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Parole Contro La Crisi


30 novembre 2011 ore 10:56   di Markhornet  
Categoria Altro  -  Letto da 548 persone  -  Visualizzazioni: 929

Nella rubrica BARWEB di Marco Filoni sulla Rivista “Il Venerdì di Repubblica” il giornalista ha segnalato un Blog di un certo Nemo all'interno del quale il blogger, nostro connazionale italiano emigrato in Inghilterra, appunta con metodo parole, modi di dire e tutto quanto gli capita di ascoltare e che colpisce la sua curiosità linguistica. La parola che ha colpito il giornalista italiano è “staycation” che l'Oxford Dictionary fa risalire all'inizio del 2007, anno in cui ci furono le prime avvisaglie della crisi economica che avrebbe colpito da lì in poi, in un crescendo degno di un thriller, l'economia mondiale. Il blogger Nemo la definisce icasticamente “l'ufficializzazione linguistica del passare le vacanze a casa”. In effetti tale parola nasce dalla sintesi di due parole: stay vacation ed indica la situazione esistenziale di chi, non avendo i soldi per andare in ferie, passa le sue vacanze a casa attendendo tempi migliori.

Una parola che descrive un effetto della crisi abbastanza palpabile da chiunque. Ma quello che meraviglia è che il giornalista italiano non sapesse che altre parole, da anni, sono state create quali neologismi con lo stesso meccanismo: “smog” (smoke fog), “brunch” (breakfast lunch), emoticon (emotion icon) e così via. Ebbene tali parole sono definite “parole macedonia” secondo la definizione che ne diede uno dei più grandi linguisti della lingua italiana, Bruno Migliorini, il primo ad avere realizzato la prima storia scientificamente fondata della nostra tanto bistrattata lingua madre. Tali “parole macedonia” vengono definite in vari modi nelle altre lingue : in Inglese “portmanteau word o blend”, in Francese “mot-valise”, in Tedesco “Kofferwort” (che ha lo stesso significato del Francese “parola valigia”). In termini tecnici tale “fusione” si definisce “”sincrasi” o “aplologia” di due diverse parole che il più delle volte hanno un segmento (fonema o lettera) in comune.


Quello che non è stato detto nella piccola Rubrica “repubblicana” è che la nascita e l'uso di tali parole si deve proprio agli economisti nella stragrande maggioranza dei casi, quando gli stessi si sono trovati dinanzi a crisi economiche o a dover descrivere fenomeni altrimenti sprovvisti di definizioni “sintetiche” utili a comunicare un concetto complesso e la teoria che lo descrive e lo studia. Fu proprio nella crisi economica degli anni settanta che gli economisti coniarono il termine “stagflazione”: una sincrasi tra “stagnazione” e “inflazione”.

La stessa parola “smog” (smoke fog, fumo nebbia) nacque e si diffuse per un evento gravissimo che accadde a Londra il 4 dicembre 1952: il vento calò e la capitale inglese fu avvolta da un manto di aria umida e tiepida. Le 1000 tonnellate di particolato, le 2000 di anidride carbonica, le 140 di acido cloridrico e le 370 di biossido di zolfo che il carbone bruciato dai londinesi aveva riversato nell'aria quel giorno erano intrappolate sopra la città. Seguirono cinque giorni senza vento e la nube vasta 30 chilometri asfissiava gli abitanti, divenendo sempre più di colore nero. Il biossido di zolfo reagì chimicamente con le goccioline di acqua fuligginosa fino a formare un brodo acido come quello degli accumulatori. L'effetto abrasivo sulle vie respiratorie dei londinesi fu letale. Molti morirono non facendo in tempo a raggiungere gli ospedali già sovraffollati, crollando per strada. Morirono in una sola settimana 4000 persone ! Nel 1956 Londra bandì il carbone come carburante per riscaldare case ed ambienti e per altri utilizzi.

Smog: oltre a descrivere tale tragedia, descrive anche l'inquinamento che affligge l'aria delle nostre città. Descrive una crisi, economica, sociale ed ambientale. Le parole vanno studiate, meditate, rispettate, perché sono "i testimoni", che attraversano i secoli, delle nostre esistenze, della nostra storia e della possibilità di operare cambiamenti e di non commettere più gli stessi errori. Le parole non sono solo una “curiosità” da Blog: possono aiutarci ad uscire di casa, non solo per una villeggiatura, ma per vivere la nostra esistenza con consapevolezza ed impegno sociale.

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