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Scelte Di Vita; Vivere Su Una Barca A Vela


18 gennaio 2014 ore 08:50   di bountyprog  
Categoria Altro  -  Letto da 742 persone  -  Visualizzazioni: 1203

Ciao a tutti, mi chiamo Alex, ho quarant'anni e vivo su una barca a vela da tre. I miei interessi principali, oltre al mare e alle barche naturalmente, sono l'informatica (tra cui Internet), la cucina e i viaggi. Ho deciso di dedicare alcuni articoli allo stile di vita che ho scelto, nel tentativo spero ben riuscito, di consigliare quanti tra voi abbiano il desiderio di abbracciare un modo di vivere diverso da quello tradizionale, basato su un lavoro fisso, abitando in appartamento e spostandosi in auto. Sto parlando, per quello che mi riguarda, di andare a vivere su una barca a vela tutto l'anno.

Nelle pagine che seguiranno faro' vari tipi di considerazioni a livello umano, psicologico e filosofico (cosa significa vivere in mare, quali sfide dobbiamo porre a noi stessi, i pro e i contro, ecc.) prima di tutto. Poi analizzerò' man mano anche i vari aspetti non strettamente personali quali argomenti economici (come lavorare e mantenersi), tecnici (la barca, tipi di barche, manutenzione, la navigazione ecc.). Chiuderò questa serie di articoli commentando alcune località visitate negli anni addietro e in tempi piu' recenti e qualche consiglio per sfruttare il mare anche in cucina.


Ma cominciamo adesso a capire di cosa stiamo veramente parlando e a capirci. Per capire dove vogliamo arrivare, in senso metaforico o anche solo in senso lato, dobbiamo chiederci come e da dove provengono gli stili e le abitudini di oggi, che sono quelli della maggioranza delle persone e quindi anche i nostri come individui.
La vita dell'uomo moderno che oggi noi tutti conosciamo, intesa come quella della classe media, passata sulla terraferma, in una grande città o in provincia, lavorando spesso come dipendenti o magari come lavoratori autonomi, abitando un appartamento in condominio o anche, per i piu' fortunati in una casa indipendente, spostandosi in auto o con i mezzi pubblici, esisteva già dopo la Rivoluzione Industriale del '900, ma possiamo dire con certezza che si é affermata veramente solo dal dopoguerra.

Prima di tutto questo, cioé prima degli anni '40, la stragrande maggioranza della popolazione viveva nelle campagne, lavorando nell'agricoltura e abitando in grandi case rurali in famiglie numerose. Non si conoscevano i beni di lusso, i rapporti erano principalmente quelli famigliari, la televisione e internet dovevano ancora venire, la radio cominciava appena ad essere diffusa. L'uomo medio era rivolto principalmente ai suoi bisogni vitali immediati, il concetto di benessere e l'individualità (nel senso positivo), erano ridotti a ben poca cosa. Questo é durato per secoli, anzi millenni. Tranne che per le piccole élite, nei tempi passati, raramente ci si é posti il problema dell'appagamento personale. L'uomo di oggi al contrario vive in un mondo dove, aldilà della crisi economica attuale, é in genere abbastanza svincolato dalle necessità legate alla pura sopravvivenza. Tutte le energie sono rivolte all'affermazione personale, alla carriera lavorativa alla ricerca di una vita sempre migliore. Tuttavia, non abbiamo come società e come singoli molta dimestichezza a rispondere a noi stessi su questo concetto. Il motivo é che, almeno a livello di massa, stiamo ponendoci il problema di benessere a livello piu' alto delle mere cose materiali, soltanto da meno di un secolo, forse meno. E in una società come quella umana, meno di un secolo é appena la durata di un battito di ciglia. E allora spesso, in assenza di idee, si ripiega su modelli di benessere legati esclusivamente a concetti di tipo materiale e al consumismo, introdotti dai grandi media, per poi scoprirli inadeguati una volta raggiunti. Ma é proprio la crescente ricerca di una vita migliore che ci appaghi nel nostro intimo personale il vero crocevia di tutto, la meta, che per essere raggiunta va prima studiata nel suo vero significato, nella sua essenza e cioé; cosa significa una vita migliore ? Cosa significa per te come persona, come singolo la parola "vita migliore" ?

Può sembrare strano quasi superfluo, forse alcuni di voi si staranno chiedendo cosa possa avere a che fare tutto questo preambolo con una guida per chi vuole avvicinarsi a stili di vita differenti, da cui magari ci si aspettano consigli meramente pratici, semmai di tipo tecnico. E invece no ! Dobbiamo chiedere a noi stessi cosa significa questa parola, o meglio quale significato intendiamo darle, altrimenti, e scusate il paragone marinaresco, saremmo come navigatori senza bussola e senza carta !

Dovete capire quali sono le vostre priorità, in termini di confort, denaro, salute sia mentale che fisica. Siete persone che adorano la routine ? Volete avere il cane che vi porta il giornale davanti alla TV ? Preferite non dovervi porre domande ed eseguire quello che vi viene detto e aspettare la busta paga ? Allora lasciate perdere la vita in mare, questo é il mio consiglio. Semmai provate a iscrivervi ad una scuola di vela o a un club nautico, magari uscendo in barca nel fine settimana. Sarebbe sicuramente meno sconvolgente che passare ad una vita che non vi sarebbe confacente !
Se, altrimenti, siete alla ricerca di qualcosa di diverso dalla routine (senza per questo sfasciare le vostre abitudini), se anche senza essere dei talentuosi dello sport, amate stare all'aria aperta, magari riuscendo a resistere a qualche intemperia, se avete voglia di imparare mestieri nuovi e non vi sentite mortificati quando parlate male una nuova lingua straniera, allora forse, avete qualche chance !

Non c'é mai una sola strada giusta, tutte le strade che non nuocciono a voi e agli altri sono giuste, ma imparate a conoscervi e a capire cosa é meglio per voi altrimenti butterete invano soldi, tempo e denaro e finireste per odiare il mare e le barche (che peccato !).
Fatta questa premessa, avrete capito che ognuno avrà se stesso con cui fare i conti. Ma questa é un'altra storia.

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