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Il Mestiere Del Copywriter è Davvero Sottopagato?


26 maggio 2014 ore 12:09   di Patrizio_ag  
Categoria Altro  -  Letto da 561 persone  -  Visualizzazioni: 791

In un giorno qualunque un qualsiasi internauta può avere un'illuminazione trascendentale, tanto da sentirsi un fesso di proporzioni galattiche. Dopo aver passato anni sperticandosi dai Forum ai Blog, approdando in ultimo alla comunicazione orgiastica dei Social N., scopre proprio dietro l'angolo del quartiere poco dopo Largo Facebook e Parco dei Tweets, che esiste una dimensione d'esistenza mai vista prima e che lo fa sentire un ridicolo troglodita; è la galassia dei siti web paid-to-write, e dei content marketplace.

Internet ha una struttura appercettiva tutta sua; questo mondo mostruoso si manifesta a noi come la più grande enciclopedia interattiva della storia, ma come tutte le cose "pediche" è una piramide colossale di cose inutili e scontate. Quando l'internauta scopre il nuovo su internet subisce uno shock sicuramente identico a quello degli esploratori del Nuovo Mondo di mezzo millennio fa. Come la prenderete, infatti, se dopo aver passato anni a condividere cose, immagini, link, foto ma soprattutto dopo aver scritto di voi e le vostre giornate, commentando una notizia e una curiosità qualunque avete diffuso sul web il vostro pensiero sotto forma di comunicazione sociale, imbattendovi in un sito paid-to-write, vi accorgerete che ci sono aziende disposte a pagare moneta reale per tutto questo? A qualcuno può cadere la mascella e gli occhi schizzare dalle orbite se solo pensasse di aver dedicato alcune ore al giorno della propria vita a creare contenuti sociali per internet senza averne ricavato nulla. Davanti a un sito web che offre l'opportunità di un guadagno facile e di facile raggiungimento la tentazione e la lusinga sono irresistibili. Che poi: "ma per quale tipo di articoli chiedono di scrivere?" Quelli sulle mode della stagione. Notizie di Gossip sulle Star della TV. Note sugli esecrabili fatti privati della nostra classe politica. Dell'ultimo Hashtag virale. Una critica al fallimentare aggiornamento della famosa applicazione per il telefonino. Cose così. Sono robe talmente semplici, generaliste e diffuse che... "ci provo anch'io!" Io saprò farlo meglio! O almeno così non mi sentirò più di star a sprecare tempo nell'utilizzare la mia materia grigia infruttuosamente.


Per gli italiani Internet è più inebriante del vino; puoi avere e fare tutto il possibile nel giro di pochi secondi - fa gola. Inscriversi a un sito è questione di pochi minuti, e figurarsi quanta avidità ingenera il pensiero di iscriversi in un sito che offre un lavoro vero! Soldi veri! Di questi tempi. D'accordo, certuni di questi siti possono porre freni e suscitare un riaffiorare istantaneo di buon senso in malafede quando compaiono le richieste di immissioni di dati come il proprio Codice Fiscale e - addirittura - le foto scannerizzate dei propri documenti d'identità. Suona la campanella del ritornello «fidarsi è bene, ma non fidarsi...». Non c'è scelta purtroppo, se vuoi la Modernità del XXI secolo devi ritrovare il coraggio di avventurarti, lasciare i pelaghi asfittici dietro le spalle e traversare queste colonne erculee, perché se non è una questione di virtù, almeno la conoscenza rimane pur sempre lì, appollaiata, con due occhi gialli da civetta scintillanti d'oro fuso in un flusso dati su Pay-Pal - o bonifico bancario, dipende dalla forma di pagamento che si sceglie.

Una volta che si è dentro, e riempiti tutti i campi del proprio profilo cercando di andare oltre la demenzialità cazzeggiante di quello fatto su Facebook, arriviamo anche a perdere una mezza giornata a pasticciare con la grafica per impaginare professionali il nostro Curriculum Vitae e siamo pronti: ora si inizia a far sul serio, d'ora in poi inizieranno a cadermi in tasca i soldi come dal Jackpot della Slot senza neanche alzar più le natiche da codesta sedia. Dove stanno gli articoli?
Servirà un po' d'attesa perché si passi dallo stato di alcun articolo ad alcuni disponibili; si può riempire questo tempo facendo esercizio di redazione di splendidi testi liberi per essere valutati e ricevere ordini migliori, ma infine le prime commissioni sbocceranno diventando rossi frutti succosi da cogliere a colpo di Click, rapidamente, prima che lo faccia qualcun altri.
Le commissioni dapprima strappano dei sorrisi ironici: è proprio vero e possibile che la gente sia disposta a pagare qualcuno che scriva di cose così banali e insulse? Guide originali su come eseguire un ricamo vecchio di millenni, presentazioni mirabolanti sugli elettrodomestici più diffusi nelle case, ultime e scabrose novità o segreti trapelati su personalità odierne più note di Cleopatra o Napoleone. Poi l'occhio arriva al secondo elemento che ci interessa realmente: quanto mi pagano per tutto ciò? E qui quel sorriso si rattrappisce, abbiamo appena colto dell'uva acerbissima e aspra.
Ma come? Mi offrono compensi che vanno da appena i sessanta centesimi a un massimo di tre euro e qualcosa per scrivere articoli a soggetto dove l'oggetto è indicato con una mezza frase, persino vaga? State poi a sentire le pretese di compilazione dell'articolo e della sua forma: non solo richiedono un'ortografia, una sintassi e una grammatica assolutamente impeccabili, ma le linee guida per formattare e rendere il contenuto in certi casi sono così tanto tra il capzioso e il minuzioso da finire col diventare più lunghe dell'articolo stesso una volta ultimato. E dire che le solo legittime richieste di contenuti non copiati adattati a un'estensione del testo tra le trecento e le mille parole, possono già risultare come notevoli difficoltà per lo scrittore su commissione.

