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Recensione Del Libro 'sulla Sponda Del Fiume Piedra Mi Sono Seduta E Ho Pianto' Di Paulo Coelho


18 aprile 2015 ore 15:25   di ellebi31-05  
Categoria Altro  -  Letto da 323 persone  -  Visualizzazioni: 535

"Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto" del famosissimo scrittore brasiliano
Paulo Coelho è un libro che cattura l'attenzione del lettore sin dalle prime pagine per la storia
che viene raccontata, il cui epilogo è imprevedibile fino alla fine ed anche per le tante riflessioni
che contiene.
Proprio per questi motivi, anche se si era previsto di leggerlo in tanti giorni, si cerca di finirlo
al più presto per scoprire il finale e perché come sempre Coelho sa fondere splendidamente la parte
spirituale e terrena della vita nelle storie che racconta nei suoi libri.

La protagonista del libro si chiama Pilar, una ragazza ventinovenne ancora impegnata negli studi che
riceve da un suo amico d'infanzia un invito a partecipare ad una conferenza che avrebbe tenuto vicino
a dove abitava lei.
Entrambi, sin dalla prima volta che si erano visti, avevano capito di amarsi ma erano troppo piccoli
e poi dal diciottesimo anno d'età si persero di vista per vari motivi, ma avevano continuato a tenere
un rapporto epistolare.
Pilar decise di andare a quella conferenza e trovò lui molto cambiato: parlava molto saggiamente e ad
ascoltarlo erano moltissime persone. Parlava del bambino che è in noi e che non si deve far morire mai,
del volto femminile di Dio, cosa particolare questa perché si parlava solo di Dio al maschile.
All'inizio sembravano ormai molto distanti tra di loro, facendo nascere un pò d'imbarazzo perché
sembrava che non si fossero mai conosciuti. Il tempo era passato ed ovviamente entrambi erano cambiati.
Lei faceva sempre le stesse cose, conduceva una vita inquadrata ed aveva predisposto il suo futuro:
finire gli studi, lavorare, avere una famiglia. Lui una volta le aveva scritto che intendeva entrare in
seminario per diventare sacerdote.


Stando insieme ritrovarono la complicità di un tempo e Pilar si accorse che lui l'amava. Lei opponeva
resistenza a quel sentimento che inconsciamente, dentro di sé, provava anche lei e da sempre per lui
perché non voleva soffrire, perché non voleva che niente e nessuno cambiasse la vita che stava costruendo
con fatica. Anche Pilar non lo aveva mai dimenticato.
Quando anche lei ricambiò il sentimento, scoprì su di lui cose che la spaventarono: era entrato in seminario,
faceva miracoli, operava guarigioni, cose che le fecero intuire che oramai lui non appartenesse più a questo
mondo e al suo e così gli chiese il motivo per il quale aveva fatto riaccendere in lei quell'amore per lui,
che aveva cercato di dimenticare.
Lui le spiegò che non aveva mai smesso di amarla, che quell'amore metteva a dura prova la scelta di consacrare
la propria vita a Dio, che avrebbe voluto vivere con lei e servire Dio in un altro modo: aiutando il prossimo
e facendosi imitatore di San Giuseppe, custode della famiglia, suggerimento questo che gli diede il suo superiore,
al quale il ragazzo aveva raccontato l'amore che provava per quella donna.
Non riuscendo a capire cosa fare, decise di rivolgersi a Maria; le chiese un segno: se avesse voluto che amasse
Pilar, avrebbe dovuto togliergli il dono di operare miracoli e guarigioni.
Quando lui comunicò questo alla ragazza, da un lato fu triste perché i bisognosi di guarigioni non avrebbero potuto
più cercarlo, ma la rassicurò dicendole che il suo dono sarebbe passato ad un'altra persona o forse sarebbe ritornato
a lui.
Nell'attesa di sapere se la Madonna gli avesse concesso il segno che Le aveva chiesto per capire se scegliere Pilar o
la vita consacrata, lei pianse sulle sponde del fiume Piedra perché aveva paura che non avrebbe potuto amarlo e che tutto
quello che era accaduto in quella settimana che avrebbe potuto farle conoscere la felicità più grande ed una vita diversa
era stato solo un'illusione, un'utopia ma poi lui le disse che non aveva più il dono di operare guarigioni ed andò a
prenderla, per vivere il loro sogno che era costato ad ambedue tanta fatica.
A lui, che non sapeva cosa scegliere per la propria vita e a lei che in quella settimana aveva riscoperto l'amore, la fede
(due cose importantissime) e la gioia della novità e dell'avventura facendo stare zitta quella parte razionale in lei che
mai avrebbe vissuto quelle esperienze se avesse avuto la meglio sulla parte istintiva e irrazionale che anch'essa era
dentro di lei.

Recensione Del Libro 'sulla Sponda Del Fiume Piedra Mi Sono Seduta E Ho Pianto' Di Paulo Coelho

Molto spesso sin da piccoli o dalla giovanissima età, sappiamo esattamente quello che vorremmo diventare da grandi e la vita che
vorremmo vivere, costruendola giorno dopo giorno e senza farci frenare da nulla.
Poi le circostanze della vita, una o più persone che ci ostacolano nell'inseguire e realizzare i nostri sogni, le paure, la parte razionale
che è in noi e che a volte prevale su quella istintiva e irrazionale, fanno perdere quegli obiettivi che abbiamo avuto così
chiari nella nostra mente e non li inseguiamo più, ma rimangono per sempre nel nostro cuore.
Solo facendo tacere quella parte di noi che vuole scacciare quei sogni e non facendoci fermare da niente e da nessuno, possiamo
cominciare a credere che quei sogni possono diventare realtà se facciamo di tutto perché lo diventino.
Solo così si può essere veramente felici nella vita e ogni giorno. Se sono sogni che vengono dalla parte più profonda del nostro
cuore, dove c'è solo il bene, Dio approverà e ci darà il coraggio, la forza e la determinazione per farli diventare realtà in una
vita che potremmo dire la più bella del mondo perché noi l'abbiamo scelta e da lassù è approvata.

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