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Il Vino, Una Magica Bevanda


21 dicembre 2010 ore 14:39   di arretium  
Categoria Altro  -  Letto da 775 persone  -  Visualizzazioni: 1063

Da sempre , nell'immaginario collettivo dell'uomo il vino rappresenta unione con il divino,conoscenza spirituale ed amore dei piaceri terreni . Già Aristofane ne capì la magia: " quando gli uomini bevono diventano ricchi,prosperano negli affari, vincono le cause, sono felici e aiutano gli amici". Viene menzionato anche nella Bibbia, ma la sua prima citazione risale alla Genesi, a proposito di Noè che, ubriacandosi , ne scoprì il sapore e gli effetti.

Sin dall'età Omerica , nel Simposio, il vino seguiva l'ultima pietanza ed aveva un ruolo fondamentale per la magia che aveva nell'alterare le coscienze e nel piegare i convitati agli eccessi festaioli.Platone considerava il vino persino affine alla sua filosofia garantendo il superamento di sè stesso verso un contatto più stretto con il divino, alla ricerca di una conoscenza superiore. E fu così per tutta la classicità.Sinonimo di purezza , sincerità e verità , da cui il motto in vino veritas, nel medioevo il vino venne prima esaltato a sangue di Cristo nell'esegesi e poi accostato terrenamente al piacere del peccato ed alla lussuria.


Nel nostro paese si è sempre pensato di saper fare il vino meglio degli altri. Senza dubbio l'Italia è un paese strordinarimante vocato alla viticoltura (non dimentichiamo che i Greci la chiamavano Enotria, terra del vino). Purtroppo però questa vocazione del territorio non è stata mai sfruttata appieno. Pesano come un macigno le parole di quel viticoltore francese che negli anni '50 disse al grande Veronelli: "Voi da uve d'oro fate vini d'argento, noi da uve d'argento facciamo vini d'oro". Purtroppo aveva ragione. Dal Medioevo a oggi in molte zone d'Italia è cambiato ben poco nel modo di allevare viti e fare vino. Per i più, vige ancora la cultura del "vino del contadino" come massima lussuria enologica, finendo per scambiare per buon vino prodotti instabili e spesso maleodoranti.

Il Vino, Una Magica Bevanda

Da alcuni anni per fortuna qualcosa sta cambiando. Sempre più aziende cominciano a lavorare sulla qualità, sulla bassa resa per ettaro e sull'applicazione di criteri scientifici in fase di vinificazione. Così al fianco di Sassicaia, Tignanello e compagnia stanno sorgendo una gran quantità di vini eccelenti che nulla hanno da invidiare ai grandi vini francesi, californiani o australiani.

Il potenziale dell'Italia vitivinicola è immenso e le aziende l'hanno capito. D'altra parte i consumatori si dividono ancora in "bevitori" e "degustatori", i primi (ancora la maggioranza) affezionati al vino della casa e un po' incuranti della qualità, i secondi più consapevoli del fatto che il vino può essere un'opera d'arte

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