Il Web è pieno di giornali, riviste e giornalisti.
Noi di Paid To Write siamo convinti che TU possa fare meglio di loro.
partecipa al nostro progetto

Lo Spumante Italiano, Best Seller Mondiale


21 novembre 2010 ore 12:48   di kekere  
Categoria Altro  -  Letto da 652 persone  -  Visualizzazioni: 1116

Molti si sono già fatta un'idea sul vino italiano che spumeggia, lo spumante italiano: la Gran Bretagna, il principale importatore, con 83 milioni di bottilgie, la Germania, ordina 44 milioni di bottiglie seguita dagli Stati Uniti con 33 milioni; perfino la remota Nuova Zelanda ha sborsato milioni di euro per mettere a tavola lo spumante e l'Islanda ne ha chiesto 2000 casse.

Uno degli aspetti più rimarchevoli dello spumante è di essere uscito dalle sue tradizionali zone di produzione, nel nord del paese: un centinaio di spumanti vengono oggi dall'italia centrale e meridionale, oltre che dalla Sicilia e dalla Sardegna.


In tutto le circa 1500 ditte vinicole italiane produttrici di spumante hanno sfornato milioni e milioni di bottiglie con un fatturato annuo di miliardi, considerando che gli stranieri sono più amanti dei dolci moscati del Piemonte, mentre il consumo interno è più orientato sui secchi Pinot e Chardonnay: non c'è male per un'industria fondata sulle bollicine.

Lo Spumante Italiano, Best Seller Mondiale

I più seri produttori di spumante si attengono a regole severe che riguardano la resa massima per ettaro di vigneto, le varietà d'uva permesse e la loro fase di maturazione, le tecniche di potatura, i prescritti limiti riguardanti il trattamento antiparassitario e la concimazione.
In una ditta vinicola dopo l'altra, dal montuoso Trentino al collinoso Oltrepò a sud di Milano, e ancora a ponente fino a Canelli in quel di Asti fervono i grandi preparativi per creare lo spumante.
Innanzitutto, si approntano e puliscono i machinari per la vinificazione.
All'inizio dell'autunno, quando l'uva è giudicata matura, i vendemiatori si sparpagliano nei vigneti per riempire le loro ceste, poi vuotate in giganteschi presse orizontali.
Il mosto viene quindi filtrato per eliminare ogni residuo solido.
E' a questo punto che enologi in camice bianco iniziano la loro meticolosa opera.
Se il vino si rivelerà di gradazione particolarmente bassa, verrà rinforzato con le riserve di vino base degli anni scorsi, nelle occasioni eccezionali in cui il vino venga considerato già di per sè eccellente, non verrà tagliato con altri vini.
Questi rari purosangue di vini vengono chiamati Spumanti millesimali.
Dopo circa sette mesi, in primavera, comincia il processo che distinguerà lo spumante da ogni altro vino: una seconda fermentazione

Lo Spumante Italiano, Best Seller Mondiale.
Quando questa avviene in un grande tino di acciaio chiuso, si chiama metodo Charmat.
Circa il 90% dello spumante viene prodotto con questo sistema ed imbottigliato più tardi sotto pressione.
Il rimanente 10% viene fatto fermentare in bottiglia, secondo una laboriosa pratica manuale ( seguendo l'esempio del suo cugino francese lo champagne ) che si chiama metodo classico ( champenoise ).
La seconda fermentazione non avviene da sola; dobbiamo aiutarla per tutto il tempo.
Così al vino base si aggiungono lieviti speciali per produrre l'acido carbonico che conferisce al prodotto la tipica effervescenza, che per legge deve arrivare almeno a tre atmosfere.
I produttori che adottano il metodo classico devono seguire una lunga procedura, perchè la mistura di vino, zucchero e lieviti deve essere aggiunta in ogni bottiglia singolarmente.
Dopo questo trattamento, le bottiglie vengono poi lasciate a riposare per almeno nove mesi al buio, nel freddo delle cantine dove avviene una rifermentazione.

Lo Spumante Italiano, Best Seller Mondiale, le bottiglie vengono trasferite sulle tradizionali rastrelliere di legno inclinate a leggio, pupitres come vengono chiamate in Francia.
Ogni spumante deve essere bevuto alla temperatura richiesta sull'etichetta, normalmente dai sei agli otto gradi, non bisogna mai servirlo con cubetti di ghiaccio, e mai cercare di eliminare le bollicine con un asticella da cocktail.
Il tappo deve essere fatto uscire dolcemente per gradi non con l'apertura esplosiva.
Il Flute, un bicchiere a calice stretto, è indicato per i grandi secchi, mentre le antiche coppe basse sono indicate solo per gli spumanti dolci e fruttati.
A proposito, anche a Parigi, accanto allo champagne figurerà d'ora in poi sul sacro menù del nightclub Lidò, una delle istituzioni della capitale francese, uno spumante italiano, l'unico vino frizzante straniero a cui sia stato concesso questo onore.
Anche Parigi, come il resto del mondo, ha scoperto che non tutto ciò che spumeggia è francese.

Quando lo zucchero interamente consumato ed i lieviti sono ridotti ad uno spento sedimento di residui squamosi

Molti si sono già fatta un'idea sul vino italiano che spumeggia, lo spumante italiano: la Gran Bretagna, il principale importatore, con 83 milioni di bottilgie, la Germania, ordina 44 milioni di bottiglie seguita dagli Stati Uniti con 33 milioni; perfino la remota Nuova Zelanda ha sborsato milioni di euro per mettere a tavola lo spumante e l'Islanda ne ha chiesto 2000 casse.

