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La ' Bufala': Falsa, Ma Tutti Ci Credono. Storie, Numeri E Curiosità


27 settembre 2011 ore 16:20   di KungFuGirl  
Categoria Altro  -  Letto da 1168 persone  -  Visualizzazioni: 1751

Ci sono i coccodrilli nelle fogne di New York e la droga dietro le figurine degli album; ci sono "bufale" sotriche, antropologiche, politiche, informatiche, mediche... Una vera e propria giungla di storie che circolano con il passaparola, sia reale che web, fino a diventare anche molto diverse dal "modello originale" che, spesso, nasconde un fondo di verità.

La leggenda metropolitana del coccodrillo newyorkese, ad esempio, è parecchio datata: risale al febbraio del 1935, quando un gruppo di adolescenti stava spalando la neve caduta su un canale fognario e disse di aver trovato un coccodrillo, lungo circa due metri, che era rimasto incastrato nel ghiaccio. L'animale, una volta liberato, avrebbe anche morso uno dei soccorritori e così i ragazzi, per aiutare il compagno, avrebbero ucciso il grosso rettile a colpi di badile. Secondo un successivo rapporto, l'animale sarebbe scappato da una nave che proveniva dalle Everglades, in Florida, e si sarebbe rifugiato nelle fognature nel tentativo di sfuggire al freddo di New York. Col tempo questa prima versione dei fatti si è arricchita di particolari e modificata: l'alligatore (della Florida) è diventato un coccodrillo, talvolta anche albino, e lungo fino a sei metri... Forse già nel 1935 gli adolescenti volevano soltanto divertirsi, raccontando in giro una fandonia; comunque sia andata davvero, dalle cronache non risulta che in tutti questi anni qualcuno sia mai riemerso dalle fogne di New York portandosi appresso un coccodrillo.


La storia della droga dietro le figurine nasce invece dalla paura e dal senso di responsabilità che i genitori nutrono nei confronti dei bambini. In Italia sono stati registrati due casi di francobolli impregnati di acido ed allucinogeni: da qui, però, è scattato il timore della droga che si potesse assumere anche involontariamente, leccando un francobollo o persino staccando la pellicola protettiva di una figurina. Anche in questo caso esistono diverse versioni della leggenda metropolitana: secondo alcuni, ad esempio, la droga verrebbe poi assunta dal bambino quando questo si avvicina le mani alla bocca mentre secondo altri la contaminazione avverrebbe direttamente attraverso l'epidermide. Il desiderio di protezione verso i bambini ed il senso di inadeguatezza che gli adulti spesso avvertono nei confronti dei pericoli della società hanno trasformato un fatto di cronaca in una delle "bufale" più longeve.

Ci sono poi le panzane naturalistiche ed etologiche, come quella del suicidio di massa dei lemming o quella dei dobermann che impazziscono. I lemming sono dei simpatici roditori, una sorta di mix carino tra criceto e topo, che vivono nelle regioni artiche e che, secondo la leggenda, organizzerebbero un vero e proprio suicidio di massa quando la loro popolazione supera le poche risorse disponibili nel gelido nord: gli animaletti si andrebbero a gettare in gran numero nel mare o nei laghi, morendo affogati. Questa bufala è stata diffusa consapevolmente niente meno che dalla Disney. Nell'ormai lontano 1958, durante le riprese del documentario Disney "White Wilderness", la troupe spinse i lemming a saltar giù da una collina dentro il mare, così da poter filmare il loro presunto comportamento suicida. In realtà le cicliche esplosioni demografiche dei lemming spingono questi animaletti a migrare verso aree con minor densità di popolazione e maggior cibo a disposizione; durante queste migrazioni può capitare che un numero anche consistente di lemming muoia precipitando in fiumi o laghi, ma il loro non è un suicidio più di quanto non lo sia quello della gazzella che affoga attraversando un fiume della savana. Per quanto riguarda il presunto "documentario" della Disney, poi, venne girato ad Alberta, in Canada, che non è l'ambiente naturale dei lemming e che non ha sbocchi sul mare; gli animaletti - non più di qualche dozzina - furono messi su una specie di tapis roulant coperto di neve e filmati da diverse angolazioni così da poter, in fase di montaggio, creare l'illusione di una migrazione di massa. I roditori vennero poi trasportati su una collina sovrastante un fiume e spinti in acqua.

