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Recensione Del Libro ' Il Diavolo E La Signorina Prym '


7 ottobre 2015 ore 19:20   di ellebi31-05  
Categoria Altro  -  Letto da 631 persone  -  Visualizzazioni: 797

"Il diavolo e la signorina Prym" è l'ultimo libro della trilogia che parla di una settimana di vita di una persona, un tempo che sembra brevissimo ma che in realtà, secondo Coelho, è sufficiente per cambiare tante cose della propria vita che non vanno bene e per accettare o meno il proprio destino. Gli altri due libri, che trattano storie molto diverse tra loro, ma che hanno come comune denominatore una settimana di vita e il destino sono: "Veronika decide di morire" e "Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto".

Questo libro tratta il tema della coesistenza del bene e del male nella stessa persona, un po' come il grande classico della letteratura mondiale "Lo strano caso del Dr Jekyll e del Sig. Hyde" di Robert Luis Stevenson. A differenza di quest'ultimo, come sempre, Paulo Coelho cerca di approfondire molto il lato spirituale nelle storie che racconta.


La storia è ambientata a Viscos, un paesino piccolissimo con pochi abitanti dove la più anziana si chiama Berta, una donna rimasta vedova ed alla quale manca moltissimo il marito, anche se lo sente vicino a lei e a volte le parla e la più giovane il cui nome è Chantal, una ragazza che rimase orfana di madre perché morì durante il parto, che non conobbe il padre e che fu allevata dalla nonna.

Un giorno Berta vide arrivare un uomo, chiamato per tutto il libro "lo straniero", con accanto il diavolo. All'albergo nel quale alloggiava e nel quale Chantal lavorava da anni come barista, diede una falsa identità.
Un giorno, incontrando Chantal in un bosco, la invitò ad andare con lui. All'inizio lei aveva un po' paura, ma comunque accettò. Lui le mostrò un luogo nel quale era sotterrato un lingotto d'oro e le disse che se lei lo avesse rubato, infrangendo il comandamento "Non rubare", sarebbe stato suo e con esso avrebbe potuto lasciare il lavoro, quel piccolissimo paese e costruire la vita che sognava, stando bene economicamente per sempre. Inoltre, le mostrò un altro luogo nel quale erano nascosti altri dieci lingotti d'oro, che sarebbero potuti essere di tutti gli abitanti di Viscos, consentendo anche a loro di stare bene economicamente per il resto della loro vita, se avessero trasgredito un altro comandamento: "Non uccidere"; nel momento in cui fosse stato rinvenuto qualcuno ucciso a Viscos, i lingotti sarebbero appartenuti a tutti gli abitanti di quel piccolo centro abitato.

Chantal rimase colpita per quelle due proposte sacrileghe che lo straniero le aveva fatto ed era certa che né lei, né gli abitanti di Viscos avrebbero compiuto quelle azioni abominevoli. Si chiedeva il motivo per il quale lo straniero ci tenesse così tanto a far commettere peccati così gravi. La risposta la ottenne quando lo straniero, spinto dall'insistenza delle sue domande le disse che era un industriale e dirigente di una fabbrica di armi, al quale non mancava nulla: faceva un lavoro comunque legale, aveva sposato la donna che amava, aveva avuto due figlie che adorava, faceva la vita che aveva scelto, ma un giorno mentre era in ufficio ricevette una telefonata; una donna dalla voce dolce ma priva di emozioni gli diceva che sua moglie e le figlie erano state rapite e che se non avesse rifornito i terroristi che le tenevano in ostaggio con moltissime armi, le avrebbero uccise. Lui accettò e quando, insieme alla polizia, si recò nel luogo in cui le tenevano era troppo tardi: avevano ingiustamente ucciso tutta la sua famiglia. Lasciò il lavorò e cominciò a vagare, domandandosi continuamente il motivo per il quale Dio gli avesse fatto provare un dolore così grande: nella vita era stato molto buono a volte e molto cattivo in altre occasioni, ma non pensava di meritare un castigo così grande.

Voleva dimostrare a se stesso che tutto il mondo è cattivo, che tutti per interessi materiali sarebbero disposti a commettere qualsiasi peccato grave, che non sarebbe stato l'unico a soffrire immensamente e ingiustamente. Solo allora si sarebbe "consolato" un po' per quello che aveva distrutto la sua vita: la perdita della moglie e delle figlie, uccise senza nessuna colpa.
Chantal fu tentata di rubare il lingotto e in seguito avvertiti da lei, anche tutti gli abitanti di Viscos (perfino il prete) furono tentati di uccidere un'innocente che all'inizio era la stessa Chantal perché l'avevano vista come una tentatrice e poi la vittima prescelta era Berta. Chantal disse allo straniero che sia lei che gli abitanti di Viscos, avevano meritato quei lingotti perché erano stati buoni nel non mettere in pratica quei gravissimi peccati. Così, fortunatamente, il bene trionfò e tutti ottennero una ricompensa materiale, ma soprattutto quella spirituale per aver salvato le loro anime dal castigo eterno.

Recensione Del Libro ' Il Diavolo E La Signorina Prym '

Purtroppo, a volte la croce e la sofferenza che si porta e si prova nella propria vita sono molto grandi ed anche se, come tutti, ciascuno di noi sbaglia, pecca consciamente o inconsciamente, si vorrebbe essere liberati perché non ce la si fa più. Anche se una croce, un dolore immenso, una vita non vita, sono troppo pesanti da sopportare, non si deve mai fare del male agli altri, non si deve mai sperare che anche gli altri soffrano per consolarsi: c'è già tantissima sofferenza, ingiustizia e tristezza nel mondo che non ce ne vuole altra.
L'unica consolazione alla sofferenza che si ha nella vita e che a volte è insopportabile è quella di guardare al bene che è raro ma fortunatamente nel mondo c'è ancora, al bene che si può fare, a fare in modo di essere felici con poco e realizzando in un modo o nell'altro quello a cui teniamo e quello che è il nostro destino. Basta poco tempo per rendere migliore la nostra vita se riflettiamo e agiamo sempre mossi dal bene e da cose che hanno un senso: in questo modo la sofferenza e il dolore diventano più sopportabili, non si spreca la propria vita e si salva anche la propria anima e, prima o poi, si otterrà la giusta ricompensa.

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