Uno degli aspetti più rimarchevoli dello spumante è di essere uscito dalle sue tradizionali zone di produzione, nel nord del paese: un centinaio di spumanti vengono oggi dall'italia centrale e meridionale, oltre che dalla Sicilia e dalla Sardegna.

In tutto le circa 1500 ditte vinicole italiane produttrici di spumante hanno sfornato milioni e milioni di bottiglie con un fatturato annuo di miliardi, considerando che gli stranieri sono più amanti dei dolci moscati del Piemonte, mentre il consumo interno è più orientato sui secchi Pinot e Chardonnay: non c'è male per un'industria fondata sulle bollicine.

I più seri produttori di spumante si attengono a regole severe che riguardano la resa massima per ettaro di vigneto, le varietà d'uva permesse e la loro fase di maturazione, le tecniche di potatura, i prescritti limiti riguardanti il trattamento antiparassitario e la concimazione.
In una ditta vinicola dopo l'altra, dal montuoso Trentino al collinoso Oltrepò a sud di Milano, e ancora a ponente fino a Canelli in quel di Asti fervono i grandi preparativi per creare lo spumante.
Innanzitutto, si approntano e puliscono i machinari per la vinificazione.
All'inizio dell'autunno, quando l'uva è giudicata matura, i vendemiatori si sparpagliano nei vigneti per riempire le loro ceste, poi vuotate in giganteschi presse orizontali.
Il mosto viene quindi filtrato per eliminare ogni residuo solido.
E' a questo punto che enologi in camice bianco iniziano la loro meticolosa opera.
Se il vino si rivelerà di gradazione particolarmente bassa, verrà rinforzato con le riserve di vino base degli anni scorsi, nelle occasioni eccezionali in cui il vino venga considerato già di per sè eccellente, non verrà tagliato con altri vini.
Questi rari purosangue di vini vengono chiamati Spumanti millesimali.
Dopo circa sette mesi, in primavera, comincia il processo che distinguerà lo spumante da ogni altro vino: una seconda fermentazione.
Quando questa avviene in un grande tino di acciaio chiuso, si chiama metodo Charmat.
Circa il 90% dello spumante viene prodotto con questo sistema ed imbottigliato più tardi sotto pressione.
Il rimanente 10% viene fatto fermentare in bottiglia, secondo una laboriosa pratica manuale ( seguendo l'esempio del suo cugino francese lo champagne ) che si chiama metodo classico ( champenoise ).
La seconda fermentazione non avviene da sola; dobbiamo aiutarla per tutto il tempo.
Così al vino base si aggiungono lieviti speciali per produrre l'acido carbonico che conferisce al prodotto la tipica effervescenza, che per legge deve arrivare almeno a tre atmosfere.
I produttori che adottano il metodo classico devono seguire una lunga procedura, perchè la mistura di vino, zucchero e lieviti deve essere aggiunta in ogni bottiglia singolarmente.
Dopo questo trattamento, le bottiglie vengono poi lasciate a riposare per almeno nove mesi al buio, nel freddo delle cantine dove avviene una rifermentazione.
Quando lo zucchero interamente consumato ed i lieviti sono ridotti ad uno spento sedimento di residui squamosi, le bottiglie vengono trasferite sulle tradizionali rastrelliere di legno inclinate a leggio, pupitres come vengono chiamate in Francia.
Ogni spumante deve essere bevuto alla temperatura richiesta sull'etichetta, normalmente dai sei agli otto gradi, non bisogna mai servirlo con cubetti di ghiaccio, e mai cercare di eliminare le bollicine con un asticella da cocktail.
Il tappo deve essere fatto uscire dolcemente per gradi non con l'apertura esplosiva.
Il Flute, un bicchiere a calice stretto, è indicato per i grandi secchi, mentre le antiche coppe basse sono indicate solo per gli spumanti dolci e fruttati.
A proposito, anche a Parigi, accanto allo champagne figurerà d'ora in poi sul sacro menù del nightclub Lidò, una delle istituzioni della capitale francese, uno spumante italiano, l'unico vino frizzante straniero a cui sia stato concesso questo onore.
Anche Parigi, come il resto del mondo, ha scoperto che non tutto ciò che spumeggia è francese.

Lo Spumante Italiano, Best Seller Mondiale

Articolo scritto da kekere - Vota questo autore su Facebook:
kekere, autore dell'articolo Lo Spumante Italiano, Best Seller Mondiale
Fai conoscere ad altre persone questo articolo: condividi o promuovi questa notizia su Facebook e su tanti altri canali:
Condividi Questo Articolo!

 

Inserisci un Commento:

( ti consigliamo di effettuare il login per commentare più efficacemente )
Codice di Verifica:

ricarica il captcha

Per ragioni di sicurezza verrà registrato anche l'indirizzo IP del tuo computer

Seguici Su...


 
 
 
 
Diventa anche tu parte di
Paid To Write Clicca qui!
segui paid to write su facebook

Articoli Più Letti

Altro
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Articoli Più Votati

Altro
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Paid To Write - Il Giornalista Sei Tu

Tutti i contenuti pubblicati su Paid To Write sono soggetti alla licenza Creative Commons.
Licenza Creative Commons
È permesso riportare i nostri articoli ma solo se accompagnati da un backlink dofollow (senza cioè il tag nofollow) verso il nostro contenuto originale.
Paid To Write
Il Giornalista Sei Tu
© 2012 PI 00877530147
Paid To Write Network
Contattaci
Privacy
Disclaimer e Redazione