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Recensione Del Libro 'la Felicità' Di Lucio Anneo Seneca


21 marzo 2015 ore 16:16   di ellebi31-05  
Categoria Altro  -  Letto da 430 persone  -  Visualizzazioni: 662

Sicuramente non c'è mai stata in passato, non c'è nel presente e non ci sarà mai in futuro
una persona che non desideri raggiungere nella vita l'ambitissimo traguardo della felicità.
E' un argomento che suscita un grandissimo interesse, quello della felicità e ci si chiede
sempre come si possa essere felici e se è possibile esserlo in un mondo dove sono moltissime
le cose che cagionano tristezza.

La serenità e la felicità credo che siano complementari perché non ci si può sentire veramente
sereni se non si è felici e non si può essere felici in pieno se non si ha la serenità.
Forse proprio per questo il grandissimo scrittore e filosofo Lucio Annneo Seneca si è occupato
di questi due temi, dedicando loro due libri.
Come per il libro dedicato alla serenità, anche in quello sulla felicità, Seneca cerca di suggerire
al lettore il modo per raggiungere questi due importantissimi stati d'animo.
Queste sono le cose che secondo Seneca possono far raggiungere la felicità:


1) fissare bene la meta e cercare la via per arrivarci;
2) giudicare con la nostra testa riguardo alla vita ed evitare di appoggiarci agli altri;
3) fare e seguire quello che possa condurci alla conquista e al possesso di una durevole felicità
cercando un bene che non sia apparente ma vero;
4) seguire la propria indole e le proprie attitudini nel fare le scelte di vita;
5) eliminare tutte le cause di irritazioni e di paura per raggiungere una grande calma interiore
ed una libertà ininterrotta. A queste seguiranno gioia, pace e bontà;
6) compiacersi della virtù che è una forza invincibile dell'animo, esperta della vita, serena
nell'agire, piena d'umanità e di premure per gli altri;
7) felice è colui che vive le alterne vicende della salute con indifferenza e da questo nascerà
la serenità di una mente sicura e decisa, l'elevatezza morale e la gioia immensae senza fine
l'affabilità e l'espansività;
8) felice è colui che giudica rettamente, che si accontenta della sua condizione quale che essa
sia e gode di quello che ha; è felice colui che imposta e regola su basi razionali la condotta
di tutta la sua vita;
9) seguire la vita migliore, non la più dilettevole e che il piacere non deve essere guida ma
soltanto compagno del buono e del giusto volere;
10) vivere felici e vivere secondo natura sono la medesima cosa;
11) essere noi gli artefici della nostra vita e della nostra condotta, senza lasciarci corrompere
nè dominare dal mondo che ci circonda;
12) essere equilibrati, ordinati, generosi e affabili in ogni nostra azione;
13) la felicità è l'armonia interiore;
14) la felicità sta nella convinzione stessa di essere felici e nell'atteggiamento di una mente perfetta
che ha pienamente realizzato il suo massimo bene e non chiede più altro, perché oltre al tutto non
c'è nulla, non c'è nulla al di là della fine;
15) i piaceri del saggio sono modesti e pacati, trattenuti e percepibili appena; il saggio li mescola
e li frappone alla vita;
16) sia la virtù la nostra guida: seguendo lei ogni passo sarà sicuro;
17) la felicità salga sopra una cima, da cui nessuna forza possa tirarla giù, a cui non abbiano accesso
né dolori, né speranze, né timori, né alcun'altra cosa che possa intaccare la sua prerogativa;
18) non lasciarci turbare da ciò che non possiamo evitare;
19) la virtù basta per vivere felici perché non può venire nulla dall'esterno quando si ha già tutto
dentro di sé;
20) essere migliore dei cattivi, togliere ogni giorno qualcosa dai propri difetti e a biasimare i propri
errori;
21) confrontare lo splendore morale con la sozza materialità;
22) vivere con la convinzione di essere nato per gli altri, ricambiando così la natura per averci generato,
non essere né tirchio né spendaccione. In ogni azione, non seguire l'opinione degli altri ma soltanto
la propria coscienza ed anche se si è il solo ad esserne consapevole, comportarsi come se si agisse al
cospetto del mondo. Nel mangiare e nel bere soddisfare i propri bisogni naturali, essere amabile con gli
amici, mite ed indulgente con i nemici. Amare la retta coscienza e i nobili propositi e non diminuire la
libertà di nessuno e tanto meno la propria;
22) in quanto alle ricchezze, il saggio accetta di averle ma non le ama, esse non entrano nel suo animo, gli
stanno solo intorno;
23) donare è il migliore investimento se si dà a persone meritevoli e sicure;
24) dovunque c'è un uomo, lì c'è occasione per fare del bene;
25) anche nella più nera miseria, non dirsi infelici, non maledire nessuno dei propri giorni perché si è presa
la propria precauzione: disporre il proprio animo in modo che non vi siano giornate nere per sé;
26) il saggio potrà perdere tutte le sue ricchezze, ma i beni suoi gli rimarranno; egli sa vivere infatti di ciò
che possiede al momento, con animo lieto e senza alcuna preoccupazione del suo futuro;
27) ogni volta che si sentono nominare i testi sacri, ascoltare attenti e a bocca chiusa tutto ciò che l'oracolo
in quell'occasione proclamerà;
28) essere come una roccia piantata in una secca e vincere a tutto sopportando. Tutto ciò che si scaglia contro
ostacoli saldi e inespugnabili fa uso della forza a proprio danno;
29) pur aspirando al meglio, adattarsi;
30) "Tutto ciò che ho lo porto con me" e cioè fare in modo che il nostro tutto sia dentro di noi in modo che la
felicità dipenda dal nostro interno e solo da noi stessi.

Credo che seguendo tutti questi suggerimenti concretamente nella vita, si possa essere veramente felici e penso che
esistano due tipi di felicità: quella che viene da dentro, per il modo in cui si vivono tutte le cose della vita
(belle o brutte che siano) e che si conquista una volta per sempre perché fa parte del carattere e quella che si deve
coltivare ogni giorno, fatta di tutte le cose belle che riusciamo a fare e a vivere nella quotidianità e nella vita.
Entrambe devono essere immuni dalla situazione che viviamo, dal contesto nel quale ci troviamo e da quello che ci
accade perché solo così potremo essere felici veramente.

Articolo scritto da ellebi31-05 - Vota questo autore su Facebook:
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