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Lambrusco: Uno Dei Primi Vini Nel Nord Italia


21 dicembre 2010 ore 20:27   di Ailinn  
Categoria Altro  -  Letto da 457 persone  -  Visualizzazioni: 764

Gli storici greci e latini cominciarono a parlare della possibilità di conservare il vino, nelle botti di legno (specialmente di legno di rovere). Prima di allora, vi era l'uso di consumarlo entro breve tempo dalla sua fermentazione.
Questi recipienti avevano numerosi aspetti vantaggiosi: innanzitutto erano più capienti delle anfore, facili da trasportare, e non ultimo si presentavano utilissimi per conservare questo prezioso nettare, anche in regioni dove erano frequenti le variazioni di temperatura.

Fra i primi storici a raccontarci di questo utilizzo fu Plinio il Vecchio, il quale riscontrò la praticità di conservazione specialmente nelle regioni alpine italiane (allora conosciute genericamente con il nome di Gallia Cisalpina).
Qui si conservava il vino nelle botti di rovere rinforzati con cerchiature che lo preservavano anche in pieno inverno, accendendovi attorno dei fuochi.


Le popolazioni che per prime utilizzavano questi sistemi di conservazione, furono quelle dei Celti Insubri, stanziati grosso modo nell'odierna Lombardia - allora conosciuta col nome di Insubria.
Nei vocaboli delle lingue lombarde e piemontesi, permangono tutt'ora termini che si rifanno alla lingua Insubre, legati alla pratica vinicola.
Bunda che rappresenta il foro della botte e il tappo che la chiude
Brenta, il recipiente da trasporto
Brich, che significa sommità

Lambrusco: Uno Dei Primi Vini Nel Nord Italia

Stabone, nel 3° secolo d.C. si parla dell'esistenza di botti "più alte delle case", e di una copiosa e intensa pratica vinicola.
Il sistema di raccolta e vinificazione più antico conosciuto ci è dato dall'"arbustum gallicum": questo vitigno si appoggiava al suo tutore "vivo" che mutava a seconda della morfologia del terreno.
L'uva veniva pigiata con i piedi (tecnica nota ai nostri nonni), in un grande tino di legno, e il mosto ottenuto veniva successivamente travasato in grossi botti per la fermentazione, solitamente di rovere o castagno.

La particolare varietà di vino che ne scaturiva era nota col nome di Lambrusco (dal nome della tribù degli Insubri Lambriani).
Il vino così ottenuto veniva successivamente lasciato invecchiare in altre botti e, in ultima fase, travasati in barilotti chiamati "duja".

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