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Stereotipi Antichi E Moderni


22 giugno 2015 ore 19:43   di Artemide  
Categoria Altro  -  Letto da 462 persone  -  Visualizzazioni: 683

La scorsa settimana, al Piccolo Teatro Grassi di Milano è andata in scena "La Bottega del Caffè". Goldoni, come sempre, ci fa sorridere, ma il personaggio di Don Marzio, nobile napoletano in decadenza, credo che ci debba far riflettere.

Egli rappresenta quella figura stereotipata dell'italiano ciarliero (e ciarlatano) che, per mera curiosità o per godere di un momento di pseudo-gloria, non esita a distruggere la reputazione altrui. A nulla valgono i tentativi di dissuasione: Don Marzio è disposto a smentire ciò che ha asserito un attimo prima pur di "avere ragione". Ed è a quel punto che sorge una riflessione: nei "piani alti" del nostro paese, presso le nostre istituzioni, quanti Don Marzio annoveriamo?


Ecco l'esempio che, in questi giorni, mi viene in mente: i Don Marzio del XXI secolo che, mentre sulle nostre coste sbarcano orde di disperati in fuga da guerre e miseria (alla prolificazione delle quali noi "civili" abbiamo dato un notevole supporto), sostengono, contemporaneamente, che non hanno nulla in contrario ad aiutarli ma bisogna respingerli, rimandarli "a casa loro" (? se avessero una casa, difficilmente affronterebbero scomode "gite" nel Mediterraneo per approdare nella nostra amata patria, bloccati a "prendere il sole" sugli scogli di Ventimiglia). I Don Marzio moderni non negano (almeno non apertamente) la natura umana di questi disperati, ma non esitano a trattarli peggio degli animali, "ospitandoli" (si fa per dire) in centri di accoglienza (sui quali la mafia romana ha lucrato miliardi) che non hanno quasi nulla da invidiare ai Lager di triste memoria. I Don Marzio i cui discorsi sono infarciti di una squisita contraddizione, tutta "politica", che si manifesta con grandi discorsi umanitari accompagnati da una non-condanna dei comportamenti (e dei discorsi) razzisti.

La scena conclusiva de "La Bottega del Caffè" goldoniana vede un Don Marzio disperato che, smascherato e ormai respinto e sbeffeggiato da tutti e da tutte, si dispera perché ha perso la sua credibilità.

Sarà così anche per i Don Marzio moderni? C'è da dubitarne: le nostre classi dirigenti riescono a superare persino gli stereotipi.

E allora, cari italiani (e cari europei) tocca a noi: non diamo nessuna credibilità ai Don Marzio moderni, perché la usano contro di noi, contro il concetto stesso di "umanità" - E i disperati arenati sugli scogli di Ventimiglia, bloccati alla Stazione Centrale di Milano ... sono lì a testimoniarlo.

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