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Supervulcano: Caratteristiche


7 gennaio 2010 ore 05:09   di hyperalby  
Categoria Altro  -  Letto da 605 persone  -  Visualizzazioni: 1117

Il termine supervulcano fu coniato dai produttori di un programma divulgativo scientifico, Horizon, mandato in onda dalla BBC, nel 2000 per riferirsi a un tipo di vulcano che produce gigantesche eruzioni vulcaniche, tali da modificare radicalmente il paesaggio locale e condizionare pesantemente il clima a livello mondiale per diversi anni, con effetti cataclismatici sulla vita stessa del pianeta. Pertanto non è un termine scientifico utilizzato in vulcanologia.

Tuttavia non sono ancora state coniate buone definizioni per specificare le dimensioni minime di un supervulcano, anche se vi sono almeno due tipi di eruzione vulcanica che possono essere identificabili in questo modo. La visibilità di una tematica di questo genere ha comunque favorito lo studio sui possibili effetti di una eruzione di questo tipo.


Il documentario Supervolcano
Il documentario intitolato Supervolcano, in due parti, fu trasmesso sul primo canale televisivo della BBC il 13 marzo 2005 e il 14 marzo 2005. È stato preso in considerazione l'evento eruttivo che potrebbe aver luogo presso il Parco di Yellowstone, zona in cui è presente un supervulcano. Venne presentato l'evento mediante una simulazione computerizzata, nel quale l'eruzione avrebbe coperto virtualmente gli interi Stati Uniti con uno strato di ceneri vulcaniche di almeno 1 cm causando la distruzione totale di qualsiasi cosa si trovasse nelle vicinanze e uccidendo piante e animali dell'intero continente americano.

Eruzioni
L'indice di esplosività vulcanica 8 (VEI-8), (VEI=Volcanic Explosivity Index), di un eruzione è un evento di proporzioni colossali che espelle almeno 1000 km³ di magma di materiale piroclastico. Un'eruzione di questo genere cancellerebbe virtualmente tutte le forme di vita in un raggio di qualche centinaio di chilometri, mentre un'area delle dimensioni paragonabili a un continente verrebbe sepolta da metri di cenere vulcanica.

Le eruzioni di tipo VEI-8 non devono la loro pericolosità alla forma del vulcano, ma al tipo di magma che le genera. Inoltre possono essere pericolose perché possono interagire con una camera magmatica relitta, spesso all'interno di una caldera. La camera magmatica, infatti, si raffredda molto lentamente e può rimanere calda anche per milioni di anni dopo che l'attività vulcanica è cessata. Il rischio di queste eruzioni è quindi legato al fatto che possono avvenire anche in località dove apparentemente non sono presenti vulcani.
Il ciclo dei supervulcani

La fusione parziale di roccia del mantello sopra la placca di crosta oceanica in affondamento, produce magma che si fa strada verso la crosta continentale dove si deposita nella camera magmatica inferiore. Lentamente, questa camera comincia a fondere la roccia continentale superiore, che ha un grado di fusione inferiore rispetto alla roccia sottostante. Quindi il magma inizia a salire attraverso lunghi condotti verticali tra le due camere verso la camera magmatica superiore. Al riempirsi di questa, il terreno sovrastante comincia a gonfiarsi e il terreno si spacca. La superficie sottoposta a gravi sollecitazioni collassa, e cadendo nella camera magmatica, spinge questa a risalire fuori. Il magma si trasforma in enormi e incandescenti nubi di ceneri, gas e roccia, i cosiddetti flussi piroclastici. Con il tempo, il terreno collassato si fonde a sua volta diventando magma e quindi causando diverse eruzioni. Dopodiché bisogna che passi molto tempo prima che ci sia abbastanza magma da fare iniziare un nuovo ciclo di un supervulcano.

Le conseguenze dell'eruzione
Gli effetti che si hanno dopo un'eruzione di un supervulcano sono devastanti per il clima e per la vita presente sulla terra. Una delle più gravi conseguenze sono i tufi di Bishop, ossia uno strato vulcanico spesso anche qualche centinaio di metri. Le ceneri immesse nell'atmosfera però possono avere conseguenze ancora più drastiche. Dei vari gas che costituiscono le eruzioni vulcaniche, il biossido di zolfo è quello che causa l'effetto più intenso sull'ambiente: reagisce infatti con l'ossigeno e acqua per produrre minuscole goccioline di acido solforico.

Dove possiamo trovare i supervulcani?
Queste sono le zone in cui potrebbe avvenire un evento vulcanico VEI-8 nel prossimo futuro:

* Mount Aniakchak, Alaska, Stati Uniti
* Aso, Kyūshū, Giappone
* Campi Flegrei, Campania, Italia
* Laacher See, Renania-Palatinato, Germania
* Kikai Caldera, Ryūkyū Islands, Giappone
* Long Valley Caldera, California, Stati Uniti
* Monte Mazama, Oregon, Stati Uniti (ora Crater Lake)
* Lago Taupo, North Island, Nuova Zelanda
* Lago Toba, Sumatra, Indonesia
* Valle Grande, Nuovo Messico, Stati Uniti
* Monte Warning, Nuovo Galles del Sud, Australia
* Yellowstone Caldera, Wyoming, Stati Uniti
* Vesuvio e vulcani annessi: Campi Flegrei, Isole Eolie, Etna, Italia

La più recente eruzione VEI-8

La più recente eruzione di questo tipo avvenne nei pressi del Lago Toba, a Sumatra circa 74.000 anni fa, gettando l'intero pianeta Terra in un inverno vulcanico durato diversi anni.

Flusso basaltico

I flussi basaltici sono delle eruzioni non esplosive che espellono dalle viscere della terra un'enorme quantità di lava basaltica su di una grande superficie, fino a coprire una parte di un intero continente. Pur essendo non esplosive, i gas e le polveri rilasciate da tale eruzione avrebbero un impatto globale sul clima terrestre, simile alle VEI-8.

Flussi basaltici preistorici

Si sospetta che flussi basaltici preistorici possono essere state le cause o le concause delle grandi estinzioni di massa, comprese quelle devastanti del Permiano, che estinsero la maggioranza delle specie viventi, anche della più famosa, ma più piccola estinzione del Cretaceo in cui si estinsero i Dinosauri.

Dove ebbero luogo le eruzioni di flussi basaltici

* Brazilian Highlands, Brasile
* Columbia River Plateau, Stati Uniti
* Trappi del Deccan, India
* Trappo Siberiano, Russia

I due più importanti e recenti flussi basaltici moderni si sono verificati in Eldgjá and Lakagigar, entrambi in Islanda. Nessuno di questi eventi, hanno avuto un tale impatto da essere considerati supervulcanici.

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