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Survival, Il Movimento Per I Popoli Indigeni


11 luglio 2010 ore 00:44   di Babsie  
Categoria Altro  -  Letto da 338 persone  -  Visualizzazioni: 583

Oggi giorno diventa difficile fidarsi di chi si dice pronto ad aiutare il mondo affinché diventi un posto migliore in cui vivere.
Esistono migliaia di organizzazioni che nascono legalmente con natura no-profit e poi si scoprono essere sistemi ingegnosi per speculare a danno di chi è in difficoltà, impossibilitato a difendersi, o di chi si propone di fornire il suo piccolo supporto in nome di un sentimento di condivisione e fratellanza.

Ebbene, per non farsi prendere in giro bisognerebbe documentarsi un po’, drizzare le antenne e scegliere la causa che più sentiamo vicina a noi.
Sono ormai dodici anni che conosco Survival International e il lavoro serio e onesto che questa organizzazione svolge per aiutare i Popoli Tribali nella loro lotta alla sopravvivenza e mi sento di garantire per loro.


Sì, perché “aiutare” non è così semplice come ci si potrebbe immaginare, la realtà si rende sempre un po’ più sfaccettata e complessa mano a mano che la si conosce e se ne approfondiscono le dinamiche e le problematiche.
Aiutare i Popoli Indigeni affinché riescano a mantenere i propri diritti sulla loro terra ancestrale e, in questo modo, preservare intatta la loro identità e la loro cultura, e proteggere il loro diritto di decidere autonomamente del proprio futuro (come sancisce la Convenzione ILO 169 sui diritti dei popoli indigeni e tribali adottata nel 1989 dall’ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO) significa fornire loro i mezzi appropriati per combattere nei luoghi e nei modi che l’uomo “bianco” (inteso come “uomo industrializzato del Nord ricco del mondo) impone.

Survival non interferisce in nome e per conto dei Popoli Tribali, arrogandosi il diritto di sostituirsi ai loro portavoce, bensì fornisce ai Leaders delle diverse tribù quel supporto indispensabile (traduttori, avvocati, divulgazione attraverso i mass-media, raccolta di fondi, didattica mirata ad una visione di uguaglianza e fratellanza dei popoli e via di questo passo) per affrontare ad armi pari le campagne di sterminio, messe in atto da organizzazioni economiche e politiche senza scrupoli, guidate dai potenti del mondo industrializzato occidentale.

Parliamoci chiaro: quelli della mia generazione, e delle generazioni precedenti, sono cresciuti guardando i film western che mettevano in campo i cowboy contro i selvaggi delle praterie. Tutto ciò che conoscevamo dei Nativi Americani era frutto di una traduzione ben poco obiettiva e del tutto strumentale che l’uomo bianco perpetrava al fine di giustificare le barbarie commesse a loro danno.

Togli la terra ad un uomo, togli a quest’uomo il suo contatto con Dio impedendogli di professare il proprio credo e i riti che ne conseguono, sostituisci la sua libertà con il whiskey e le droghe togliendogli la visione di un futuro, e infetta la sua gente con malattie da cui non possono difendersi… cosa gli rimane?
Rimane la disperazione di vivere in una riserva-gabbia, lontano dai luoghi sacri e dal proprio Dio, rimane lo smarrimento di vedersi togliere la dignità e la speranza, rimane la malattia e l’alcoolismo a cui soccombere senza poter più alzare gli occhi al cielo.

Purtroppo tutto ciò accade anche ora, in ogni parte del mondo dove l’uomo bianco arriva con lo scopo di impossessarsi delle ricchezze naturali del sottosuolo e non (che sia petrolio, gas, diamanti, legno, acqua non fa alcuna differenza), lasciando dietro di sé sempre lo stesso disumano risultato:
malattia, disperazione, distruzione e morte.

Survival International accorre in soccorso di questi Popoli che hanno poche risorse, ma ancora tanta voce per gridare il loro NO, NON CI STIAMO A MORIRE COSì E NON LO FAREMO IN SILENZIO!

I Boscimani, in Africa, hanno festeggiato la restituzione da parte del governo della loro terra ancestrale grazie all’aiuto di Survival. Altre tribù riescono a ottenere piccole vittorie di cui farsi forza per continuare la battaglia, come gli Yanomami e i Sarawak, molte altre tribù, i Dongria Kondh, i Guarani, i Popoli della valle dell’Omo, stanno ancora chiedendo di essere ascoltati prima che sia troppo tardi.

Il sito web di SURVIVAL INTERNATIONAL vi accoglierà volentieri illustrandovi la politica adottata e le azioni che è in grado di attuare, vi fornirà dettagli molto interessanti sulle battaglie in corso e sui Popoli Tribali impegnati nel far valere i propri diritti dislocati in ogni punto del pianeta.
Iniziative di vario genere e istruzioni per aderirvi e partecipare attivamente dando un piccolo contributo (non solo monetario, ma anche e soprattutto di tempo ed energia) sono a vostra disposizione a questo indirizzo:

www.survival.it

La nostra ricchezza e il nostro benessere non ha alcun merito se sono bagnati col sangue degli innocenti. Il Pianeta Terra ci può contenere tutti senza far differenze tra buoni e cattivi, belli e brutti, “civilizzati” e “selvaggi” (chi dimostra alla fine più civiltà è chi rispetta la vita altrui), Survival vuole ricordarci questo e noi non possiamo più fingere di non sapere.

Dobbiamo agire, possiamo farlo ora.
Uniamo la nostra voce a quella voce dei Popoli Tribali, nostri fratelli, in un irremovibile e solidale:

WALK YOUR TALK!
(“Walk your talk” è un proverbio dei Nativi Americani e significa trasforma i tuoi ideali in azioni)

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