Il Sesso Dall' Antichità Ai Giorni Nostri
Presso alcune antiche popolazioni, quali i Sumeri e gli Assiro-Babilonesi, il sesso faceva parte della religione e si praticava molto spesso nel tempio dove le sacerdotesse si concedevano ai fedeli in cambio di un’offerta. Il coito era considerato sacro e l’orgasmo avvicinava agli dei. Per imporre il dominio maschile sulla donna, era usanza comune riunire e mettere all’asta le ragazze più belle che, prima dell’acquisto, potevano essere provate dai clienti. Il letto non era ancora stato inventato, quindi il sesso si praticava principalmente in piedi e per offrire più piacere alla donna si cospargeva il pene del partner con bava di cavallo.
Ad Atene, invece, fu progettata una particolare struttura del piacere che consisteva nell’acquistare giovani schiave che venivano messe a disposizione dei cittadini salvaguardando così la castità delle donne libere. Nei bordelli le ragazze venivano fatte posare a seno nudo e gli uomini potevano scegliere quella più adatta ai propri gusti. Nelle case più ricche veniva allestito un banchetto, il simposio, al termine del quale gli invitati potevano assistere a spettacoli osè eccitandosi con scene tratte dalla mitologia.
Gli antichi romani erano al contrario molto puritani, tanto che il sesso veniva praticato al buio e bastava fissare una donna sposata per rischiare di essere malmenati dal marito che, spesso, ordinava ai propri schiavi di orinare sul malcapitato il quale poteva anche essere sodomizzato. Malgrado tutto ciò, non mancavano però spettacoli a luci rosse, specie nelle case più ricche. Nerone organizzò un vero e proprio villaggio erotico in cui le prostitute, completamente nude, si offrivano ai clienti assumendo pose oscene.
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Durante l’impero romano furono però emanate leggi che favorirono la repressione sessuale. Le stesse leggi furono in seguito riprese dal Cristianesimo che regolamentò i rapporti sessuali, condannò l’aborto e proibì la bisessualità. Anche i medici si schierarono in favore del proibizionismo sostenendo che il rapporto sessuale era troppo dispendioso a livello fisico e che occorreva risparmiare il proprio sperma la cui perdita prosciugava il corpo ed era causa di malessere. Inoltre tra i divieti in voga all’epoca vi erano quello di accoppiarsi da dietro e quello di fare sesso durante il ciclo mestruale: colpe da espiare con penitenze che prevedevano un periodo a pane e acqua.
Fu in seguito a queste forme di proibizione e divieto che nel Medioevo prosperarono i bordelli mascherati da bagni pubblici fino alle grandi riforme protestante e cattolica che arrivarono a considerare il piacere sessuale come un peccato mortale. Si doveva fare l’amore vestiti e nel più breve tempo possibile, con un’eiaculazione veloce per ridurre al massimo il piacere privilegiando la posizione del missionario perché le altre posizioni provocavano l’ira di Dio.
Fu solo nel XVIII secolo che la ragione ebbe il sopravvento sulle superstizioni, tuttavia i pregiudizi sul sesso rimasero ed anzi si rafforzarono ulteriormente favorendo la proliferazione delle case di tolleranza e la diffusione della prostituzione. Pregiudizi che furono superati solamente nel 1968 con il femminismo e la rivoluzione sessuale.

