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Le Indagini Penali Del Processo Accusatorio Tra Codice E Logica


29 novembre 2011 ore 14:12   di Markhornet  
Categoria Altro  -  Letto da 489 persone  -  Visualizzazioni: 971

Il nostro codice di procedura penale, anche se varato nel 1988 e poi modificato in corso d'opera, risente di un sostrato logico-filosofico-politico antiquato, di una cultura inquisitoria, di un senso di "protezione dello status quo". Con questa locuzione, "cultura inquisitoria", sottolineo la base filosofica che sottende la realtà e la conseguente inadeguatezza delle indagini consentite a chi investiga sui vari delitti (reati e contravvenzioni che siano). Tutto il castello di indizi, prove, tracce investigative etc. portano, secondo la struttura codicistica, a far ritenere che i nostri Pubblici Ministeri e le forze di Polizia Giudiziaria al loro servizio siano dei moderni Sherlock Holmes che seguano gli insegnamenti di quanto il celebre investigatore, partorito dalla mente creativa di Sir Arthur Conan Doyle, ha esposto in un celebre romanzo che lo vede protagonista: "Il Segno dei Quattro". Al capitolo intitolato " La scienza della deduzione" Holmes afferma: "No, no;Non tiro mai ad indovinare. E' una abitudine deplorevole, deleteria per la logica". Purtroppo, sia Holmes che le nostre Procure la maggior parte delle volte "tirano ad indovinare" e le sentenze dei Giudici ci mettono la firma finale.

Questo atteggiamento logico è stato descritto dal filosofo americano C.S Peirce, il quale ha descritto il reale atteggiamento mentale degli investigatori (talvolta anche degli scienziati) come "abduzione". Peirce si rifà ad Aristotele, "Analitici primi". Per non farla troppo lunga, per Peirce l'abduzione è la modalità fondamentale con la quale lavora la mente...sopratutto quando si tratta di lavoro investigativo ! Insomma, per Peirce l'abduzione è la "logica dell'indovinare". La nostra scienza logica conosce tre metodi : l'induzione, la deduzione e l'abduzione. I primi due sono "teoria", qualcosa di astratto, una ricerca di perfezione e rigore nel caos del mondo; l'ultima è la triste realtà di come si atteggia la nostra mente.


Mi permetto di farvi degli esempi:
1) La deduzione funzione così:
Regola "Tutte le ferite gravi da arma da taglio producono una emorragia";
Caso concreto da indagare "Questa era una grave ferita da arma da taglio";
Risultato "C'è stata sicuramente un'emorragia" !
2) L'induzione funzione così:
Si parte dal Caso concreto da indagare "Questa era una grave ferita da arma da taglio";
Si passa direttamente al Risultato: "C'è stata sicuramente un'emorragia"
Se ne inferisce pertanto una Regola: "Tutte le ferite gravi da arma da taglio producono una emorragia" !
3) veniamo finalmente alla realtà, all'ABDUZIONE:
si parte dalla Regola: "Tutte le ferite gravi da arma da taglio producono una emorragia";
si passa al Risultato: "C'è stata sicuramente un'emorragia";
per arrivare al Caso concreto: "Questa era una grave ferita da arma da taglio" !
Avete notato qualcosa pensando ai casi criminali che vi raccontano nei telegionali e sui giornali ?

Se guardate bene la logica deduttiva vedrete che la stessa è quella posta alla base del nostro codice di procedura penale, la quale si scontra con la logica induttiva (il cosiddetto "metodo scientifico") che è quello applicato nella fase delle indagini dalla Polizia scientifica, ad esempio. Il tutto crea confusione nelle indagini e una "verità giudiziaria" sempre più distante dalla "verità dei fatti", quella che dovrebbe portare a una condanna o ad una assoluzione "al di là di ogni ragionevole dubbio". Insomma, tramite l'induzione si generalizza a partire da una serie di casi per arrivare ad una regola; mentre il ragionamento deduttivo trae origine da una data regola per arrivare ad un risultato, ma non fornisce informazioni aggiuntive. Il paradosso logico, nel campo penale, è che le indagini induttive vengono elaborate tramite il dibattimento e le motivazioni di una sentenza dei giudici con metodo deduttivo. Per non parlare del fatto che il Codice ( che regola come devono essere assunte le prove , gli indizi etc.) lo fa pensando già al ragionamento deduttivo che userà il Giudice nella motivazione della sentenza. E l'abduzione ? Il ragionamento abduttivo, al contrario, non giunge ad una regola o ad un risultato: giunge bensì ad un "caso" e sono i "casi concreti" che interessano la logica investigativa !

Tutto il processo accusatorio americano, basato sul procedimento per giuria, è abduttivo. Questo non significa certo che in quel sistema giudiziario non si possa pervenire ad errori giudiziari: ma statisticamente in Italia siamo i campioni del mondo in errori giudiziari. Per fortuna che non c'è più la pena di morte ! Ecco perchè il sistema americano è basato sulla "casistica": ogni giudice, essenzialmente un arbitro che garantisce l'esatto svoglimento del processo secondo le regole, quando emette sentenza non perde tempo a "motivare" (obbligo da noi addirittura costituzionalmente sancito) la decisione della Giuria, il famoso "verdetto". Il Giudice americano ne prende atto e basta, specificando la pena e assegnando sanzioni ed altre disposizioni. Tutto il processo penale americano si basa su quel caso; tutte le ricerche probatorie, regolate dalle norme procedurali, sono per quel caso e basta; la decisione finale riguarderà quel caso e potrà essere per casi simili e analoghi "un precedente giurisprudenziale" avente valore di legge, se tutte le condizioni del nuovo caso rientrano in quello precedente. Insomma, noi abbiamo un codice di procedura penale che ha introdotto nel nostro ordinamento il processo accusatorio, senza che lo stesso possa realmente operare.

Un processo accusatorio dove
1) manca il "jury trial", manca la giuria di tuoi "pari" che emette il verdetto (i giurati popolari delle Corti d'Assise non hanno nulla a che vedere con le giurie americane: esistono per "elevare ad una cultura giuridica le masse ignoranti" e sono nate in un mondo dove non c'era la televisione, internet etc. ed in Italia vigeva la Monarchia e c'era il "delitto di lesa maestà" );
2) l'accusa è composta da magistrati che l'indomani te li puoi trovare come giudici d'appello, in quanto le nostre Procure non sono uffici pubblici autonomi dalla Magistratura e non rispondono, come in America, del loro operato ai contribuenti (il processo ad Andreotti in America non iniziava nemmeno, altrimenti i contribuenti americani avrebbero chisteo le dimissioni del Procuratore Distrettuale).
3) il Giudice non è un arbitro della legalità procedurale ma è quello che alla fine emette un dispositivo che poi motiverà novanta giorni dopo, sessanta giorni dopo etc., argomentando sul ragionamento induttivo delle indagini spiegandolo però deduttivamente, senza mai sfiorare la realtà dei fatti, ma solo costruendo una "verità giudiziaria" assolutamente irraggiungibile dalla verità dei fatti e staccata anni luce dalla stessa;
4) la parità tra accusa e difesa è una illusione, priva di reale equilibrio;
5) le sentenze, che non portano al caso concreto, non potranno mai essere "precedenti di legge"
e così via (l'elenco sarebbe enorme), ebbene tale processo è il più delle volte una parodia della Giustizia, una mostruosità giudiziaria che libera assassini e condanna innocenti, buona solo per l' audience di discutibili trasmissioni televisive.

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