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Non Sarebbe Più Democratico Estrarre A Sorte I Nostri Deputati?


20 novembre 2010 ore 17:39   di astamass  
Categoria Altro  -  Letto da 482 persone  -  Visualizzazioni: 865

E’ successo l’altro giorno alla camera dei deputati, che è il posto dove si decidono le cose di questa nostra società. Dove siedono con responsabilità di governo personalità di spicco come Mara Carfagna, dove i deputati vengono scelti direttamente dalle segreterie di partito quando va bene;

siccome le cose vanno generalmente male i nostri deputati vengono scelti da gruppi ristretti delle segreterie oppure dal solo segretario, oppure da qualcuno che sta fuori dalle direzioni dei partiti e si limita a tirarne le fila rimanendone al di fuori.


Insomma, i componenti della massima assise democratica del Paese scelti secondo criteri... che non sappiamo. Non sarebbe più democratico estrarli a sorte? E vale per tutti, da destra a sinistra. Non tiriamola per le lunghe.

Altra premessa, dopo quella pallosa di cui sopra, è che esiste un Intergruppo parlamentare composto di 320 deputati e che si occupa dei temi connessi alla famiglia.

Si chiama “Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà”.

I temi sono anch’essi connessi ad espressioni del tipo: “la famiglia baluardo della società”, “... a difesa delle nostre tradizioni”, “... a tutela dei figli”, “... per una società più giusta e più umana”, e via dicendo sino all’infinito.

A sentire lorsignori, gli Onorevoli, trattasi di una cosa tanto seria e sacra, appunto la famiglia, da doversi trattare al di sopra ed al di fuori degli interessi politici dei gruppi parlamentari e dei partiti.

Fanno parte dell’Intergruppo personaggi con nomi importanti. Ne cito qualcuno: Maurizio Lupi, Enrico Letta , Angelino Alfano, Luigi Casero, Perluigi Bersani, Luca Volontè, Ermete Realacci, Maria Grazia Sestini, Gianni Alemanno, Maurizio Sacconi, Tiziano Treu, Vannino Chiti, Maurizio Gasparri.

Tanti altri. Non so se mi spiego, da destra a sinistra, il massimo della politica italiana.

Molte le iniziative, diciamo così, di studio e di analisi dell’Intergruppo e con tante associazioni importanti italiane ed internazionali.

Il fatto: il 19 del mese di novembre, appena due giorni fa, il nostro Intergruppo organizza un convegno sul tema dell’aiuto concreto alle famiglie italiane. L’incontro si svolge a porte chiuse. La cosa è tanto importante e... riservata da svolgersi a porte chiuse.

La relazione introduttiva viene svolta dal cardinale Angelo Bagnasco, il presidente della CEI, conferenza episcopale italiana. Il tema, manco a dirlo: “La famiglia e il lavoro al tempo della solidarietà”.

Tutte le famiglie interessate sono allertate: pensano che questi fanno sul serio. Bimbi, giovanissimi, anziani senza reddito e con basso reddito, genitori a carico, pensionati, etc.etc., aprono i loro cuori alla speranza. Finalmente!

Le dichiarazioni di alcuni dei nostri parlamentari che fanno parte dell’Intergruppo(ripetiamo 320): Maurizio Lupi: “Obiettivo, la riforma fiscale”. Maurizio Gasparri: : “I valori non hanno scadenza”. Vannino Chiti: “Una priorità da coniugare al futuro”. Enrico Letta: “Più figli e più lavoro per le madri”. (Vedi l’”Avvenire” del 18 c.m.).

“Ammazza!!!”, penso io.

Senza volere mancare di rispetto al papa – che, anzi, amo - ho voluto immaginare Benedetto XVI che si sfregava le sue sante mani soddisfatto passeggiando per i giardini del Vaticano. Il cardinal Bagnasco, in giro per Roma ed ebbro di felicità, benediva tutti i romani che incontrava, anche quelli che non gradivano.

Il 20 del mese di novembre, cioè il giorno dopo, alla camera dei deputati si votano due emendamenti alla finanziaria presentati non importa da chi. Il 20 è il giorno dopo il convegno con Bagnasco.

Perciò non una settimana dopo, un mese, sei mesi, un anno, un secolo dopo. No, il giorno dopo.

Quegli emendamenti prevedono aiuti concreti alle famiglie, fra cui l’elevamento del reddito minimo oltre il quale un familiare a carico non può percepire gli assegni familiari ed altri importanti provvedimenti di detrazione fiscale per le famiglie.

Per inciso il reddito minimo fissato sino ad oggi ed oltre al quale non si ha diritto a percepire gli assegni familiari per chi, nella stessa famiglia, non lavora è fissato a 2841 euro annui.

Se si percepisce una lira di più di reddito, niente assegni.

Si proponeva, con gli emendamenti, di elevarlo sino a 8000 euro, che rappresenta – fra l’altro – l’attuale quota esente da tassazione.

Cioè un piccolo ma significativo passo avanti. Un passaggio da tante, tantissime condizioni di miseria di milioni di famiglie ad una miseria – come dire? – più sostenibile. Un alleviamento delle pene e delle difficoltà per chi manda i figli a scuola, chi fa la spesa tutti i giorni e via dicendo, chi deve vivere e sopravvivere. Quelli che... comprano al mercatino dell’usato!

Risultato: la camera vota e boccia i due provvedimenti.

Ma i 320 deputati che fanno parte dell’Intergruppo, presenti alla votazione, come hanno votato? Perchè molti di loro hanno, allora, votato contro?

A votare contro gli emandamenti sono stati i deputati di maggioranza, quelli di Berlusconi, per capirci. E quelli della maggioranza che fanno parte dell’Intergruppo come hanno votato?

Hanno votato contro così come hanno votato contro i finiani. Perchè se avessero votato a favore, gli emendamenti sarebbero passati.

Gli interessi della famiglia, per espresso riconoscimento di quelli dell’Intergruppo, non sono/erano “superiori” agli interessi dei loro partiti? Allora perchè molti, moltissimi di loro hanno votato per bocciare i due provvedimenti?

Ma questi signori deputati lo sanno o non lo sanno che 100, 200, 300 euro al mese in più o anche solamente 50. 30 o solamente 10 rappresentano per una famiglia disagiata l’opportunità di vivere in dignità la vita quotidiana per pochi giorni o solamente per un solo giorno in più del mese?

Più credibilmente non sanno lorsignori, non vogliono e non possono capire la realtà del Paese.

Perchè le loro condizioni sociali non sono rappresentative della realtà del Paese. Perchè il Paese stesso non li ha scelti.

Sono stati scelti nelle case private, nei palazzi, nemmeno estratti a sorte.

Sono stati scelti come anche la Carfagna nel governo della Nazione; tutti ed ognuno per motivi particolari, non per gli interessi delle grandi masse.

Di Pietro, intanto, in questo mare di m... difficoltà, continua cercare voti e consensi pescando nella confusione e ripropone il tema dei PACS.

Così, tanto per non parlare delle cose possibili ed immediate.

di Samuele Anselmo - Giornalista

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