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Il Vestito Nell' Antica Roma Dalla Toga Al Mantello


18 marzo 2012 ore 13:38   di Furetto80  
Categoria Altro  -  Letto da 1427 persone  -  Visualizzazioni: 2358

L’abito potrà pure non fare il monaco, ma l’antico romano si. Dalla tunica alla toga, il modo di vestire nell’antica Roma oltre a rappresentare un autentico simbolo sociale, esprimeva un’idea del corpo molto diversa da quella attuale.

Agli occhi dei romani il nostro modo di vestire sarebbe etichettato come barbaro. Nell’antichità classica l’abito rispecchiava un concetto del corpo molto diverso da quello attuale. Tanto per cominciare, i capi di vestiario si distinguevano non tanto per essere indossati all’interno o all’esterno degli edifici, quanto piuttosto per il loro contatto con il copro: vi erano quelli nei quali il corpo veniva infilato, come la tunica, e quelli che invece lo cingevano a mo’ di mantello, come la toga o il pallio.


La toga era un capo tanto elegante quanto scomodo, che non solo era difficile da portare, ma perfino da indossare. Per infilarla occorreva l’aiuto di uno schiavo che doveva avvolgere con un telo lungo quasi quattro metri il corpo del suo padrone. La toga serviva a distinguere i cittadini a seconda dell’età, della condizione sociale o della carica pubblica.

Il Vestito Nell' Antica Roma Dalla Toga Al Mantello

I bambini indossavano la toga ‘praetexta’ fino a sedici anni. A quel punto indossavano la toga ‘virilis’, simbolo del passaggio all’età adulta. Il giovane era pertanto considerato ‘togatus’, titolo dal valore simbolico, in quanto la toga era l’indumento più nobile e rappresentativo del cittadino romano, che la indossava sempre fuori casa.

All’interno di casa sua, invece, il cittadino, e in pubblico lo schiavo, andavano tunicati, cioè con la tunica corta e informale, per lavorare poteva essere stretta da una cinta. Era l’altro indumento tipico dell’antica Roma.

Molto usati erano i mantelli che rappresentavano una protezione durante la stagione invernale e quando erano particolarmente lussuosi dovevano conferire al corpo l’aspetto delle sculture classiche.

La tunica femminile per antonomasia era la stola, diversa da quella maschile perché aveva le maniche lunghe e arrivava fino ai piedi ed era un abito riservato alle matrone. Essa rappresentava, prima di tutto, un simbolo di castità. Il corredo di indumenti femminili si differenziava da quello maschile soprattutto per la varietà dei colori ed era correlato dal maquilage, dalla pettinatura e dai gioielli.

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