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Il Mondo Dell' Università: Sempre Più Frequente Il Sesso In Cambio Di Voti


20 luglio 2014 ore 12:32   di mariobarbato  
Categoria Altro  -  Letto da 815 persone  -  Visualizzazioni: 1214

Il sesso in cambio di voti alti all'università non è una cosa nuova. La cronaca è piena di casi del genere, come i servizi televisivi che ogni tanto portano a galla qualche scandalo legato alla compravendita del corpo. Da una parte ci sono sedicenti professori universitari che chiedono prestazioni sessuali in cambio di trattamenti di favore agli esami, dall'altra si snodano schiere di studentesse che si oppongono, a volte denunciano, più spesso tacciono, molte volte accettano. Ragazze bisognose, disperate, ambiziose o che semplicemente hanno deciso di scegliere la scorciatoia per la laurea.

Dice una ragazza: "Mi sono laureata in breve tempo e con il massimo dei voti, quindi credo di non essere da scartare. Perché aspettare troppo per una cosa che avrei potuto avere subito?! Sono molto corteggiata, e con me ci hanno sempre provato. Mi sono detta: 'Non si fa problemi lui che è sposato, perché dovrei farmeli io che sono libera, single e giovane?'. Ho aiutato solo il destino. Poi lui è stato trasferito e io ho proseguito da sola, brillantemente. Tornando indietro lo rifarei. E poi era anche un bell'uomo".


La vendita del corpo per ottenere agevolazioni universitarie è diventata una moda. Negli atenei le prestazioni erotiche fioccano. Molti docenti approfittano del loro ruolo per sedurre giovani allieve e richiedere performance sessuali. Prospettando facili promozioni e brillanti carriere universitarie senza nemmeno impegnarsi negli studi.

Qualche ragazza si lascia tentare dalla possibilità di ottenere lauree in tempi brevi e con il massimo del punteggio, concedendosi all'insegnante. Altre rifiutano, con il rischio di vedersi rimandare agli esami nonostante l'impegno profuso negli studi. E non sempre denunciano, perché non hanno prove sufficienti per poter inchiodare il loro professore. Spesso è la loro parola contro quella di un luminare della cultura, rispettato e riverito negli ambienti accademici. Come quella ragazza, che lamentò le continue avance sessuali del suo relatore che giunse al punto da ricattarla: sesso in cambio di una promozione o di una bocciatura.

Capita però che molte ragazze accettino non per necessità, ma perché pervase da una mancanza di buon costume e di ritegno morale. La loro ambizione facilita tutto, permette di non avere rimorsi nel commettere atti che vanno contro la morale. Il sesso diventa una scorciatoia per raggiungere i propri obiettivi. E' un'arma facile e nemmeno tanto spiacevole. Consente di prendere voti altissimi e di laurearsi in tempi rapidi senza spendere troppo sudore sui libri.

Per queste ragazze non conta lo studio, l'impegno, la fatica: conta solo laurearsi presto per accedere poi nel mondo del lavoro. Si concedono facilmente ai docenti, non si lasciano sedurre due volte. Qualcuna si è spinta oltre e ha stretto una relazione stabile con il professore, diventandone amante. Si è creato un clima di normalità, un uso distorto del sesso da far vantare le ragazze di avere un'arma infallibile per ottenere gloria e successo.

Nell'ultimo periodo si sono così moltiplicati i casi riguardanti relazioni sessuali tra docenti e studentesse. Storie di abusi, di ricatti, di inganni. E' recente la condanna a due anni di reclusione per un professore universitario di Catania colpevole di abusi sessuali sulle sue allieve. Il professionista si appartava in privato con le ragazze e prometteva loro trattamenti di favore agli esami in cambio di una prestazione erotica.

Nelle inchieste disseminate in tutta Italia sono finiti indagati emeriti professori di Roma, Milano, Napoli. Tutti coinvolti in un giro di prostituzione con ragazze universitarie incontrare a luci rosse in appartamento e stanze messe a disposizione da privati e albergatori. Sono episodi che richiamano un trend dilagante in cui le ragazze non sempre sono vittime. Una ricerca, infatti, ha scoperto come molte ragazze tradiscano volontariamente il partner con un professore universitario il quale piace per cultura, eleganza e riservatezza.

Le vicende raccontate dai mezzi di informazione sembrano il copione di un film, ma non lo sono. Ci sono studentesse di venti anni che vanno a letto con professori di sessanta per diventare assistenti o per avere una carriera spianata. In certe università sesso e potere vanno a braccetto. In questi casi il professore diventa un orco, uno stupratore, un seduttore di ragazze vergini costrette a scendere a compromessi per non essere bocciate a fine anno. Ma in realtà sono ragazze consenzienti, che approfittano della loro femminilità per avere successo, senza farsi troppi scrupoli. Diventano protagoniste in negativo di squallide vicende sessuali e non importa quanti anni intercorrano tra loro e i docenti.

Sono il prodotto di una società malata che ha anestetizzato le coscienze e fatto passare per normale un ideale perverso: dare sesso in cambio di un tornaconto personale. In Italia la meritocrazia è sparita e ha lasciato il posto a una prostituzione voluta, cercata, desiderata. Bisogna quindi riflettere e mettersi su entrambe le sponde, per capire che il professore non sempre è il carnefice, ma spesso da predatore diventa vittima della sua stessa preda.

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