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Lettera Di Un Figlio


25 giugno 2017 ore 10:18   di edueprogresso_freethinker  
Categoria Altro  -  Letto da 137 persone  -  Visualizzazioni: 152

Caro babbo,
non prendere quello che sto per dirti come un insulto alla tua persona, prendi queste mie semplici parole come un messaggio, uno sfogo personale al fine di placare un cuore deluso e tormentato dal dispiacere.
Sin da bambino ti consideravo un pilastro importante della mia vita, ti consideravo l elemento di forza che avrebbe accompagnato il mio viaggio e che mi avrebbe aiutato nelle mille difficoltà che avrei incontrato lungo il mio percorso.
Vedevo la tua maestosità dal mio corpo fragile, vedevo quella mano, sinonimo di protezione ,che mi aiutava a rialzarmi quando cadevo, gioia nel cuore, consapevolezza che ci saresti sempre stato per me.
Mi sbagliavo.

Ogni giorno che passava era un giorno bello per me, sapendo che tu eri sempre al mio fianco e mi aiutavi a crescere.
Eri la figura dell eroe per me, eri colui che avrebbe dato forza alle mie giornate.
Il tutto svanì col passare del tempo.
Ero ancora piccolo


e indifeso, non ero in grado di badare solo a me stesso, il tuo cuore divise il suo amore tra me e un angelo nero.
Ero sereno, in un primo momento provavo gelosia, poi rabbia, infine accettazione.
Era bello vederti felice, nonostante la rottura eri una persona allegra, passavi le giornate in mia compagnia.
Non so dire bene cosa sia successo dopo, paura di sbagliare, non capivo i miei errori.
La tua presenza divenne meno stabile, poche notti dormivo con te, e nonostante tutto, quando la notte mi svegliavo tu non eri più al mio fianco, uscivi per fatti tuoi, mi lasciavi solo.
Accettai tutto, accettai quella convivenza tanto difficile, non pensare che un semplice regalo placasse il mio dispiacere da bambino.

Evito di dirti quello che pensavo, lo facevo apposta, con te non si poteva ragionare più di tanto, ma alla fine eri fatto così, andava bene lo stesso.
Mi allontanai fisicamente, cambiai casa, tu ti allontanasti spiritualmente da me invece, ne soffrivo.
Venivi a farmi visita quando avevi tempo, venivi da me e mi portavi in una sala di balocchi, mi portavi al cinema, ristoranti, cercavi di competere contro te stesso.
Nella mia ingenuità ero contento, fa niente la distanza, l importante era stare con te, anche se per poche ore.
Piccolo mezzo di trasporto, due persone a bordo, solo io e te, vagavamo insieme per il paese raccontando le nostre giornate.
Crollo morale, non ti sentivo più vicino, le nostre ore settimanali le dividevi con lei, ero costretto a sopportare la sua presenza, ero costretto a dividerti nuovamente.
Non accettavi parole contro di lei, ormai era diventata più importante di me.
Lunghe discussioni e litigate ci siamo fatte insieme, ricordi i momenti tristi e belli che abbiamo passato insieme?
Ricordi le lunghe scampagnate in bicicletta? Ricordi le lunghe partite a scacchi che ci facevamo insieme?
Grazie a te vinsi molti tornei di scacchi, divenni una piccola promessa e i miei primi titoli furono dedicati a te.
Tu tutto questo forse non lo ricordi, ormai vedermi era diventato semplicemente un dovere e non più un piacere.
Crescevo, ero vittima di bullismo alle medie, non mi sentivo bene con me stesso, erano parole al vento con te, lentamente ti stavi sgretolando come colonna portante della mia vita.
Iniziai le superiori, l anno della mia bocciatura, ti cadde la maschera, ti vidi arrivare distratto, ti vidi arrivare strano...ubriaco... realizzai in quel momento la tua debolezza.
Cambiai scuola, iniziai ad essere uno studente come pochi, grandi voti, esprimevi gioia per me, ma era una gioia passeggera, non provavi sentimenti forti.

Dove era finita quella figura di sostegno e supporto? lentamente stavi sparendo.
Anni di rottura, anno in cui nacque lui, piccolo e innocente, un piccolo essere che ancora oggi chiamo fratello, vedevo come allungavi quelle braccia forti e protettive verso di lui, provavo gioia, provavo gelosia, ormai io non ero più niente.
Iniziai la mia piccola carriera da karateka, iniziai a collezionare titoli, prima gara, arrivasti con la tua nuova famiglia, un saluto veloce, una piccola permanenza, te ne andasti senza neppure vedermi gareggiare e senza neppure interessarti alla classifica finale.
Arrivai secondo quel giorno, secondo su oltre 100 atleti, ero fiero di me stesso, mia madre fu orgogliosa di me, un posto vuoto al suo fianco.
Intrapresi altre gare, arrivai primo a tutte, tifo materno dagli spalti, al suo fianco, un posto vuoto.
Eri troppo impegnato per vedere tuo figlio coronare il suo sogno da atleta, ti capivo.
Un pomeriggio come tanti, eri sotto casa mia, uscii felice di vederti, il tuo volto era diverso, salì in macchina, non mi salutasti neppure, una parola netta tagliente come lame pervase il mio corpo, mi chiedesti di fare una scelta, senza rendermene conto per te ero diventato solo uno strumento economico, niente di più niente di meno.
Indifferenza nel tuo volto, ricordo ancora le tue ultime parole , - continua la tua vita al massimo- , scesi da quel mezzo, non ti rividi più.
Perché sei andato via? La tua decisione da chi fu influenzata?
Tornai a casa di corsa, ormai la tua figura svanì nel nulla, la colonna portante che eri si sgretolò definitivamente, era finita.
Tu non sai niente sulla sofferenza che mi hai causato, tu non sai quello che mi hai fatto passare.
Se ora sono qua a scriverti questo è grazie a quelle persone che sono state sempre al mio fianco.
Sai che adesso ho una bellissima ragazza al mio fianco papà?
Sai che a breve mi diplomerò e successivamente andrò all'università?
No che non lo sai, ormai sono nebbia e ostacolo dinanzi ai tuoi occhi.
Non provo odio nei tuoi confronti, grazie a te ho imparato ad essere una persona forte, una persona che non ha bisogno di un amore irreale, ora sono diverso.
Grazie a te sarò un padre migliore, non ripeterò i tuoi errori.
Sono fiero di me stesso, della mia vita, di mia madre, della mia ragazza, di tutto.
E cosa più bella è che tutto questo lo sto realizzando senza il tuo aiuto e senza la tua presenza.
Con gioia e fierezza cammino a testa alta, e come ultimo addio ti dico quello che mi dicesti tempo fa
Continua la tua vita al massimo,
cari saluti,

il sangue del tuo sangue.

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