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Recensione Libro: Mezzanotte E Cinque A Bhopal


11 settembre 2012 ore 13:36   di ideastreet  
Categoria Altro  -  Letto da 1175 persone  -  Visualizzazioni: 1624

Il libro racconta l’odissea che nella notte tra il 3 e il 4 dicembre 1984 sconvolse la fitta popolazione di Bhopal nel corso di uno dei più gravi disastri ambientali della storia. Gli autori, Dominique LaPierre, celebre scrittore attratto dalla cultura e della civiltà dell'India e Javier Moro, grazie alle testimonianze dei protagonisti dell'avventura scampati alla catastrofe biologica, hanno ricostruito le fasi salienti di questo evento.

LaPierre e Moro ricostruiscono la nascita e il declino della più grande impresa industriale americana in India, quella della Union Carbide, "la bella fabbrica" di pesticidi che dall'inizio degli anni Ottanta troneggia proprio al centro del continente indiano. Sembra un triste romanzo, ma l’India è così. Migliaia di contadini che vivono di una economica basata sull’agricoltura. I capricci meteorologici non aiutano la popolazione a sopravvivere. Chi può, lascia la zona ma chi resta, come la famiglia Nadar, deve affrontare la presenza aggressiva e infestante di una ricca varietà di parassiti che divorano senza pietà ogni tipo di coltivazione i contadini indiani tentino di intraprendere. L'annoso problema dei contadini, compresi quelli indiani, di salvaguardare i propri raccolti aveva incentivato, sin dagli anni Sessanta, la ricerca intensiva sugli insetti al fine di individuare un insetticida ad ampio spettro con la prerogativa di rispettare l'ambiente e la salute delle persone. Il Sevin nasceva così, a South Charleston, U.S, ad opera di una squadra di chimici entusiasti e certi dell'efficacia del prodotto.


Nel frattempo, i Nadar, convinti di trovare una condizione migliore grazie all'ingaggio del padre, Ratna, alla costruzione della ferrovia, si trasferiscono a Bophal, presso l'Orya Basti, uno dei quartieri poveri della Spianata Nera, nel grande stato del Madhya Pradesh. Ratna e i suoi genitori, sua moglie Sheila e i figlioli Padmini e Gopal entrano a far parte di una comunità brulicante che condivide in tutto e per tutto i successi e i disagi dei membri di quella che appare al lettore come una grande famiglia. C'e' Mukkadam, gestore della sala da tè, che assegna loro un pezzo di terra sul quale costruire una capanna, il padrino Babba che una volta la settimana accompagna i poveri in ospedale e pretende siano curati, ci sono gli instancabili lavoratori Iqbal e Bassi, l’aggiustatore di biciclette e il sarto, c'e' l'ex lebbroso Ganga Ram e la compagna inferma Dalima, che hanno adottato un orfano di dieci anni, Dilip, che diventa il miglior amico di Padmini. Grazie al suo aiuto, Padmini scopre la ricchezza che si nasconde tra i binari del treno, dove i viaggiatori abbandonano qualsiasi cosa. Grazie allo scambio degli oggetti con il ricettatore, ai bambini sarà consegnata una piccola fortuna che permetterà all'intera famiglia di mangiare.

In questa atmosfera, laddove una nazione langue dalla mancanza di risorse e di lavoro, il governo del Madhya Pradesh concede alla Union Carbide di installare sulla Spianata Nera la fabbrica che producendo 5000 tonnellate di Sevin l'anno, avrebbe liberato per sempre i poveri dal flagello degli insetti e dalla fame. %u2028L'agronomo che scelse per primo Bophal come sede ideale della bella fabbrica cerca di avvertire la Carbide che il progetto è troppo ambizioso per le esigenze locali: a Bophal il livello di produzione non dovrebbe superare le 2000 tonnellate l'anno. Inoltre è molto preoccupato dalle scarse condizioni di sicurezza con la quale i contadini indiani utilizzano i pesticidi; comunque, il mezzo privilegiato per mettere fine alla loro vita a causa dell'indebitamento per l'acquisto dei prodotti agricoli è rappresentano proprio dai pesticidi. La Union Carbide ignora le suggestioni dell’agronomo e prosegue nei suoi progetti. All'inizio degli anni Ottanta l'Orya Basti vede crescere sulla collina una immensa costruzione fatta di tubi, torri e serbatoi che accolgono il MIC, l'isocianato di metile, uno dei componenti più efficaci e capricciosi dell'industria chimica. Ben presto Ganga Ram diffonde la notizia che la società, la nuova stella d'oriente che già aveva portato i benefici della pila elettrica, assume personale. Inutile dire che l'intera popolazione dell'Orya Basti si presenta all'occasione. Anche la ferrovia aumenta la forza lavoro, così Ratna, il padre di Padmini riesce a sostentare la sua famiglia senza che i propri figli siano costretti a lavorare.

