Midori Naka E Il Vento Di Hiroshima
il 6 Agosto del 1945 il cielo di Hiroshima si squarciò. Lingue di fuoco divorarono la terra e tutto ciò che era sopra di essa.Ogni cosa volò via, per ricadere trasformata su di un suolo non più riconoscibile.Un lampo multicolore di 300.000 gradi volatilizzò in un istante 30.000 persone,altre 50.000 sarebbero morte dopo, falciate dal Pika-don "Pika" lampo "don" tuono) un onda la cui velocità era di 8oo kilometri l'ora; persino il granito della terra si fuse , l'uomo fattosi Dio Creò l'apocalisse e uccise per sempre la propria innocenza.
Midori Naka era la più bella e famosa attrice di tutto il Giappone. Le sue dita straordinarie si muovevano come rondini nel cielo, la sua voce incantava le platee, il viso faceva perdutamente innamorare. La compagnia in cui recitava si chiamava "Sakura Tai" che significa "Fiori di ciliegio". Rappresentavano in quei giorni " La signora delle camelie" ed erano ad Hiroshima fin da Giugno.
L'albergo dove la compagnia alloggiava era a 700 metri dal punto dell'esplosione. 13 dei diciassette attori della compagnia morirono all'istante. Midori a stento si salvò emergendo dalle macerie e correndo nuda verso il vicino fiume in cui si gettò per lenire le tremende bruciature che le opprimevano il corpo. Alcuni soldati la salvarono dal fiume ed immediatamente, grazie alla sua fama Midori ottenne uno dei rarissimi posti di un treno-ospedale e venne trasportata a Tokio per essere messa alle cure del dottor Tsuzuki nella clinica dell'università della capitale.
La bellezza leggendaria di Midori era già sparita, l'indomani iniziò a perdere i capelli, il numero dei globuli bianchi da un numero normale di 8000 scese a 300-400, la temperatura si alzo a 41° e non si abbassò più. Il 24 Agosto Midori Morì, sulle sue tempie rimanevano pochi capelli che caddero mentre veniva staccata dal lettino. Nella tragedia personale di questa attrice è la tragedia non solo di un popolo ma del genere umano per intero. L'uomo è Angelo e Demonio sa lasciarci opere meravigliose come la cappella Sistina, la divina commedia, scopre il volo e la penicellina...ma sa inventare anche il vento della morte che distrugge ogni cosa, tremenda faccia di una stessa medaglia, folle dicotomia del suo pensiero.
