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Italia E Vaticano, Un Rapporto Che Fonda Le Sue Origini Nei Perimi Anni Del 900. Capiamo Perchè!


13 aprile 2010 ore 13:13   di KevinPirola  
Categoria Altro  -  Letto da 379 persone  -  Visualizzazioni: 706

Il concordato fu fatto nel ‘29 da Benito Mussolini e dal cardinale Gasparri, con il quale si risolse la questione romana che era nata nel 1870 con la presa di Roma. Lo stato pontificio era stato annientato per debellatio.
Il trattato è quello che istituisce lo stato città del Vaticano, il concordato invece regola i rapporti tra stato e chiesa in materia religiosa, in Italia.Cos’è il concordato?
Vi è una disputa storica tra stato e chiesa.

Per lo stato e un atto statuale, la chiesa lo considera un privilegio che la chiesa stessa concede allo stato.
Il concordato è un accordo di diritto esterno. In base al 1 coma dell’art 7 della cost lo stato e la chiesa sono due entità indipendenti e sovrani. Il concordato è lo strumento per unire i due ordinamenti (stato, chiesa) che sono indipendenti, quindi il concordato è un atto di diritto pubblico esterno, in quanto non è ne un privilegio che la chiesa concede ne un atto di diritto pubblico. Il concordato è un atto di diritto internazionale in quanto lo stato e la chiesa essendo separati, un accordo che li unisce sarà un accordo di diritto internazionale.
Un accordo preso a Vienna nel 69 e reso esecutivo Legge 12 febbraio ’74 n°112, stabilisce che gli accordi internazionali sono presi tra stati, e anche tra soggetti diritto internazionale non statuali. (es fatto dalla convenzione: santa sede, organizzazioni internazionale e gli insorti).


Sempre dal I comma dell’articolo 7 della costituzione possiamo fare ulteriori riflessioni. La chiesa ha una rilevanza diretta nell’ordinamento italiano?
Sì, poiché vi sono delle norme di diritto canonico che lo stato da per presupposte nel proprio ordinamento. Es: per fare il matrimonio concordatario è necessario essere battezzati nella chiesa cattolica, è necessario il certificato di battesimo, questo però non è un atto statuale, ma necessario per il matrimonio concordatario. Come già detto il matrimonio concordatario produce anche gli effetti civili. Quindi ci sono normative statualistiche che presuppongono l’esistenza di atti canonistici, il certificato di battesimo per esempio rientra nei certificati che rilascia la chiesa.
C’è addirittura un articolo del c.c. che è espressioni di questa fattispecie (art 831 c.c.) che riguarda il regime degli edifici di culto cattolici.
Per diventare edificio di culto è necessaria la consacrazione da parte del vescovo anche se la chiesa e di un privato, quindi per avere una chiesa è necessario un atto canonistico dell’autorità ecclesiastica, lo stesso vale per la sconsacrazione. Gli edifici di culto possono essere di un privato, il quale può venderla, ma chi la compra è obbligato a mantenerne la destinazione d’uso, a meno che l’autorità ecclesiastica non tolga la consacrazione.
Sempre il 1° comma dell’art 7 ci pone un ulteriore problema: competenza delle competenze
In caso di conflitto tra stato e chiesa come si risolve il problema?
Es: divorzio. Nel 1970 lo stato italiano introdusse lo scioglimento del matrimonio, aveva tutto il diritto di farlo perchè la costituzione della repubblica non prevede l’indissolubilità del matrimonio (si era tentato di appellarsi all’art ’29 cost.) La chiesa diceva che non si poteva cambiare perchè è considerato un principio divino del codice canonico (ci sono anche i principi umani che si possono cambiare). La chiesa si oppose al divorzio, appellandosi all’art 20 cost. e poi si appellò al concordato dicendo che essendo stato costituzionalizzato il concordato. La chiesa sosteneva che il divorzio può essere fatto solo per chi si è sposato solo in comune e non quelli che si sono sposati in chiesa perchè riguardava la chiesa. Questa teoria era in contrasto con l’art 3 cost. principio di uguaglianza. La legge è stata approvata, e stato fatto un referendum e la corte costituzionale lo ha accettato ragionado sul principio di matrimonio i fieri e matrimonio on facto. Per la chiesa si può chiedere l’annullamento e mai lo scioglimento.
Questo fu il primo grande conflitto tra stato e chiesa.
Altro grande contrasto fu la legge sull’ aborto del 1978
Un’ulteriore legge che non causò conflitto fu la legge del 1982 sulla rettificazione degli dello stato civile sul mutamento di sesso. La chiesa non disse nulla contro lo stato.

Dopo molti anni nel 1984 Craxi e il card Casaroli diedero luogo alla revisione dei patti lateranensi, anche se più realisticamente è un nuovo concordato,reso esecutivo con legge 121/85
La formula in se si configura come una mera norma strumentale e non una norma materile (norma materiale = norma strumentale = è una norma che permette di fare altre norme)
Con l’entrata in vigore della costituzione la parte cattolica dell’Italia disse: come vedete abbiamo costituzionalizzato i patti lateranensi. Costituzionalizzare i patti lateranensi voleva dire equiparare le norme pattizzie con le norme costituzionali. Solo che alcune norme erano in contrasto tra loro:
es: art 5 concordato i sacerdoti che hanno un lavoro presso lo stato, e che avevano avuto gravi responsabilità perdevano il posto di lavoro. È capitato che un sacerdote che faceva il docente e lasciava la tonaca doveva perdere il posto di lavoro.

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