%u2028Data l'esigenza di trattare dei prodotti chimici ad alto rischio, in un primo momento nell'azienda si instaura un regime di estremo rigore nei confronti della sicurezza, salvo poi dedicare ampi spazi all'intrattenimento e al benessere degli operai. Tuttavia le obiezioni dell’agronomo si dimostrano veritiere: le condizioni atmosferiche sono poco favorevoli all'agricoltura e che la popolazione, poverissima, raramente può investire per acquistare il pesticida. In poche parole, nel giro di pochi anni la beneamata Union Carbide e la sua preziosa fabbrica, vinti dalle scarse potenzialità del mercato locale, decidono di ridurre la produzione fino a dismettere l'impianto.%u2028Per la popolazione dell'Orya Basti si affaccia nuovamente lo spettro della disoccupazione, l'incubo della fame. Ma non è tutto. La notte tra il 3 e il 4 dicembre 1984, mentre l'India si prepara alla festa musulmana dell'Ishtema e i villaggi della Spianata Nera hanno consacrato la serata al festeggiamento di matrimoni decisi dalle stelle, tra i quali quello di Padmini e Dilip e una miriade di persone tra fedeli, invitati e festanti popolano le strade, alla fabbrica accade l’irreparabile, neppure imitabile dagli effetti speciali del miglior horror: il volubile MIC, contaminato da infiltrazioni d'acqua e residui ferrosi, si solleva dai suoi serbatoi in una nuvola di gas . I sistemi di sicurezza, ridotti dalla ristrettezza economica imposta dalla multinazionale, non possono frenare la corsa del gas, che fugge verso le zone circostanti.

Nel giro di pochi minuti le bidonville vengono invase dal gas fatale, preceduto da un terribile odore di cavolo lesso che uccide all'istante chi lo respira. Lo sforzo della fuga ne amplifica gli effetti e gli sventurati che comprendono l'entità della tragedia e tentano di sottrarvisi non hanno scampo. L'unico capace di evitare la contaminazione è il saggio intento nella meditazione, grazie alla quale può respirare ogni 4 minuti, evita il momento in cui la nuvola tossica lo ha sfiorato. Il bilancio della tragedia tende ad ampliarsi: la nube di MIC si dirige verso la stazione di Bophal dove uccide immediatamente i coolie (facchini) tra cui il padre di Padmini, i turisti e i pellegrini che attendono il più grande e popolato convoglio ferroviario indiano pieno di fedeli venuti a celebrare la festa religiosa. I capistazione, che hanno trovato riparo nel loro ufficio dotato di aria condizionata, assistono al dramma che avviene sulla banchina e cercano di resistere all'assedio da parte di coloro che, avendo ancora energie, cerca di conquistare la salvezza entrando nella stanza. Sono stati avvertiti dell'incidente alla Carbide ed ora devono stabilire come evitare l'irreparabile: devono evitare che il prossimo treno si fermi. In normali condizioni l'ordine dovrebbe arrivare dal direttore delle ferrovie, ora irreperibile: l'uomo e' morto appena mezz'ora prima, subito colpito dalle prime esalazioni del MIC. Gli uomini della ferrovia decidono di contravvenire alle regole e uno di loro, riparato solo da un fazzoletto umido sul viso e una lanterna accesa si affretta, facendosi strada tra i corpi abbandonati senza vita, a raggiungere il binario sul quale sta per arrivare il l’affollatissimo treno, per evitare che faccia la consueta fermata ed evitando di aggiungere nuove vittime al disastro. %u2028All'ospedale di Hamidia, dove continuano ad arrivare gli sventurati superstiti, il disagio è palpabile: per molti non c'è niente da fare se non ricevere ossigeno o tamponare la bocca con compresse umide. Nonostante la richiesta di aiuto e del maggior numero possibile di medicinali nessuno conosce la composizione del MIC quindi non ci sono antidoti. E dopo la lunga terribile notte di Bophal, l'India si rimbocca le maniche: molti volontari cercano di dare degna sepoltura o cremazione ai corpi ancora gonfi e scossi dal gas . Così la piccola Padmini, ancora in abito nuziale, viene individuata ancora viva tra i corpi senza vita e, subito soccorsa, può essere contata, insieme alla madre, il fratello, lo sposo Dilip e i genitori fra i superstiti della catastrofe nella bidonville.

LaPierre conclude il racconto spiegando che dopo tanti anni gli indiani della Spianata Nera non hanno ancora visto punire i responsabili del terribile incidente alla multinazionale americana, che ha arbitrariamente scaricato le responsabilità sul giovane indiano che quella tragica notte era addetto alla pulizia delle tubature che hanno introdotto acqua nei serbatoi del MIC.%u2028 Padmini e Dilip, dediti all'agricoltura in una località ben distante dallo scheletro della "bella fabbrica", ricevono la visita di un rappresentante di un’altra potente multinazionale che offre loro in omaggio dei semi eccezionali, inattaccabili dai parassiti. Il raccolto per la stagione è assicurato ma i due giovani adivasi non sanno che l'anno successivo non potranno ottenere nuovi semi dal frutto del raccolto, così come hanno appreso dai loro genitori, ma saranno costretti ad acquistare altri semi.

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