La ' Bufala': Falsa, Ma Tutti Ci Credono. Storie, Numeri E Curiosità Il lemming: pensa a sopravvivere, non a suicidarsi

Altra "bufala animalesca" quella del dobermann che impazzisce. A originare questa leggenda metropolitana hanno contribuito la conformazione della testa dell'animale, che gli standard di razza prevedono piccola e con assi cranio-facciali paralleli, ed il suo impiego come cane da difesa. In realtà il dobermann può diventare mordace e pericoloso, ma non più di qualsiasi altro cane che non venga adeguatamente addestrato dal proprietario. A sfatare il mito della scatola cranica troppo piccola, che comprime il cervello causando la pazzia, poi, basta la considerazione del fatto che qualsiasi animale che si trovasse con la massa cerebrale compressa non solo impazzirebbe, ma non riuscirebbe nemmeno a muoversi normalmente e avrebbe anche altri problemi fisici, come ad esempio difficoltà uditive o deficit visivi.

La ' Bufala': Falsa, Ma Tutti Ci Credono. Storie, Numeri E Curiosità Il dobermann: non è vero che impazzisce, ma occorre saperlo addestrare

Alcune "bufale" vengono studiate a tavolino, con il preciso scopo di far parlare di sè e raggiungere la notorietà e persino scardinare convinzioni e convenzioni. E' questo il caso, ad esempio, di quella che forse è stata la "panzana artistica" più celebre della Storia. Nell'estate del 1984, in occasione del centenario della nascita di Amedeo Modigliani, il Museo Progressivo di Arte Moderna di Livorno decide di allestire una mostra a lui dedicata; la cura dell'esposizione viene affidata alla conservatrice del Museo, Vera Durbè, e, per arricchire l'allestimento, inizialmente un po' scarno e snobbato dalla critica, si decide di dragare il Fosso Mediceo dove, si dice, nel 1909 Modigliani aveva gettato delle sue sculture. Passano alcuni giorni, la scavatrice seguita a lavorare, ma delle opere perdute dell'artista non vi è alcuna traccia. Quando l'intera operazione inizia ad assumere l'aspetto di un immenso quanto inutile spreco di denaro, ecco che l'ottavo giorno accade l'impensabile: una testa di granito viene recuperata dalla ruspa! Poche ore dopo, altre due teste, realizzate in blocchi di pietra serena, tornano alla luce.
Per Vera Durbè non ci sono dubbi: le tre teste sono opera di Modigliani! La città di Livorno viene di colpo presa d'assalto da cronisti, giornalisti, critici d'arte, turisti e curiosi. Il gotha della critica italiana, da Argan a Carli, passando per Ragghianti e Brandi, plaude all'impresa ed elogia le ritrovate opere perdute del grande Maestro, mentre Dario Durbè, il fratello di Vera e sovrintendente alla Galleria di Arte Moderna di Roma, pubblica a tempo di record un libro per documentare l'eccezionale scoperta. Tutto è ormai pronto per la presentazione del libro e la consacrazione delle "tre teste perdute" nella Storia dell'Arte mondiale quando un'agenzia ANSA scuote il mondo: Pierfrancesco Ferrucci, Michele Guarducci e Pietro Luridiana, tre studenti di Livorno, hanno rilasciato un'intervista al settimanale "Panorama" dicendo di essere gli autori di una delle teste e di averla realizzata "per scherzo", usando un banalissimo trapano elettrico. Come se la dichiarazione non fosse sufficiente, l'articolo di "Panorama" è corredato da fotografie che mostrano il terzetto mentre realizzava la statua e i tre amici, invitati in tv, ripetono dal vivo l'esperimento davanti ad oltre 10 milioni di telespettatori.
Bene, ma le altre due teste? Erano autentiche? Nemmeno per sogno! A realizzarle era stato Angelo Froglia, un lavoratore portuale e discreto artista, spinto da ben altre motivazioni che non la semplice presa in giro: “Non mi interessava fare una burla – ha infatti dichiarato ai giornalisti – e lo scherzo dei tre studenti è stata una variabile impazzita che mi ha intralciato non poco. Il mio intento era quello di evidenziare come, attraverso un processo di persuasione collettiva, attraverso la Rai, i giornali, le chiacchiere tra persone, si potevano condizionare le convinzioni della gente. Inoltre io sono un artista, mi muovo nei canali dell’arte, volevo suscitare un dibattito sui modi dell’arte e questo mi è riuscito in pieno. La mia è stata un’operazione concettuale, se volete in un certo senso è stata anche un’opera d’arte, come quella di Christo che impacchetta i monumenti, ma non avevo alcun intento polemico contro l’amministrazione, né contro la città, né contro i critici d’arte come singoli. Volevo semplicemente far sapere come nel mondo dell'arte l'effetto dei mass media e dei cosiddetti esperti possa portare a prendere grossissimi granchi”. E, in effetti, i "cosiddetti esperti" non hanno poi osato proferir parola, completamente sommersi dal ridicolo e dall'ilarità generale.

