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L' Importanza Del Mare Per Napoli


12 ottobre 2014 ore 18:35   di mariobarbato  
Categoria Altro  -  Letto da 429 persone  -  Visualizzazioni: 659

I napoletani hanno un rapporto idilliaco e quasi mistico con il mare, con questa distesa d'acqua che abbraccia il golfo, fotografando immagini da cartolina diffuse in tutto il mondo. Sanno che devono lo sviluppo della loro città al mare e che le guerre, le conquiste militari,gli imperi coloniali, gli esodi di massa che hanno caratterizzato la storia del genere umano si sono basati quasi esclusivamente su questo specchio d'acqua che ha solleticato la fantasia di poeti e scrittori, dando vita a capolavori come l'Odissea e le Ventimila leghe in fondo al mare. Così come sanno che le migrazioni e le minacce terroristiche dei nostri giorni stanno trovando nel Mar Mediterraneo lo snodo centrale per lo sbarco sulle coste italiane di stranieri e terroristi islamici.

Il mare napoletano ha sempre avuto grandi virtù terapeutiche, essendo capace di agire direttamente sulla psiche umana messa a dura prova dalle asprezze della vita. A Napoli non c'è il freddo che domina a Milano: c'è un'aria che sveltisce il cuore e che soffia al primo libeccio, regalando un'ebbrezza che rende la vita più sopportabile. Nella città della Sirena è luogo comune consigliare a un amico depresso di farsi una passeggiata sul lungomare per ritrovare la serenità. Forse è per questo che i napoletani sono più allegri, socievoli, capaci di superare le avversità della vita con quel pizzico di fantasia che permette di sopravvivere con espedienti ingegnosi o di avere fortuna con il canto e il teatro. Sarebbe esistita la canzone partenopea se Napoli non avesse avuto il suo golfo? E Salvatore di Giacomo avrebbe scritto Marechiaro se fosse nato a Cernusco sul Naviglio?


Ma il mare non è solo una questione di benessere psicologico, è anche una risorsa fondamentale per l'economia legale e illegale della città. Per i contrabbandieri di sigarette era un enorme vantaggio essere situati sulle coste marine, accelerando le operazioni di transito e di scarico, tanto da attirare perfino gli appetiti di marsigliesi e siciliani. Roberto Saviano cominciò dal porto per descrivere in Gomorra la potenza imprenditoriale della camorra che faceva affari con i produttori cinesi di merce contraffatta. Molti commercianti partenopei trovano il loro sostentamento con il mare, così come le industrie che hanno una valvola di scarico per quei rifiuti che altrimenti non si saprebbe dove mandare. Questo processo diminuisce notevolmente i costi di produzione, rendendo le stesse aziende più competitive. La speranza della rinascita economica di Napoli è affidata al mare, con i suoi commerci internazionali, i suoi scambi mediterranei, i suoi progetti di sviluppo turistico che trovano in Bagnoli e nei quartieri a est della città le massime ambizioni.

Le città di mare sono molto più democratiche e generose di quelle dove manca uno specchio d'acqua, perché consentono a tutti, anche ai meno abbienti, di vivere la propria parentesi balneare. Uno che nasce povero a Bologna o a Torino in estate non ha scampo: deve bruciarsi al caldo o emigrare in zone lontane. A Napoli, invece, può tranquillamente farsi tre mesi di bagni sulle spiagge di Posillipo o di Coroglio senza affittare la casa e spendere i soldi per il viaggio, l'entrata al lido, l'ombrellone e la sedia a sdraio. Il Comune non vieta ai cittadini l'accesso al mare. Nemmeno in quello più caro di Napoli, a Mergellina, dove i bagnanti si riversano d'estate nella tolleranza delle istituzioni che non ostacolano quello che per i perbenisti sarebbe un abuso punibile con le contravvenzioni. Ma chi da detto che il mare è un bene riservato solo per pochi ricconi privilegiati?

Dicono che il mare di Napoli sia uno dei più inquinati d'Italia, ma i napoletani che vanno in vacanza nella loro città smentiscono nella maniera più categorica questa opinione comune. Se veramente fosse così inquinato come dicono, i villeggianti partenopei sarebbero già morti da un pezzo e invece stanno meglio di molta gente che si fa tre mesi di ferie a Rimini o Cesenatico. Due sono le ipotesi: o il mare non è inquinato oppure, e in questo secondo caso si darebbe ragione alla teoria di Lamarck secondo cui gli esseri viventi si adattano all'ambiente che li circonda, i napoletani hanno sviluppato attraverso le generazioni un sistema immunitario tale da renderli resistenti agli agenti chimici ed organici. Insomma, per i napoletani il mare è qualcosa di più di una massa d'acqua dove immergersi: è una risorsa psicologica, economica e sociale che nessun governo, partito, società o individuo potrà mai privare.

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