo fatto grave possa essere considerato una forma di bullismo, di solito gli episodi sono ripetuti nel tempo e si verificano con una frequenza piuttosto elevata.

Asimmetria di potere nella relazione
La relazione tra bullo e vittima è di tipo asimmetrico: ciò significa che c’è una disuguaglianza di forza e di potere, per cui uno dei due sempre prevarica e l’altro sempre subisce, senza riuscire a difendersi. La sopraffazione avviene all’interno di una situazione in cui vi è una forte disparità di potere, dovuta alla differenza di forza fisica, di età, o di numerosità nel caso di aggressioni perpetrate da un gruppo di adolescenti. In ogni caso, il bersaglio delle azioni prevaricanti, sia esso un singolo o un gruppo, ha difficoltà a difendersi, trovandosi in una situazione di impotenza rispetto a colui o coloro che lo molestano.

Forme di bullismo
bullismo diretto - fisico
Comportamenti che utilizzano la forza fisica per nuocere all’altro. In questa categoria sono presenti comportamenti come picchiare, spingere, far cadere, ecc..

bullismo diretto verbale
Comportamenti che utilizzano la parola per arrecare danno alla vittima. Ad esempio le offese e le prese in giro insistenti e reiterate.

bullismo di tipo indiretto
Comportamenti non direttamente rivolti alla vittima ma che la danneggiano nell’ambito della relazione con gli altri. Sono comportamenti spesso poco visibili che portano all’esclusione e all’isolamento della vittima attraverso la diffusione di pettegolezzi e dicerie, l’ostracismo e il rifiuto di esaudire le sue richieste.

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