La questione sta tutta al contrario di come si presenta in apparenza. Volendo si può persino partire dicendo che i mestieri del Copywriter e del Blogger (simili ma non identici) sono scaturiti dalle opportunità della New Economy e con più precisione è stato in America, nazione dove il liberismo è una religione e il basso salario minimo un dogma miliare, ma non cambia proprio nulla nella realtà dei fatti. La questione è un puro calcolo economico, solo sottrazioni e addizioni, e nessuna moltiplicazione o divisione a pervenire dall'esterno. Giocando la cosa dal punto di vista quantitativo: vi sembrano troppo pochi due euro e cinquanta centesimi per un testo che contiene cinquecento parole, forse seicento con gli gli articoli e congiunzioni da taluni non compitate e catalogate come stopwords? Secondo voi, la parola "qui" della frase «questa qui» che qui scrivo ora, a che numero fa raggiungere il conteggio delle parole in questo articolo? Secondo voi quanto tempo si impiega a sedersi al tavolo e a comporre un brando di codesta lungaggine? Quando quindici, quando trenta minuti. Va bene, ma contesterete che per un lavoro intellettuale è pur sempre una tariffa ignobile una che può essere meno della metà d'un salario orario di un operaio comune squalificato. Peccato che di questi tempi con duecento euro puoi comprarti un computer scarso e piccolo che avanza per fare di questi lavoretti e con venticinque euro mensili risolvi il problema di una connessione stabile. Se proprio sei alla canna del gas, un computer portatile del Novecento si riesce a rimediarlo anche a regalo, e per le connessioni a scrocco basta appostarsi in qualche anfratto Wi-Fi, tipo che so: una biblioteca pubblica! In quest'ultimi casi la sconvenienza è che per risparmiare sui costi fissi si è costretti a uscire di casa e quindi gli ipotetici venti o trenta euro al giorno che un medio Copywriter può mediamente buscarsi se fa solo lavori di non eccezionale caratura non sono più pulitissimi (a tasse già calcolate).

Chi ancora non è convinto, chi tuttora subodora marciume e sfruttamento può star tranquillo e mettersi l'anima in pace, la natura del mestiere del Copywriter è diabolica, cioè duplice: parto del sovraffollamento mediatico dell'ipercultura tecnologica, è un'attività sfacciatamente aperta a tutti e a nessuno vengono richieste competenze manifeste, dimostrabili e approvate ufficialmente, né curricula né titoli di studio. Si deve solo scrivere, scrivere e scrivere; immettere nello stream dei dati sociali qualcosa di così altèro e arcaico che a molti sfugge: la capacità individuale di far qualcosa di bello, utile e interessante con la parola. Qualcosa che hai o che non hai: dote, predisposizione, impegno, voglia di affrontare la marea del pattume insulso che tramortisce le masse Cybernatanti vergando come una bestia arrabbiata con una Calimburn o una Durlindana; magari non succede nulla, forse è solo un gioco stupido e superficiale che continua ad arricchire il Capitale, ma lo scrittore è un giocatore, e il grande scrittore vince.

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Commenti

 

Buongiorno, Abbiamo deciso di pubblicare il suo articolo nonostante sia aspramente ( ed esageratamente ) critico nei nostri confronti. Ci teniamo a ricordarLe quanto noi stessi abbiamo scritto nella pagina "come funziona": "Il guadagno facile - al contrario di quanto sostengono molti ciarlatani - semplicemente non esiste. Proprio per questo vogliamo mettere subito le cose in chiaro prima di farti perdere inutilmente tempo. Se pensi che con noi diventerai ricco, allora lascia perdere. Se pensi di guadagnare molto facendo poco, lascia perdere. Se non hai la passione per la scrittura e sei qui solo per guadagnare, allora il nostro progetto non fa per te." Non vogliamo fregare nessuno nè mai abbiamo dato informazioni fasulle o promesso guadagni faraonici. Pensi, anzi, che alcuni ci hanno ( addirittura ) scritto di essere molto soddisfatti dei guadagni e ci hanno fatto ( persino ) i complimenti. Scrive troppo bene per non capire che non è il posto in cui verrà mai a pubblicare Massimo Gramellini. Alcuni direbbero "questo è il mercato, baby", ma è una frase che a noi francamente suona male. Il problema - forse - è che i prezzi li fa AdSense, non noi. Cordiali saluti, Lo staff di www.paid2write.org

Inserito 27 maggio 2014 ore 09:25
 
  • #2 

Buongiorno , io non ho letto l'articolo in modo del tutto negativo ,rispetto alla possibilità di guadagno . Anzi lo percepito come un invito ad non illudersi che scrivere nel web possa essere un mezzo facile per guadagnare , ma come un invito a comprendere che senza impegno e costanza non c'è risultato.

Inserito 20 agosto 2014 ore 12:55
 

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