La ' Bufala': Falsa, Ma Tutti Ci Credono. Storie, Numeri E Curiosità Le sculture di Modigliani: vere o false?

Non possono mancare, poi, le "bufale informatiche". Una tra le più celebri è quella secondo cui, digitando in Word con il carattere Windings il codice di uno degli aerei dirottati l'11 settembre 2001, comparirebbe un messaggio premonitore di morte. Il codice dell'aereo è Q33 NY e ciò che vedete qui sotto è ciò che appare se scrivete questo codice con Windings.

La ' Bufala': Falsa, Ma Tutti Ci Credono. Storie, Numeri E Curiosità Aereo - due torri - morte - stella di David

Si tratta allora di un messaggio premonitore? Chiaramente no. Innanzi tutto, tra i voli utilizzati nel terribile attacco alle Torri Gemelle nessuno aveva il codice Q33 NY; in secondo luogo quelle che vengono interpretate come "due torri" sono in realtà due fogli scritti.
Ma perchè la gente crede alle "bufale"? Siamo davvero così stupidi? In realtà è facile giudicare col senno di poi, ma quando apprendiamo una notizia da una fonte che ci sembra attendibile - come ad esempio da un giornale o durante un tg - è facile credere che quella notizia sia vera e lo stesso succede se a passarci l'informazione è, via mail o a voce, un amico, qualcuno di cui ci fidiamo. In questi casi entra in gioco il principio di autorità: dal momento che l'informazione arriva da una fonte autorevole o comunque degna di fiducia, non mettiamo in opera il nostro spirito critico e... ci beviamo la panzana!
Tante "bufale", poi, fanno leva sui sentimenti (come nel caso della droga dietro le figurine, ma anche nei numerosi casi di appelli medici fasulli che circolano via mail) o su pregiudizi (è questo il caso delle mail del tipo "in un parcheggio di un centro commerciale due uomini stranieri ti invitano a provare un nuovo profumo, ma nella bottiglietta c'è del cloroformio", che fa leva sia sul timore, da parte delle donne, di subire un'aggressione, sia sul pregiudizio verso "lo straniero", "il diverso").

Ma difendersi dalle "bufale" è possibile? Certo. Normalmente basta fare un po' di attenzione e non prendere per oro colato tutto ciò che vediamo in tv o leggiamo in internet, occorre mantenersi vigili e conservare uno spirito critico, cercando conferme delle notizie (anche giornali e tv prendono sovente dei "granchi" clamorosi!) e non accontentandosi della prima risposta. Poi ci sono anche siti che possono rivelarsi estremamente utili, come Il Disinformatico di Paolo Attivissimo, che raccoglie - e smaschera - "bufale" di ogni natura e dimensione.

La ' Bufala': Falsa, Ma Tutti Ci Credono. Storie, Numeri E CuriositàUna autentica bufala

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Commenti

 
  • Tommaso
    #1 Tommaso

ha! ha! ha! L'"autentica bufala" finale è bellissima! E' l'unica vera in mezzo a tante panzane! XD

Inserito 27 settembre 2011 ore 17:15
 

Tommaso, grazie del commento. :-)

Inserito 29 settembre 2011 ore 15:59
 

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