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Il Populismo Nella Letteratura Russa


18 novembre 2014 ore 21:38   di heinz  
Categoria Altro  -  Letto da 381 persone  -  Visualizzazioni: 596

Con il termine "populismo" si indica un complesso movimento politico e culturale russo, che si sviluppò negli ultimi decenni del XIX secolo e che si prolungò fino alla rivoluzione bolscevica del 1917. Il movimento, sostanzialmente, con varie tendenze sia riformistiche sia rivoluzionarie, si proponeva la soluzione radicale della questione contadina. Esso, come movimento di pensiero, si rifaceva alle posizioni ideologiche di Lavrov e Michajlovskji, e, per gran parte, fu anche ostile alla dottrina marxista. Infatti, i pensatori populisti non ritenevano che, per risolvere la secolare condizione della miseria contadina della Russia, si dovesse aspettare che il paese passasse dalla fase economica rurale in cui ancora si trovava alla fase dell’industrializzazione e quindi alla formazione di un proletariato rivoluzionario. I populisti volevano "bruciare i tempi" e spingere il mondo contadino alla rivoluzione, avendo come obiettivo primario la distribuzione della terra ai contadini.

Molti intellettuali russi furono attratti da questo movimento, e, sentendosi moralmente coinvolti in una lotta sociale e politica che ritenevano giusta, cercarono di avvicinarsi ai bisogni materiali del popolo contadino russo, coniando uno slogan molto famoso, che sintetizzava bene questa loro tensione di avvicinamento ai bisogni fondamentali delle classi popolari: "Andare verso il popolo". In questo senso, l’attivismo degli intellettuali russi si concretizzò con la fondazione di organizzazioni e riviste di forte orientamento rivoluzionario, come "Zemlja i Volja" ("Terra e Libertà"), la "Narodnaja Volja" "La volontà del Popolo"), la "Cernyi Peredel" ("La Distribuzione Nera") e, infine, la rivista "Russkoe Bogatsvo" ("La Ricchezza Russa"), che durò dal 1876 fino alla fine della Prima Guerra Mondiale (1918). Con queste iniziative, il populismo russo creò nella Russia zarista un’opinione pubblica sempre più vasta e sensibile ai grandi bisogni di rinnovamento della società russa, influenzando anche la corrente marxista.


I riflessi del Populismo sulla letteratura russa furono profondi, influenzando anche le opere di scrittori che erano lontani dal movimento, come, per esempio, "Le Terre Vergini" di Ivan Turgenev e "I Demoni" di Igor Dostoevskji. Gli stessi pensatori populisti, come Michail Bakunin, Pëtr Lavrov e Pëtr Tkacëv svolsero ai loro tempi un’attività critica e letteraria; ma in questo campo una particolare importanza ebbe il critico Nikolaj Michajlovskji, a cui appartiene un’ampia opera critica esemplificativa della concezione populista dell’arte, rappresentata soprattutto dai suoi studi su Turgenev, Uspenskji, Saltykon-S%u010Dedrin, dai saggi "Che Cos’è il Progresso?" (1869), "La Lotta per l’Individualità" (1875), "L’Eroe e la Folla" (1882) e dagli scritti sul rapporto tra letteratura e vita. L’influenza del Populismo fu fortissima soprattutto nella narrativa. Lo scrittore più importante di narrativa russa dell’epoca fu sicuramente Gleb Uspenskji, il quale scrisse opere di spietata documentazione, a sfondo etnografico e sociologico, delle condizioni del popolo russo, specie del mondo contadino. Uspenskji inaugurò con la sua opera una visione realistica e senza veli del popolo. E una visione ancora più cupa si riscontra in altri scrittori, come Nikolaj Uspenskji e Nikolaj Pomjalovskji, quest’ultimo noto soprattutto per "Gli Schizzi della vita di ‘bursa’ (1), nonché Fedor Rešetnikov, che rappresentò anche i bassifondi operai, ma il cui nome è legato soprattutto a "Gli abitanti di Podlipnoe", un romanzo di cruda descrizione della vita popolare, che, tra l’altro, influì anche sulla formazione del movimento dei cosiddetti "Nobili Penitenti", ovvero di coloro che si dedicavano completamente all’elevazione del popolo, riscattando così la propria origine nobiliare e privilegiata.

Il Populismo Nella Letteratura Russa

Tra gli altri autori noti, che si mossero nell’ambito del Populismo, si menzionano Vasilij Slepkov (1836-1878), "Tempi Difficili", Nicolaj Kuš%u010Devskij (1847-1876), noto per il romanzo "Nicola Negorev o il russo fortunato"; Aleksandr Konstantinovich Michajlov, il cui vero nome era Seller (1838-1900), scrittore molto simile a Charles Dickens, ed altrettanto popolare ai suoi tempi; e almeno altri quattro cinque scrittori, nati intorno alla metà del XIX secolo e morti agli inizi del secolo seguente, che ebbero molta fortuna di pubblico, come G.A. Mactet (1852-1901), D.M: Mamin (1852-1912), N.E. Karonin (1867-1892), N.N. Zlatovratskji (1845-1911), ed A. J. Ertel (1855-1908), il quale , nel romanzo "I Gardenin", offrì una riuscita rappresentazione delle condizioni della campagna nella Russia zarista. Molto apprezzato fu Vladimir Galaktionovich Korolenko. Non va dimenticata infine l’influenza che il Populismo ebbe anche su scrittori satirici, come Saltykov-S%u010Dedrin e su poeti come Nilolaj Alekseevich Nekrasov, Mordovcev, Omulesvskji, Nikitin e Pleš%u010Deev) (2).

Enzo Sardellaro

Note

1) Un fosco quadro della vita e dell’educazione nelle scuole ecclesiastiche [dette "bursa"] in epoca zarista. Il libro, di notevole valore documentario, suscitò vivaci discussioni ed aspre polemiche.
2) Sul Populismo russo esistono ottimi studi anche in lingua italiana. Per un’organica visione d’insieme ci si può orientare con la bibliografia offerta su Wikipedia, alla voce "Populismo Russo".

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