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Oltre L' Operaio, Oltre Il Robot


3 giugno 2011 ore 09:12   di pasqualelopardo  
Categoria Altro  -  Letto da 497 persone  -  Visualizzazioni: 840

La risorsa uomo sarà il perno della fabbrica del prossimo futuro. E la fabbrica stessa si chiamerà ancora così soltanto per una carenza del vocabolario, ma sarà quasi irriconoscibile se cercheremo di applicare l’ identikit della prima e della seconda rivoluzione industriale.

Fatto singolare, sul quale vale la pena di riflettere, le trasformazioni che nell’ organizzazione del lavoro si sono susseguite in pochi decenni, dagli anni ’20 ad oggi, hanno regolarmente smentito i futurologi, i sociologi e persino gli scrittori di fantascienza che avevano cercato di guardare avanti prefigurando la fabbrica di domani.


Appartiene all’ archeologia l’operaio inteso come appendice della catena di montaggio e costretto a un lavoro parcellizzato: eppure questo sembrava il suo ineluttabile destino. E’ superata l’immagine della fabbrica come un luogo dove squadre di robot si sostituiscono agli operai nella catena di montaggio.

Eppure fino a pochi anni fa l’automazione totale sembrava un traguardo assoluto, ma non basta. Anche il computer viene esautorato dalla sua centralità, benché questa apparisse fuori discussione ancora all’ inizio degli anni ‘ 90.

Paradossalmente, assisteremo alla nascita di un nuovo artigiano in versione tecnologica: l’uomo, con tutte le sue doti professionali e creative , ritorna ad essere il protagonista della produzione. Un tale capovolgimento comporta la radicale trasformazione dell’ ambiente.

Robot e computer certo non scompariranno,ma saranno semplici strumenti periferici al servizio della risorsa umana. La nuova fabbrica dovrà prima di tutto assicurare le condizioni perché il lavoratore possa esprimersi al meglio, nell’ interesse della produzione come del lavoratore stesso.

Nel futuro ( ma in parte già nel presente) c’è una fabbrica immateriale, i cui reparti sono magari sparsi in diversi continenti, ma collegati in rete grazie alla telematica. Una fabbrica flessibile, perché il consumatore avrà sempre più la possibilità e la forza contrattuale per condizionare il prodotto ed esigerlo in forma personalizzata.

Infine, ci sono già, ma si diffonderanno sempre di più, fabbriche in cui la caratteristica dell’ immaterialità si estende allo stesso prodotto: si pensi alla produzione di software, per esempio, o all’ ingegneria genetica che sosterrà lo sviluppo delle biotecnologie.

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